Visita ad-limina Dicembre 2006

firmaboccaccio

testo della relazione
scritta di Mons. Vescovo al S. Padre, in occasione dell'incontro avuto con Lui
lo scorso 07 dicembre.

La relazione è sintesi di quella ben più ampia inviata a
suo tempo ai vari dicasteri della S. Sede per la "Visita ad limina".

Roma 07 dicembre 2006

 

 

 

Beatissimo Padre,

mi permetto di esporLe in maniera più dettagliata e
sistematica, quanto nel colloquio di questa mattina ho avuto modo di riferirLe
personalmente circa la Chiesa particolare di Frosinone – Veroli – Ferentino di
cui sono pastore dal 03 ottobre 19991.

 

Mi preme confidarLe che quanto Le ho detto e quanto
Le scrivo è frutto di un discernimento comunitario, vissuto in questi anni del
mio ministero con il presbiterio e con gli organismi di partecipazione
diocesani, a cui ho chiesto di aiutarmi a raccontare la nostra Chiesa al Papa e
di indicarmi cosa essa volesse affidare, attraverso di me, al cuore e al
discernimento del Vicario di Cristo.

 

Questa Diocesi, pur radicata in perfetta continuità
nella storia plurisecolare delle sedi di Veroli e di Ferentino è relativamente
giovane, contando appena venti anni di vita. Lo sforzo di fondere insieme le due
precedenti realtà è praticamente compiuto e alla fase di "fondazione" della
nuova Diocesi, che ha caratterizzato gli anni del servizio pastorale del Vescovo
mio predecessore Mons. Angelo Cella, si è avvicendato il tempo della "missione
ad extra", inaugurato di fatto con l'inizio del mio servizio pastorale.

 

Mi piace, Santità, presentarLe la nostra Chiesa
particolare, con le stesse parole da me usate in occasione della visita di
Giovanni Paolo II a Frosinone2:
"… La nostra Chiesa è una Chiesa giovane, bella, piena di risorse e di
aspettative, animata da tanta fede ma che deve ancora fare la piena conversione
pastorale per diventare una Chiesa nella quale pastori, fedeli laici e
consacrati, insieme si donano per la missione, per la nuova evangelizzazione…
"

 

In questa situazione, il lavoro pastorale e
spirituale di questi anni è stato orientato ad impostare, sia a livello di
conversione intellettuale che di organizzazione pratica, una ecclesiologia di
comunione che, alla luce del Vaticano II, coscentizzasse la Diocesi in tutte le
componenti del suo essere Chiesa.

Questo in vista di un'opera, non più dilazionabile
di ri – evangelizzazione del nostro territorio, che, pur restando ancorato
formalmente ai valori della antropologia cristiana, assiste quasi inerte alla
loro progressiva perdita di efficacia nella vita effettiva della gente.

 

Prima tappa di questo cammino è stata la
pubblicazione il 02 dicembre 2000, della lettera pastorale "Gesù nostra
speranza", scaturita anche della riflessione di tutte le componenti ecclesiali
del territorio che, non senza fatica, sono riuscito a coinvolgere. La lettera
pastorale ha costituito il progetto alla cui realizzazione ci siamo impegnati
nel quinquennio e la tappa per il successivo cammino iniziato il primo marzo
2006 con la pubblicazione della lettera pastorale "Chi è Gesù per te ?".

 

Questo cammino, che sta proseguendo gradualmente, è
stato facilitato dalla disponibilità da subito riscossa del presbiterio
diocesano e di numerosi laici che in questo impegno hanno profuso e profondono
energie e potenzialità a lungo sopite.

