La celebrazione

L’omelia di Marcianò a Veroli: «I Miracoli Eucaristici devono guidare a Cristo»

Omelia alla Celebrazione nell’anniversario del Miracolo Eucaristico
Basilica S. Erasmo – Veroli 7 aprile 2026

Carissimi fratelli e sorelle,

che dono celebrare assieme il Miracolo di Veroli, in questa Chiesa di Sant’Erasmo, in questa città che è, e deve essere, una Città Eucaristica, come la Festa di oggi ci insegna. Una Festa che rende Veroli famosa anche nel mondo, grazie a chi ha voluto diffondere questo culto, in particolare il piccolo grande Santo Carlo Acutis.
Un Miracolo squisitamente Pasquale, quello che celebriamo in questa Solenne Ottava di Pasqua, mentre la Liturgia e la fede della Chiesa ci chiedono di guardare a Gesù Risorto. Di guardare a Lui non in uno spiritualismo che ci fa fuggire dal presente ma a partire dalla nostra vita concreta, con le sue difficoltà, i suoi conflitti, i suoi problemi ma anche con la sua bellezza e la forza che il Signore infonde, rendendo anche noi capaci di risorgere con Lui e in Lui.
Non a caso il Miracolo Eucaristico è avvenuto nella nostra terra, tra le nostre case, tra la nostra gente. E questo ci ricorda che in ogni Eucaristia, di fatto, Gesù viene in mezzo a noi; come dice il Vangelo di Giovanni, che di solito leggiamo a Natale, «mette la sua tenda in mezzo a noi» (Gv 1,14). Abita non solo tra noi ma in mezzo a noi, ovvero “in” noi. È al centro della nostra vita e deve esserlo sempre più.
La Festa di oggi ci indica la via per farlo: guardare a Lui. Chiesa di Frosinone, «costruisci il tuo presente e il tuo futuro tenendo fisso lo sguardo su Gesù. Egli è tutto: tutto per la Chiesa, tutto per la salvezza dell’uomo!» Lo gridava San Giovanni Paolo II nella Sua Visita Pastorale in questa nostra Diocesi di Frosinone, nell’omelia della Messa che, peraltro, ha voluto celebrare usando il calice e la patena del Miracolo Eucaristico di Veroli. Un dono meraviglioso che oggi, a distanza esatta di 25 anni (un anniversario significativo, che ricorrerà il 16 settembre prossimo), suona come invito sempre attuale, che ci proietta a un livello più alto di spiritualità, di interiorità.
In fondo è lo stesso messaggio che questo Miracolo ci indica. I Miracoli Eucaristici devono guidare a Cristo, Presente nell’Eucaristia e nei Sacramenti della Chiesa. Su questo, a breve, scriverò un documento, per aiutare e orientare la riflessione.
Pregare, adorare, significa allenarsi a vedere Lui Vivo nella nostra vita. Vorrei pertanto provare a rileggere il Miracolo Eucaristico di Veroli così: come scuola per il nostro sguardo. Una scuola alla quale, non a caso, ci orienta con forza il Vangelo di oggi ( Gv 20,11-18 ).
È una delle scene più belle della Risurrezione, è la prima apparizione del Risorto di cui narra la Parola di Dio: quella a Maria di Magdala.
La scena la descrive nel giardino, davanti al sepolcro vuoto, mentre piange temendo che il Signore sia stato portato via. Ella cerca il corpo di un morto ma deve imparare a vedere un Vivente; deve, come dicevamo, rieducare lo sguardo. Come si apriranno i suoi occhi? Il brano evangelico è pieno di spunti, ma voglio coglierne semplicemente due: il pianto e l’ascolto.
Maria impara a vedere Gesù con gli occhi pieni di lacrime. È vero, le nostre lacrime a volte sono un impedimento, un velo che appanna lo sguardo. Mentre piangiamo non vediamo. Mentre il dolore, la delusione, le ferite ci attanagliano, facciamo fatica ad alzare lo sguardo. Ma le lacrime, pian piano, purificano gli occhi, guarendoli da visioni distorte.

Penso alle lacrime del pentimento, quando facciamo l’esperienza stupenda della Misericordia di Dio che ci perdona ogni male, che ci asciuga le lacrime lavandoci l’anima. «Convertitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e riceverete il dono dello Spirito Santo», dice Pietro nella prima Lettura (At 2,36-41). Pasqua è questo Mistero di
salvezza, di riconciliazione con Dio, che diventa riconciliazione con noi stessi e con il prossimo. Pasqua è questo Mistero di amore, donato a noi nei Sacramenti, nel Battesimo… nell’Eucaristia.
E l’amore cresce quando le lacrime della sofferenza allargano il cuore, lo aprono alla compassione, al servizio, alla fraternità. Il pianto di Maria di Magdala la rende capace di guardare verso l’altro: dapprima ella vede «il custode del giardino», non si accorge che è Gesù; così noi, tante volte, non siamo capaci di capire che ciò che abbiamo o non abbiamo fatto ai nostri fratelli più piccoli lo abbiamo fatto a Lui.
Ma Maria poi solleva lo sguardo e dimentica il suo dolore. Il Miracolo dell’Eucaristia ci trasforma in uomini e donne di carità, ci dona la possibilità di sollevare gli occhi verso le sofferenze del mondo e dei fratelli più vicini a noi, nei quali Gesù è presente.
Per riconoscere il Signore, però, serve l’ascolto. Come Maria di Magdala, dobbiamo decifrare la voce di Gesù che chiama e pronuncia il nostro nome. Il Miracolo Eucaristico indica Gesù Vivo, Risorto, Presente, non solo nel Mistero dell’Eucaristia e nella carne degli ultimi, ma anche nella Sua Parola.
Sì, Veroli potrà diventare sempre più Città Eucaristica se sempre più si fonderà sulla conoscenza, l’ascolto, la meditazione e la contemplazione della Sacra Scrittura. Ripartiamo da lì per educare lo sguardo, per ascoltare la Sua Voce e accorgerci che Gesù è tra noi.
Cari amici, è quanto vi ho chiesto nell’Omelia per l’ingresso nella Cattedrale di Frosinone. «Per attuare la Rivoluzione dell’amore Gesù si volta verso noi, ci guarda negli occhi, attende il nostro sguardo e ci regala la prospettiva del Cielo», vi dicevo, spingendovi sulla via di quel «moto di rivoluzione» che «ripropone la centralità di Dio; ci dona di vivere attirati nella sua orbita tenendo fisso lo sguardo su Gesù che ci guarda», chiedendoci di «ripartire dalla Sua Parola, che sarà indispensabile continuare a conoscere, meditare, spezzare, […] assieme alla preghiera e all’Adorazione».
È quello che stiamo cercando di fare, è quello che la Festa di oggi ci chiede di fare, con impegno e con gioia. Per imparare a vedere Gesù e fare della nostra vita una testimonianza di Lui Risorto, nella certezza che Dio continua a stare vicino al suo popolo, alla sua gente e alla sua terra, alla nostra gente e alla nostra terra, come il Miracolo Eucaristico ci aiuta a credere!

Santo Marcianò

(Grazie a Lidia Frangione per le foto)

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