
Con la Messa presieduta dal Cardinale Marcello Semeraro, Prefetto del Dicastero delle cause dei santi, mercoledì 23 settembre nella Cattedrale Santa Maria di Frosinone, si è aperto ufficialmente il bicentenario della fondazione delle suore Agostiniane serve di Gesù e Maria, la congregazione che prese il via a Frosinone nel 1827 da suor Maria Teresa Spinelli, con un apostolato – allora come oggi – rivolto in particolare in favore della gioventù, attraverso l’insegnamento, il catechismo e la pastorale giovanile. La Messa è stata concelebrata dall’Arcivescovo Santo Marcianò, dal vicario diocesano don Angelo Conti e dai parroci della città capoluogo.
La presenza storica delle suore a Frosinone è rimasta nelle due case di via Cavour e via Tiburtina e, nelle diocesi unificate di Frosinone e Anagni, hanno una casa anche a Guarcino. Sono presenti in vari Paesi: Malta, Inghilterra, Stati Uniti, Australia, Brasile, Repubblica Democratica del Congo, India, Filippine, Nigeria. Un mandato educativo sottolineato dal cardinale Semeraro, nel corso dell’omelia della Messa, davanti alle massime autorità civili e militari (tra gli altri, il sindaco Mastrangeli, il prefetto Ranieri e il Questore Caruso), ma soprattutto a decine di religiose e a un centinaio di bambini delle scuole di Frosinone. «Per la sua pedagogia – ha detto tra l’altro il presule in uno dei passaggi più forti dell’omelia – Teresa Spinelli è da ritenere una vera antesignana della scuola cattolica: è la ragione per cui la Conferenza Episcopale del Lazio approvò e raccomandò l’avvio della causa di beatificazione e canonizzazione. L’intenzione base della nostra Venerabile fu infatti quella di aiutare ogni alunna a riconoscere in sé l’immagine di Dio, fondamento della dignità della persona; il metodo educativo che proponeva era fondato sul rispetto, sull’affetto e sulla fiducia reciproca». Non di meno, la sua azione è sempre stata fondata sulla preghiera «che la conduceva a una comunione sempre più intima con il Signore».
Semeraro ha altresì invitato a guardare all’attualità del messaggio di questa suora e per coglierlo «dobbiamo guardare con attenzione al suo carisma educativo. E’ un po’ la caratteristica che la distingue come fondatrice di una famiglia religiosa. Vi auguro quindi di celebrare sì il vostro bicentenario – ha concluso il Prefetto rivolgendosi alle figlie della Venerabile – ma di guardare anche al vostro futuro e in tale prospettiva leggo il suo testamento: “Vi lascio la carità. Questa casa è andata avanti con la carità, cessando questa cesserà la casa”».
A porgere il benvenuto al cardinal Semeraro è stato l’arcivescovo Santo Marcianò e a tutti i presenti è stato l’arcivescovo Marcianò, che ha brevemente tratteggiato l’arrivo a Frosinone dell’allora giovane mamma romana Teresa Spinelli, segnata da un tremendo matrimonio e con una figlia piccola: «In un tempo in cui l’istruzione era negata a tante bambine, lei vide in ciascuna una dignità da far fiorire».
Marcianò ha quindi rimarcato come, 200 anni dopo, le Agostiniane serve di Gesù e Maria sono sempre una presenza importante: «Per la nostra città le suore sono state scuola, casa ed educazione della coscienza. Per la nostra diocesi sono state e restano una presenza silenziosa e feconda, un segno di quella carità che educa senza fare rumore. Il bicentenario che oggi apriamo sia un nuovo inizio».
Un saluto iniziale è stato portato anche da suor Pauline Kasila, Superiora Generale delle suore Agostiniane serve di Gesù e Maria, che ha detto tra l’altro: «apriamo ufficialmente l’anno del nostro Bicentenario, un traguardo che abbiamo voluto preparare con un cammino spirituale di tre anni, mettendoci in ascolto del nostro carisma e della testimonianza della nostra amata fondatrice, Madre Teresa Spinelli: Nel primo anno siamo tornate alla sorgente agostiniana, per riscoprire la bellezza del vivere un “cuor solo e un’anima sola protesi verso Dio”. Abbiamo pregato e riflettuto sulla comunione, per essere sempre più un riflesso dell’amore di Dio tra la gente avendo come modello la prima comunità di Gerusalemme. Nel secondo anno abbiamo guardato a Gesù, il Servo obbediente che vive per fare la volontà del Padre. Abbiamo chiesto la grazia di conformarci a Lui, lasciandoci trasformare per essere autentiche figlie del carisma spinelliano. Quest’anno diventa per noi il tempo della Gratitudine. Vogliamo camminare ogni giorno con lo sguardo rivolto in tre direzioni: al passato, per dire grazie a Dio della Sua fedeltà; al presente, per lodarlo e testimoniare ciò che compie oggi in mezzo a noi; e al futuro, per sognare e progettare con uno sguardo profetico, pronte a rispondere alle chiamate del nostro tempo. Celebrare questa liturgia in questa Cattedrale tocca nel profondo il nostro cuore. Questo è il luogo della nostra memoria e delle nostre radici: qui Madre Teresa ha pronunciato il suo “sì”; qui il Vescovo ha accolto le prime sorelle, dando inizio alla nostra storia».