 

Oltre agli annuali convegni3,
che hanno ritmato il cammino pastorale della Diocesi e che hanno visto una
partecipazione sempre numerosa e qualificata, momenti particolarmente forti e
opportunità di crescere in comunione sono stati:

  • la celebrazione della XX Giornata mondiale della
    Gioventù, che ci ha visti pienamente coinvolti con la partecipazione di
    oltre 2000 giovani e con l'ospitalità offerta a circa 6000 giovani francesi;

  • il pellegrinaggio diocesano a Roma per il
    Giubileo del 2000 a cui hanno partecipato oltre 10.000 fedeli;

  • la storica visita di Giovanni Paolo II a
    Frosinone il 16 settembre 2001;

  • la prima Visita pastorale da me effettuata alla
    Diocesi nel 2002;

ma soprattutto il cammino di ascolto attento della
Parola di Dio, incentrato sugli incontri di lectio divina e sugli
incontri di formazione permanente organizzati in Diocesi prima a livello
centrale e poi a livello vicariale. Da questa esperienza portata avanti con
convinzione e sacrificio è scaturita e maturata la "Scuola dei ministeri" che ha
iniziato a funzionare nelle scorse settimane e che intende essere una
sollecitazione e un luogo di formazione per vivere gli impegni ministeriali che
scaturiscono dal Battesimo in ogni stato vocazionale.

 

Il fenomeno della globalizzazione e il momento
culturale presente, non hanno certamente preservato la popolazione di questa
Diocesi dal fenomeno della secolarizzazione e, conseguentemente, dall'affermarsi
graduale tra la nostra gente, specie tra i giovani, di un preoccupante
relativismo filosofico e morale.

Non vi è un rifiuto teorico del Cristianesimo, anzi
le sue feste e i suoi Sacramenti, sono fortemente radicate nel vissuto
collettivo, ma vi è uno svuotamento dei contenuti per cui l'agire, staccato da
riferimenti concreti, sfocia in un pericoloso ateismo pratico.

Come rimedio a questo fenomeno, la Diocesi, anche
attraverso la nomina di un vicario episcopale, si è impegnata e si impegna in un
cammino di "nuova Evangelizzazione" che porti i credenti ad uscire fisicamente
dalle mura delle chiese, per andare a confrontarsi in maniera dialettica nei
luoghi del quotidiano. Nel perseguire questo proposito, feconda è l'azione della
Comunità "Nuovi Orizzonti"
4

presente in Diocesi e, nella fedeltà al suo carisma, particolarmente attiva
nell'opera di evangelizzazione di strada.

 

Su un altro fronte percepiamo l'urgenza di un reale
rinnovamento della nostra catechesi, nonostante tutto ancora troppo ancorata ad
una trasmissione mnemonica dei contenuti, finalizzata quasi esclusivamente alla
celebrazione dei Sacramenti e poco orientata all'iniziazione e
all'accompagnamento di tutta la vita cristiana. Interessante si è rivelata
l'esperienza, auspicata e sollecitata da numerosi miei interventi pastorali, dei
"Gruppi di ascolto della Parola di Dio", realizzati presso le famiglie, come
veri laboratori della fede e animati da catechisti adeguatamente preparati a
questo compito.

 

Siamo coscienti e soddisfatti dei lusinghieri
risultati fin qui ottenuti ma percepiamo la necessita di dover lavorare
maggiormente per suscitare una passione educativa capace di trasformare i nostri
catechisti in autentici testimoni del Risorto, in grado di fare del "gruppo" il
luogo teologico dove ci si confronta con Cristo, si cresce in umanità e santità
e… ci si trova bene anche dopo aver ricevuto i Sacramenti.

 

Dopo ripetute azioni formative, si assiste con
grande soddisfazione, ad un generale miglioramento della spiritualità, della
correttezza formale e del decoro delle celebrazioni liturgiche. Per quanto
riguarda la partecipazione dei fedeli, se da una parte si nota un calo
generalizzato, rispondente più o meno al flusso nazionale, dall'altra ci si
rende conto di come sia in crescita la qualità di coloro che partecipano
all'Eucaristia domenicale, e più in generale alla Liturgia, spinti da
motivazioni sempre più fondate e decisi nel vivere un impegno di fede più
autentico.

 

I Sacerdoti della Diocesi appaiono fortemente
motivati nel ministero; hanno una buona vita di preghiera e un buon livello di
preparazione teologico – culturale5.
Nel corso del quinquennio mi sono preoccupato di organizzare per loro, tenendo
in debito conto delle fasce di età, alcuni stages formativi della durata di due
– tre giorni, oltre a frequenti incontri di contenuto culturale e teologico.

