
Venerdì 20 febbraio, nei locali parrocchiali della Madonna della Neve, a Frosinone, si è svolto un incontro intenso e partecipato tra il vescovo della diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino, mons. Santo Marcianò, e oltre cinquanta capi del Distretto Scout di Frosinone. Un momento di confronto vero e profondo, nel quale si è riflettuto sul significato del servizio e sull’identità dello scout come membro vivo della Chiesa.
L’incontro, promosso nell’ambito del cammino formativo dei capi dell’Associazione Italiana Guide e Scouts d’Europa Cattolici, ha rappresentato un momento prezioso di dialogo tra la Chiesa locale e il mondo dello scoutismo.
Monsignor Marcianò ha voluto sottolineare come il servizio non sia semplicemente un’attività da svolgere, ma una dimensione costitutiva della vocazione cristiana e, in modo particolare, della scelta scout. «Non esiste una fede della domenica separata dalla tecnica del sabato», ha sottolineato il Vescovo, invitando i Capi ad essere esempio nella strada della quotidianità. Una frase che ha colpito i Capi, chiamati spesso a tenere unite competenza pedagogica e spiritualità. La formazione tecnica, l’organizzazione delle attività, la cura dei dettagli, non possono essere disgiunte dalla vita spirituale: tutto concorre a formare “Buoni Cristiani e Buoni Cittadini”.
Il servizio, ha proseguito il Vescovo, è prima di tutto uno stile: significa farsi prossimi, educare con l’esempio, accompagnare i più giovani nella scoperta della propria vocazione.
Attraverso il metodo scout e le sue applicazioni, quali ad esempio la tecnica, l’essenzialità, la vita all’aperto, si seminano dei valori importanti, con la speranza che portino frutto per tutta la vita.
Più volte è emerso il richiamo a sentirsi “sempre scout” e, allo stesso tempo, “sempre Chiesa”. L’appartenenza ecclesiale non è un elemento accessorio dell’esperienza associativa, ma ne costituisce uno dei motivi della propria fondazione. L’Associazione Italiana Guide e Scouts d’Europa Cattolici è infatti un Movimento riconosciuto dalla Chiesa Cattolica, che ne riconosce e promuove l’alto valore educativo.
Essere scout significa essere parte viva della Chiesa, non realtà parallela o separata.
Il servizio educativo diventa così una forma concreta di ministerialità laicale, fondata sul Battesimo, capace di tessere relazioni tra parrocchia, famiglie e territorio.

La serata si è conclusa in un clima di convivialità con una cena condivisa: attorno alla stessa tavola, Vescovo e capi hanno proseguito il dialogo in modo informale, rinsaldando legami e rinnovando l’impegno a camminare insieme.
Un incontro che lascia un segno e rilancia l’impegno dei capi del Distretto di Frosinone a essere educatori credibili, testimoni coerenti e membri vivi della Chiesa, nella consapevolezza che lo scoutismo, quando è autentico, è una vera scuola di Vangelo.
a cura del Distretto Scout di Frosinone
