L’Ac di Anagni-Alatri accanto ai detenuti del carcere di Frosinone

Centinaia di confezioni di dentifrici e lamette monouso sono state donate dall’Azione Cattolica della diocesi di Anagni-Alatri alla Pastorale carceraria delle diocesi di Frosinone e di Anagni-Alatri e destinati alla popolazione detenuta nella Casa circondariale di Frosinone. Una richiesta in tal senso era arrivata dalla Pastorale carceraria e quindi, nella giornata di martedì 23 giugno, la presidente diocesana di Ac, Concetta Coppotelli, ha consegnato quanto richiesto al signor David Rapone, che si occupa della messa alla prova dei detenuti che ottengono benefici, grazie anche alla sinergia con la Caritas interdiocesana. Contestualmente è stata consegnata anche una lettera ai cappellani del carcere, don Giudo Mangiapelo e don Onofrio Cannato.   Questo il testo della lettera: Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati (Mt 5,6). Nessuna cella è così isolata da escludere il Signore “Il carcere è diventato una basilica”. Sono le parole pronunciate da Papa Francesco dopo aver aperto la Porta Santa nel carcere di Rebibbia. Una frase che porta con sé un significato profondo e dirompente. Trasformare un luogo spesso percepito come simbolo di esclusione, sofferenza e punizione in uno spazio sacro e comunitario ribalta la prospettiva comune, ricordandoci che la presenza di Dio non conosce barriere. Con questo gesto, il Papa ha voluto ricordarci che dietro ogni sbarra si nascondono storie, dolori e speranze. E proprio rivolgendosi ai detenuti, Papa Francesco ha ricordato che “ognuno di noi può scivolare”, sottolineando quanto sia importante non perdere mai la speranza e quanto abbiamo il dovere di proteggere la dignità umana, anche in situazioni di errore o fragilità. La speranza, per chi vive dietro le sbarre, non è un lusso: è un diritto. E per tutti noi è un dovere trattare con dignità chi ha sbagliato, che non è solo un atto di misericordia, ma una vera e propria prova di forza, oltre che un segno di civiltà. Da sempre, molti soci di Azione Cattolica operano direttamente nelle carceri attraverso l’ascolto, il supporto materiale e umano, e la promozione di percorsi di inclusione sociale e lavorativa. Sorprenderà sapere che il primo coordinamento nazionale fra le associazioni di volontariato penitenziario, il SEAC (Coordinamento Enti e Associazioni di Volontariato Penitenziario) nasce proprio su iniziativa dell’Azione Cattolica alla fine degli anni Sessanta. Una storia ed una memoria da valorizzare. L’AC collabora attivamente per formare volontari e promuovere la mediazione penale. Facciamo nostro l’interrogativo che papa Francesco si poneva ogni volta che incontrava un detenuto: “Perché loro e non io?”. Avere compiuto degli errori in passato non può giustificare condizioni detentive che nessuno potrebbe sopportare, non può consentire di togliere lo sguardo da una visione che, per quanto cruenta, ci mette davanti a quanto di più fragile possa esistere. Guardate con speranza oltre la vostra dimensione odierna perché si può e si deve sempre ricominciare, il Signore fa nuove tutte le cose, noi da parte nostra Vi inviamo un piccolo aiuto fatto di dentifrici e rasoi per la barba che speriamo possano esservi utili, inoltre affidiamo le vostre sofferenze al Signore nelle nostre preghiere. “Che questo tempo sia un’opportunità per scavare a fondo, perdonare sé stessi e ricostruire la propria vita mattone dopo mattone. La vera libertà nasce prima di tutto dentro il proprio cuore”. La Presidente di Azione Cattolica della Diocesi di Anagni Alatri a nome di tutti gli associati! Concetta Coppotelli
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