Una particolare attenzione è stata rivolta ai
Sacerdoti giovani che in questi ultimi anni il Signore ha voluto donarci.

 

Voglio poi far partecipe Vostra Santità dei
sentimenti di grande riconoscenza al Signore per il dono di numerose vocazioni
alla vita sacerdotale e religiosa sbocciate in questi anni in mezzo ai nostri
giovani. Nel corso del quinquennio scorso ho avuto la gioia di ordinare cinque
Sacerdoti, domani 8 dicembre ne ordinerò un sesto, questa sera ordinerò due
Diaconi che si aggiungono ad altri due ordinati il 1 novembre; nel Seminario
maggiore di Anagni sono presenti altri otto seminaristi e quattro giovani della
Diocesi sono novizi presso Ordini religiosi. Questa fioritura vocazionale non è
scaturita da un particolare impegno specifico, ma dal cammino stesso della
Diocesi che si è posta in ascolto della divina Parola

 

Dobbiamo grande riconoscenza al Signore anche per il
notevole impulso e il positivo incremento avuto nel quinquennio dalla pastorale
familiare. il Centro diocesano di pastorale familiare, potenziato e rinvigorito
sin dagli inizi del mio ministero in Diocesi e affidato alla responsabilità di
una coppia di sposi (affiancata da un Sacerdote assistente), ha curato il
fruttuoso svolgersi dei corsi di preparazione al matrimonio e alla vita
coniugale ma soprattutto ha agito perché in ogni comunità parrocchiale nascesse
un "gruppo famiglia" capace di garantire alle coppie una vicinanza qualificata
ed efficace affinché perseveri e progredisca nello stato matrimoniale lo spirito
cristiano. L'iniziativa, pur con qualche difficoltà è andata avanti e in alcune
parrocchie il gruppo delle famiglie opera già fattivamente e con grande
successo.

La massima parte delle coppie del territorio,
celebra il matrimonio sacramento; matrimoni civili, si verificano, nella massima
parte dei casi, tra persone già divorziate e comunque, nel caso di persone
canonicamente libere, precedono molto spesso il matrimonio religioso. La
pseudoliberalizzazione e l'influenza culturale negativa, ha favorito anche da
noi la crescita delle convivenze prematrimoniali. Questa situazione è vissuta
per lo più con un atteggiamento di indifferenza morale, anche perché, nella
quasi totalità dei casi, le convivenze sfociano naturalmente nel matrimonio
religioso o, più raramente nel matrimonio civile. In preoccupante ascesa è il
numero dei divorzi, specie tra le coppie più giovani.

 

La attenzione alle
nuove generazioni è stata una delle nostre preoccupazioni maggiori. Grazie
all'impegno dei tanti giovani che nel corso del tempo hanno costituito il Centro
diocesano di Pastorale giovanile e che non hanno risparmiato energie, i buoni
risultati sono stati e sono evidenti6.

Non posso tacere però la grande preoccupazione che
destano il diffondersi esponenziale dell'uso di sostanze stupefacenti (anche tra
i giovanissimi) e l'insorgere di episodi di "bullismo" sfociati talvolta in
gravi episodi di violenza.

 

Nell'ambito
delicatissimo dell'annuncio evangelico ai giovani sarà necessario individuare
strategie di impegno sempre nuove ed efficaci, soprattutto in considerazione
della vorticosa evoluzione socio-culturale orientata verso valori effimeri e
transitori. Da parte nostra lo sforzo maggiore è stato quello di insistere su
una formazione integrale delle personalità e di intervenire con mezzi adeguati
nelle aree del disagio giovanile7.
Mi permo comunque di osservare una certa dicotomia intellettuale della pastorale
nei confronti delle nuove generazioni: a fronte di un giovanilismo imperante non
corrisponde, un effettivo progetto unitario della Chiesa sia a livello nazionale
che regionale. Non si può limitare la Pastorale giovanile alle sole Giornate
mondiali !

