
Omelia alla festa di S. Maria Salome,
Veroli, Domenica di Pentecoste – 24.05.2025
Carissimi, celebriamo con gioia la Festa di Santa Maria Salome, Patrona di Veroli e le cui ossa mortali, secondo la tradizione, riposano proprio in questa splendida Basilica: un dono, un privilegio, ma anche un insegnamento e una responsabilità, che vogliamo cogliere da lei. Io per primo, che ho il dono di vivere proprio qui accanto. Colgo con gioia forza la dimensione di «popolo» che caratterizza questa Festa, come le tante feste patronali della Diocesi: non solo popolo ma «popolo di Dio». La Solennità che la Chiesa celebra oggi ci fa sperimentare tale dimensione, rivivendo il dono dello Spirito Santo sugli apostoli.
Immaginiamo di essere in quel «luogo» descritto dalla prima Lettura (At 2,1-11), dove gli apostoli si riunivano per pregare assieme, in attesa dello Spirito. Tanti eventi si erano succeduti in pochissimo tempo. Dopo aver lasciato tutto per seguire Gesù, essi avevano camminato con lui.
Avevano ascoltato la Sua voce, visto con i propri occhi i Suoi miracoli, imparato lo stile della carità nel quotidiano… poi avevano sperimentato la fuga nel tempo della Croce, proprio quando il Maestro avrebbe avuto più bisogno di loro; infine, si erano sentiti invasi dalla gioia immeritata e gratuita della Risurrezione. Non solo un percorso fisico, dunque, ma una crescita spirituale. Ora che Gesù era asceso al Padre, come raccogliere tutti questi ricordi, per fare quanto Egli stesso aveva chiesto loro, come abbiamo ascoltato nel Vangelo ( Gv 20,19-23 ): «Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi»?
Potevano farlo solo insieme. Mettere insieme le parole che Gesù aveva rivolto a ciascuno, i doni e i carismi che li contraddistinguevano, i loro fallimenti e le speranze … per obbedire al mandato che Egli aveva affidato loro e per pregare, attendendo il compimento della Sua promessa: «Ricevete lo Spirito Santo»; da Lui avrebbero avuto forza!
Anche per noi è così. Siamo insieme, consapevoli che il mandato che Cristo affida a ciascuno si compie nella comunione della Chiesa. Siamo insieme e, come gli apostoli quella sera, sperimentiamo che ciò che ci unisce è lo Spirito Santo: in modo misterioso, mette insieme lingue e
popoli diversi, lima i nostri temperamenti, compone i diversi doni… ci fa capire che siamo un “Corpo” fatto di molte membra, tutte diverse e uniche ma tutte necessarie, unite a Cristo Capo: che siamo “uno” in Lui. La forza che lo Spirito infonde, anche quando la infonde alla singola persona, non è qualcosa di privato ma sempre accade nella Chiesa, dentro il Suo Mistero. Lo Spirito ci è dato in quanto è dato alla Chiesa!
Ed ecco un primo messaggio che la Parola di Dio dona. L’importanza di pregare assieme, come popolo di Dio che invoca lo Spirito Santo, il quale ci rende «popolo di Dio». In questa comunione ecclesiale, fatta di doni e carismi, ruoli e compiti, fatiche e gioie, che vogliamo guardare a Santa Maria Salome.
Nei versetti che precedono di poco il brano che abbiamo ascoltato dalla prima Lettura, gli Atti dicono che, nella piccola comunità della Chiesa nascente, gli apostoli «erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune donne e con Maria, la madre di Gesù» (At 1,14).
Non sappiamo se tra queste donne ci fosse anche Maria Salome. Sappiamo però che ella era stata una discepola del Signore. Aveva camminato con Lui e con gli apostoli, anche lei percorrendo non solo una strada geografica ma un cammino interiore. Dietro a Gesù, potremmo dire, ella era maturata, imparando a fare propri i sentimenti del Maestro e lasciando che tali sentimenti pervadessero e correggessero persino il suo amore di madre. Come non ricordare la richiesta fatta al Cristo di far sedere i suoi due figli – Giacomo e Giovanni – alla destra e alla sinistra del Maestro (Mt 20,10-23)? Ma come non renderci conto di come, seguendo Gesù, ella comprende che stare accanto a Lui e bere il suo calice significa non abbandonare la Croce del Signore? Sul Calvario, Maria Salome consegna tutte le sue richieste, ambizioni, sogni; è quasi il punto di arrivo di un cammino di fede e di umiltà, che la porta a divenire pienamente donna e pienamente madre, perché capace di vivere il “dono di sé” e di poterlo indicare ai figli.
Non sappiamo, dunque, se Maria Salome fosse tra quelle donne che rimanevano assidue nella preghiera con gli apostoli e Maria, ma possiamo immaginarlo, se teniamo presente che, come disse in una Catechesi Giovanni Paolo II, «Luca, negli Atti, descrive la prosecuzione di quella situazione evangelica agli inizi della comunità ecclesiale», durante la vita pubblica di Gesù. Infatti, «queste donne generose si riunivano in preghiera con gli Apostoli. Il giorno della Pentecoste dovevano ricevere lo Spirito Santo insieme con essi. […]. Già in quei giorni la Chiesa si rivelava come il germe della nuova umanità chiamata nella sua interezza alla comunione con Cristo»
Come Maria Salome, le donne di allora e le donne di oggi sono presenza che mostra ancor meglio come l’identità della persona sia la comunione: non appiattimento, bensì armonia di diversi; segno di una interezza dell’umano – questo è bellissimo – nella quale contempliamo anche la differenza e la complementarietà uomo-donna, nella pari dignità.
Maria Salome ci aiuta a dire grazie a Dio per il dono di tante spose, madri, donne consacrate… della creatura femminile, alla quale lo Spirito Santo affida un carisma specifico, quello di essere donna, appunto. E la festa di oggi è occasione preziosa per riflettere sulla dignità della donna, in un tempo in cui ella è resa troppo spesso “oggetto”: non solo da culture per noi lontane, che ancora guardano alla donna come a essere inferiore, ma pure in gesti e atteggiamenti di uomini, adulti e giovani, che si traducono in abusi, violenza, strumentalizzazione, commercializzazione delle donne; non ultimo, nelle discriminazioni che limitano l’accesso della donna al mondo politico, sociale, economico e lavorativo, anche e soprattutto a motivo della sua vocazione di madre.
Cari amici di questa splendida città di Veroli, cerchiamo di camminare anche noi dietro a Gesù, come gli apostoli e Santa Maria Salome: per crescere in umanità e interiorità; per crescere insieme, come comunità che rispetta ogni persona, donna o uomo, bambino o anziano, malato o sano; per crescere come «popolo di Dio» che oggi invoca lo Spirito Santo: Vieni, o Spirito di forza e di verità,
di sapienza e di pace, di bellezza e di amore! E così sia!
Santo Marcianò


