Riaperta, dopo i lavori di restauro, la chiesa parrocchiale di Castelmassimo

Dopo circa quattro mesi di chiusura forzata, per consentire l’esecuzione di alcuni lavori urgenti, lunedì 16 giugno è stata riaperta ai fedeli la chiesa parrocchiale di Castelmassimo, intitolata a San Pietro Apostolo e alla Vergine Maria. Una giornata importante per la popolosa contrada, vissuta alla presenza del vescovo Santo Marcianò, accolto dal parroco, don Dino Mazzoli, dal sindaco di V eroli, Germano Caperna, e da tantissimi fedeli. Il Vescovo ha poi celebrato Messa e nel corso dell’omelia ha sottolineato il valore, non solo simbolico e comunque importante, del restauro di una chiesa, laddove i cristiani sono chiamati anche ad una sorta di «restauro personale» e di quanto il senso di una comunità si esprima per l’appunto anche attorno ad una chiesa parrocchiale.

I lavori hanno riguardato gli impianti elettrico e di riscaldamento e il restauro degli affreschi, come ha illustrato nel dettaglio l’architetto Angelo Orlandi, tecnico incaricato dei lavori. Due i dipinti, commissionati a suo tempo per abbellire la chiesa: un “San Giovanni da Capestrano e due santi”, di Taddeo Kuntz, della seconda metà del 18° secolo, e una “Madonna e Gesù Bambino con San Pietro e San Paolo”, una pala d’altare anche questa del 18° secolo ma di autore ignoto. La storia di questa chiesa, contigua al Palazzo Campanari, è strettamente legata a questa famiglia verolana. Il 15 settembre 1967 un incendio devastò la chiesa, distruggendo la statua della Madonna e molti arredi sacri. Grazie alla generosità del vescovo Giuseppe Marafini, del parroco don Severino Lauretti, della popolazione e del comitato, la chiesa fu restaurata. Il vescovo Marafini il 15 luglio 1968 la elevò a parrocchia, che venne riconosciuta civilmente il 27 maggio 1971.

Il vescovo Santo Marcianò abbraccia il parroco, don Dino Mazzoli

La chiesa, gremita di fedeli, durante la celebrazione

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