 

Dopo un lungo periodo in cui la evangelizzazione
della cultura era ritenuta superflua, in quanto essa si identificava con la
cultura e i valori cristiani, si è presa coscienza, anche qui da noi,
dell'urgenza di un confronto franco con il mondo culturale circostante
divenutoci sempre più alieno. In questi anni si è perciò iniziato timidamente un
dialogo attraverso iniziative comuni. Da parte sua la Diocesi ha cercato di
potenziare al massimo le sue strutture culturali attraverso una particolare
attenzione alle scuole cattoliche, l'incremento della biblioteca diocesana e lo
svolgimento di conferenze e dibattiti, ma soprattutto garantendo l'esistenza e
il buon funzionamento del suo Istituto di Scienze Religiose Leone XII8che
risulta di buon livello e che vede ogni anno crescere il numero delle
iscrizioni.

In questa contingenza sociale, abbiamo voluto
dedicare una particolare priorità all'educazione cristiana, specie nelle scuole
cattoliche che, nonostante i notevoli sforzi logistici, continuano ad operare
sul territorio. A questo proposito i competenti uffici diocesani hanno lavorato
alacremente per creare sinergia e coordinamento tra le varie scuole cattoliche e
si sono fatti carico di un valente accompagnamento didattico e di un serio
aggiornamento degli insegnanti di Religione cattolica. A questi ultimi, in
considerazione del dato positivo che la massima parte dei giovani (circa il 97%)
frequenta a scuola i corsi di I.R.C., abbiamo richiesto un livello culturale e
una professionalità particolarmente qualificati.

 

L' impegno di nuova Evangelizzazione a tutto campo
che ci siamo proposti mi ha spinto più volte a richiamare l'attenzione sulla
vocazione nativa dei laici cristiani ad essere costruttori attenti della
s attraverso una presenza autorevole nell' , intesa come il luogo del
confronto culturale e del dibattito politico. L'insistenza su questi temi
scaturisce dalla dolorosa constatazione che la presenza cristiana nella vita
politica e culturale del territorio appare modesta e poco incisiva e questo,non
per mancanza di potenzialità ma per un atavico pudore che talvolta sfocia in una
rassegnazione accidiosa.

La situazione di "minorità" in cui la Chiesa si
trova a vivere anche nel frusinate, viene intesa da molti laici come un grave
handicap, e non come la premessa per una "marturia" di impegno genuino e
di servizio generoso ai valori propri dell'identità cristiana.

 

Pur con le obiettive difficoltà derivanti da una
visione ancora eccessivamente clericale del concetto di Chiesa, il laicato della
Diocesi ha certamente acquisito una sufficiente coscienza del proprio ruolo
protagonista. Utile a questo proposito è stata la decisione di affidare loro
alcune importanti responsabilità a livello diocesano9.

 

Tutti i movimenti e le associazioni ecclesiali che
operano sul territorio, hanno un buon rapporto con la Chiesa locale nella cui
vita sono a vario titolo inseriti. Circa la vitalità dei singoli movimenti è
necessario fare alcune opportune distinzioni: sono particolarmente attive e i
vitali le realtà associative di impegno caritativo e di volontariato sociale
(es. UNITALSI); una " buona tenuta" dimostrano le realtà più grandi (es. Azione
Cattolica, Movimento dei Focolari; Scouts); sono invece relativamente in crisi,
per mancanza di rinnovamento interno altre realtà associative che, forse, non
hanno saputo, almeno da noi, incarnarsi meglio nelle realtà mutate e mutanti dei
tempi.

 

Sento di dover confidare a Vostra Santità tutta la
mia preoccupazione per la crisi in atto che sta aggravando ulteriormente la già
traballante economia del territorio diocesano impedendo la sicurezza di tante
famiglie e frustrando la speranza dei giovani di trovare insieme ad una
collocazione lavorativa stabile l'occasione per formare una propria famiglia. La
non felice contingenza ha acuito inoltre il fenomeno del lavoro nero, (specie
per gli immigrati) e in maniera drammatica quello dell'usura10.

 

Riguardo
alla pastorale della Carità, e più in generale alla attenzione verso i piccoli e
i poveri, la nostra Diocesi si è fattivamente impegnata in un'opera di vicinanza
al mondo del disagio, non con interventi materiali, che pure non sono mancati,
ma con un atteggiamento di attenzione che si fa condivisione e compagnia. A
questo proposito, dopo la visita del Santo Padre Giovanni Paolo II, abbiamo
istituito cinque centri di ascolto ed accoglienza distribuiti nelle altrettante
vicarie della Diocesi.

