Il piccolo Santo Marcianò, davanti al Tabernacolo, nel dono della comunità di Anitrella

Non si è ancora spenta l’eco e la commozione per quanto verificatosi domenica 26 luglio, ad Anitrella e di buon mattino, ovvero alla Messa delle 7 per la festa di Sant’Anna, presieduta dal vescovo Santo Marcianò.

Al presule, infatti, è stato donato un dipinto, opera dell’artista verolano Paolo Gaetani, che ritrae Santo Marcianò bambino davanti al Tabernacolo della sua parrocchia a Reggio Calabria.

Ma ecco come don Andrea Viselli, parroco di Anitrella e Chiaiamari, ha illustrato a monsignor Marcianò il perché di questo dono, particolarmente gradito dal presule, visibilmente commosso, dopo avergli dato il benvenuto nella comunità della frazione monticiana:

” Come sono belli i piedi del messaggero di buone notizie che annuncia la salvezza”.
«Eccellenza,
con queste parole, del profeta Isaia, vogliamo darle il benvenuto in questa comunità di Anitrella, nel giorno a lei più caro, la festa di Sant’Anna.
Benedetti i suoi piedi di Pastore, oggi in mezzo a noi, benedetti i piedi di tanti che oggi si sono fatti pellegrini e vivono come unico corpo questo momento di fede e di devozione.
L’Anitrella e Sant’Anna sono due realtà inseparabili.
Ai Conti Lucernari, che impiantarono lungo il fiume Liri la prima cartiera, si deve il merito di aver portato all’ Anitrella la statua di S. Anna nella prima metà dell’ 800, dedicandole la loro cappella gentilizia ad uso della popolazione residente e dei dipendenti della cartiera.
Dalla metà dell’ 800 tante cose sono cambiate, tanta acqua è passata sotto il ponte costruito sul punto più stretto del corso del fiume Liri, che ha unito regni diversi e più volte è stato distrutto e ricostruito.
Non è cambiata però la devozione di questa gente per S. Anna, come può ben vedere.
Allo straordinario concorso di popolo che si ha durante i giorni di festa si contrappone un ordinario pellegrinaggio di tante mamme e papà che durante l’anno, insieme a tanti devoti, si recano in pellegrinaggio discreto, nascosto, intimo e familiare per affidare alla Madre di Maria e alla Nonna di Gesù gioie, preoccupazioni e dolori, certi di essere consolati, esortati, incoraggiati con quello stile che è proprio delle nonne.
Siamo lieti Eccellenza di condividere, in questa prima sua visita nella nostra parrocchia, la gioia di questo giorno.
Certi che non lo scorderà, vogliamo donarle un ricordo, di questa giornata indubbiamente, ma abbiamo avuto anche l’ardire di rappresentare con i colori e su tavola un suo caro ricordo, che più volte in questi mesi ha condiviso con noi e che ha segnato la sua vita tanto da divenire l’immagine del suo stemma episcopale.
Abbiamo chiesto all’ artista e pittore verolano Paolo Gaetani di rappresentarla bambino davanti al tabernacolo, non ad un tabernacolo qualsiasi ma davanti al tabernacolo della sua parrocchia di S. Caterina d’Alessandria.
La preziosa collaborazione di don Santino Battaglia, suo segretario, ci ha permesso di avere le foto esatte del tabernacolo e della porticina.
Sappiamo quanto da grandi sia necessario ritornare a quando si era bambini per riscoprire la bellezza e l’entusiasmo della prima ora.
Possa attraverso questa immagine far memoria dei volti, dei colori, dei profumi della sua infanzia e della sua terra per ritrovare quotidianamente nuovo slancio ed essere per noi Pastore e Maestro, crescendo nella certezza che la nostra storia è storia d’amore, l’amore di Dio per ciascuno di noi».

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