
Messaggio ai partecipanti al 6° Convegno Nazionale Leone XIII – Roma, 27 giugno 2026
Carissimi,
rivolgo a tutti il mio saluto più cordiale, seppur rammaricato di non poter essere presente all’evento odierno.
L’eredità di Leone XIII, con la sua enciclica Rerum Novarum ci consegna il patrimonio della Dottrina Sociale della Chiesa e lo fa analizzando quei germi di «novità» che spingono avanti il mondo e intravedendone in anticipo potenziali pericoli e potenziali ricchezze. Nella linea di questa eredità, Leone XIV ha spiegato il motivo della scelta del suo nome: «Diverse sono le ragioni, però principalmente perché il Papa Leone XIII, con la storica Enciclica Rerum Novarum, affrontò la questione sociale nel contesto della prima grande rivoluzione industriale; e oggi la Chiesa offre a tutti il suo patrimonio di dottrina sociale per rispondere a un’altra rivoluzione industriale e agli sviluppi dell’intelligenza artificiale, che comportano nuove sfide per la difesa della dignità umana, della giustizia e del lavoro» (Leone, XIV, Discorso al Collegio Cardinalizio, 10 maggio 2025).
Oggi, la Magnifica Humanitas risuona come ulteriore spiegazione di queste parole. Ed è proprio su questo che il nostro Convegno vuole riflettere. Su come il legame tra i due Pontefici, lo sviluppo della dottrina e la comunanza di pensiero, sfoci in azione pastorale. Sia, cioè, un concreto accompagnamento della Chiesa e del mondo ad attraversare il mare della storia, affrontandone le onde nuove con la luce profetica della Parola e la memoria maestra del passato.
Nel formulare il mio compiacimento e l’augurio per i vostri lavori, desidero dire un grazie speciale a tutti coloro che hanno promosso questa iniziativa; un grazie che viene dal Pastore della terra che ha dato i natali a Papa Pecci e si sente interpellata e, al contempo, privilegiata nel riscoprirne quella peculiare memoria che solo i luoghi più familiari di una persona riescono a rivelare. Una memoria che è e deve diventare sempre più patrimonio di tutta la Chiesa, nel presente guidata da Leone XIV e da lui sospinta verso un futuro di cui non avere paura ma da governare con discernimento e responsabilità, con un’azione pastorale centrata sulla custodia della dignità umana, riflesso della Bellezza e dell’Unicità di Dio.
Come il Papa afferma, «ogni generazione riceve in eredità il compito di dare forma al proprio tempo: di far maturare la storia come luogo in cui la dignità di ogni persona sia custodita, la giustizia promossa e la fraternità resa possibile». Riflettere insieme, oggi, significa prendere sul serio tale compito e cogliere l’invito ad alzare «gli occhi verso Dio», certi che «questa magnifica umanità in Gesù Cristo diventa la Via, la Verità e la Vita, aprendo per ciascuno di noi la strada per crescere verso la pienezza» (Leone XIV, Lettera Enciclica Magnifica Humanitas, 1).
A tutti l’augurio di buon lavoro!
Frosinone, 26 giugno 2026
Santo Marcianò, Arcivescovo
