La celebrazione

Il vescovo: «Santa Maria Goretti ha avuto il coraggio dell’amore»

Con la Messa solenne presieduta dall’arcivescovo Santo Marcianò, nella serata di giovedì 2 luglio, si sono ufficialmente aperti i festeggiamenti in onore di Santa Maria Goretti, nell’omonima parrocchia di piazzale Europa, a Frosinone. Con il presule hanno concelebrato il parroco, don Massimiliano Lucchi, il vicario, don Donato Colacicco, don Davide Banzato, di Nuovi Orizzonti (la fraternità che ha la cura pastorale della parrocchia e alla funzione era presente anche la presidente, Daniela Martucci), e don Santino Battaglia, segretario del vescovo.

Prendendo spunto dalla prima lettura del giorno, il vescovo ha rimarcato il ruolo dei profeti e della profezia, di quella profezia «di chi chiede la sapienza necessaria che ci viene dallo Spirito, la profezia di saper leggere la storia, di saper interpretare gli eventi, farlo da gente concreta, di capire ciò che è bene e ciò che non è bene per l’uomo. Ecco perché la profezia è difficile, ma arriva fino al dono della vita. Il profeta è l’uomo della trasparenza, della limpidezza, non si compromette mai», ha aggiunto Marcianò, richiamando alcuni degli elementi che poi ha collegato anche e soprattutto alla figura di Maria Goretti. E alla luce della profezia, quella di Gesù, il vescovo ha poi spiegato anche il Vangelo del giorno, con l’episodio del paralitico guarito. Da questo necessario preambolo, come detto, si è ricollegato alla figura di Maria Goretti che «appena 11enne si fa ammazzare pur di non peccare. Molti si chiedono, e sono stati scritti anche dei libri a tal proposito, quale fosse la consapevolezza del peccato in una bambina povera, ignorante, che viveva nell’Agro pontino con una famiglia di poveri agricoltori, Ma la figura di questa santa la dobbiamo un pochino scrollare di una visione quasi banale di una ragazzina che sta per essere abusata, rifiuta l’abusatore e si fa ammazzare, perché questo in realtà ci fa capire “la capacità di Dio”, che abbiamo sempre, fin dal Battesimo. Non ci sono età per capire Dio, quanti santi bambini abbiamo! E La castità è parte integrante della sua fede, la purezza è parte integrante della sua fede», ha aggiunto Marcianò, invitando anche a rivalutare, a pensare, a quella che è «la dignità del corpo». Avviandosi a concludere l’omelia, il presule è quindi tornato sul concetto iniziale: «La profezia di questa piccolina è stata quella di morire perché deve gridare la verità di Dio, la sua capacità di Dio, morire per annunciare la sacralità del corpo, morire per gridare a tutti che senza la purezza del cuore non c’è visione di Dio. Ecco perché Pio XII l’ha fatta beata e santa in poco tempo. E quanto è forte la profezia di questa bambina! Chiediamo al Signore di avere lo stesso coraggio dell’amore», ha concluso monsignor Santo Marcianò, guardando e indicando la bella statua di Santa Maria Goretti posta accanto all’altare della celebrazione.

Dopo la Messa, c’è stata la benedizione del capitello con la statua della Madonna di Lourdes donata dal Frosinone Calcio (ne riferiamo in un altro articolo a parte) mentre la festa patronale della parrocchia è andata avanti nei giorni successivi, con un musical sulla vita di santa Maria Goretti (venerdì 3), il percorso spirituale “I gigli di Marietta” (sabato 4), mentre domenica 5 verranno celebrate Messe alle 9, alle 11 e alle 19, prima di un momento di svago in serata, con balli di gruppo e la gara delle torte. Lunedì 6 luglio, dopo la Messa delle 19, la tradizionale processione che si snoderà per le strade del popoloso quartiere attorno alla chiesa parrocchiale toccando viale Europa, via Spagna, via Austria, via Vado del tufo, via Monteverdi, via Grecia e Corso Francia. Il tutto a chiudere un programma religioso aperto il 29 giugno con il pellegrinaggio sui luoghi della santa, a Le Ferriere e a Nettuno.

di Igor Traboni

Al termine della celebrazione, il vescovo ha salutato i membri del comitato organizzatore della festa

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