
C’è un luogo, a Veroli, che profuma di devota preghiera e santo lavoro. Fedele a quel celebre “Ora et labora” di San Benedetto, il Monastero di Santa Maria dei Franconi custodisce, intatta, la regola del Padre fondatore, non come memoria da narrare ma come sentiero da seguire nel cammino della vita. Chiuse nel silenzio claustrale, nascoste alla vista e alla mondanità, le Monache benedettine parlano al mondo e nel mondo con i più potenti dei mezzi: la preghiera, l’operosità, l’esempio.
La vita della Beata Maria Fortunata Viti è il frutto spirituale più recente e più luminoso di questa regola, ancora oggi oggetto di devozione e di stupore nella cittadina ernica. Il ricordo del suo passaggio terreno è tenuto vivo dalle sue consorelle, ma anche da tantissimi fedeli che, da tutto il mondo, guardano a questo esempio di vita vissuta per gli altri e nella dimenticanza di sé per trovare conforto e fiducia. Anna Felice Viti – questo il nome laico di Suora Fortunata – ebbe natali non comuni, come non comune fu il suo destino: di famiglia agiata caduta in miseria, orfana di madre, accudì dapprima i suoi numerosi fratelli e suo padre, per poi farsi serva del Signore e delle sue consorelle nel Monastero benedettino verolano che la ospitò per oltre settant’anni, e dove svolse i lavori più umili. Eppure, Suor Maria Fortunata non smise mai di meravigliarsi e di lodare la grazia divina che ella vedeva in tutto il creato e che acclamava con il motto “Potenza e carità di Dio!” diventato familiare tra i credenti devoti alla Beata come espressione di quello stupore che sfuma nella preghiera e nel ringraziamento.
Ottobre è il mese dedicato al ricordo della sua beatificazione, avvenuta a Roma il giorno 8 dell’anno 1967 sotto il pontificato di Paolo VI. Nei giorni della festa, tanti verolani hanno seguito l’immagine della Beata e pregato sul suo sepolcro, posto all’interno della chiesa del Monastero. Il 2027 sarà un anno particolare per la comunità monastica e per l’intera città di Veroli: ricorreranno, infatti, 60 anni dalla beatificazione e 200 anni dalla nascita di Suora Fortunata. Due anniversari che celebrano due momenti fecondi di frutti: la nascita nel mondo, il 10 febbraio; la nascita agli onori dell’altare, l’8 ottobre. Un tempo lunghissimo in cui, tuttavia, la narrazione delle vicende terrene della suora benedettina non è mai venuta meno, in cui il piccolo mondo in cui crebbe e si fortificò la sua fede, la sua intensa spiritualità e gli aneddoti legati ai primi segni della sua santità, sono stati tramandati di bocca in bocca, di preghiera in preghiera. Un lascito fatto non di parole bensì di gesti, di esempio, di obbedienza, segno di una Chiesa fatta non di effetti speciali ma, al contrario, capace di vivere l’ordinario in modo straordinario.
di Lidia Frangione

Don Dino Mazzoli, parroco di Veroli

Don Dino e il sindaco di Veroli, Germano Caperna, davanti alla statua della Beata
