Etiopi ed Eritrei da tutta Europa a Casamari nel ricordo del Venerabile Felice

Anche quest’anno si è tenuto il tradizionale raduno all’Abbazia di Casamari degli amici e devoti, connazionali e no, del Venerabile padre Felice Ghebreamlak. In particolare, eritrei ed etiopi provenienti dalla Germania e da altre nazioni. E’ straordinario e commovente vedere come tante persone compiano migliaia di chilometri ogni anno, affrontando ogni impedimento, come il caldo estremo e ostacoli vari, pur di non mancare a questo speciale raduno di preghiera e ringraziamento. Giunti in abbazia – come riportato dalla pagina Facebook dell’Abbazia – cantando e suonando i canti della tradizione adoperando l’antica lingua semitica Ge’ez, si sono recati in una cappella per la Messa, alla quale hanno partecipato molti sacerdoti. La celebrazione, che segue il rito alessandrino-eritreo, è stata caratterizzata da una profonda e solenne sacralità ed è durata circa tre ore. Ad animare la liturgia è stata la musica sacra tradizionale, cadenzata dal ritmo dei grandi tamburi cerimoniali (kebero) e dal tintinnio dei sistri metallici (tsenatsil). Questo accostamento di melodie vocali e percussioni rituali ha accompagnato i movimenti processionali e coinvolto i fedeli in un clima di intensa preghiera e partecipazione emotiva. Al termine, i partecipanti si sono riuniti in un salone per un pranzo fraterno e di festa.

Padre Felice nacque nel 1895 in un villaggio eritreo e da giovane ebbe l’ispirazione di un monachesimo cattolico etiopico da affiancare all’opera apostolica; a 35 anni giunse a Casamari e accolse un primo gruppo di dodici aspiranti. Nel 1933 gli fu diagnosticata la tubercolosi e, ormai vicino alla morte, il 4 aprile 1934 emise la professione solenne, diventando monaco definitivamente, per poi spegnersi l’8 giugno 1934, all’ospedale di Sora.

Foto dalla pagina Facebook dell’Abbazia di Casamari

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