E'
ancora in difficoltà, ma in via di grande sviluppo la pastorale carceraria,
verso cui sta nascendo una sensibilità particolare anche grazie al lavoro
convinto e costante del sacerdote cappellano del carcere di Frosinone. Una
attenzione particolare, pur con qualche difficoltà, si sta dedicando anche al
reinserimento sociale e lavorativo dei fratelli detenuti.

Dal 2002 la Diocesi è impegnata nel sostenere alcuni
progetti di sviluppo nella Diocesi di Nyundo in Randa, dove, con borse di
studio, vengono sostenuti oltre 1.000 bambini della scuola primaria ed è stata
realizzata una scuola primaria nella località Busigari di Gisenyi11.

La Diocesi ha promosso anche la nascita di una
cooperativa sociale, per la gestione di opere e servizi di carità.Tra queste: un
negozio di commercio equo e solidale aperto a Frosinone, inteso come "opera
segno", della attenzione verso la giustizia sociale

 

Beatissimo Padre, debbo riconoscere comunque una
certa fatica ancora evidente in molti a cogliere nella loro globalità alcuni
ambiti importanti della pastorale, non tanto a livello di convinzione teorica
quanto di impegno concreto. Così è della pastorale ecumenica ed interreligiosa,
che pur supportata da un dinamico gruppo di lavoro, non riesce ancora a
decollare al di fuori del gruppo stesso; così è ancora della pastorale
sanitaria, che si limita concretamente al solo servizio dei cappellani
ospedalieri12
e all'opera di volontariato di alcuni gruppi associativi.

 

E' da un po' di tempo che ci stiamo sforzando ad
incrementare e potenziare il nostro rapporto con i vari mezzi di comunicazione
sociale. Abbiamo rafforzato perciò questo ambito rinnovando integralmente, nella
struttura e nello spirito, l'apposito ufficio a cui abbiamo chiesto di mantenere
frequenti contatti con i vari mezzi di comunicazione del territorio. Abbiamo poi
allestito un nostro sito internet13,
che ha ricevuto notevoli apprezzamenti e che è visitato quotidianamente da un
altissimo numero di utenti, diocesani e non. Il sito, oltre ad una panoramica
totale sulla Diocesi, fornisce in tempo reale un ampio servizio di rassegna
stampa cattolica locale, nazionale ed internazionale e costituisce una fonte
preziosa di documenti e di materiale pastorale aggiornato.

Accanto al sito va annoverata la pubblicazione a
scadenza bi-trimestrale dell'agenzia "la Parola che corre" e, settimanalmente
dell'inserto diocesano sul quotidiano cattolico "Avvenire".

 

Beatissimo Padre !

questo è il nostro cammino, questi sono i nostri
propositi!

Chiedo ora a Vostra Santità il dono di una
benedizione particolare su questa Chiesa di Frosinone – Veroli – Ferentino:

  • su di me, suo vescovo perché sia capace di
    essere sempre più e sempre meglio, immagine trasparente del Buon Pastore;

  • sui suoi preti e su tutti i suoi operatori
    pastorali, perché sappiano essere autentici pescatori di uomini e non
    custodi di barche vuote;

 

… su tutti gli uomini di buona volontà, che qui
vivono ed operano, perché tenendo ben fisso lo sguardo su Gesù siano autentici
testimoni di speranza .

 

 

 


Note

 


1
La Diocesi conta circa 190.000
abitanti, distribuiti in 22 circoscrizioni comunali su un territorio di 852
kmq. Le parrocchie sono 82, divise in 5 Vicarie foranee. Alla data di oggi i
sacerdoti diocesani incardinati sono 71.

 

2
16 settembre 2001, una visita desiderata, voluta, preparata e partecipata,
che è stata capace di innescare una rinnovata forza pastorale

 


3
: – Chiesa: casa e scuola di
Comunione
(Veroli – Casamari ottobre 2001)

  • Una Chiesa di discepoli e di
    inviati
    (Veroli – Casamari settembre 2002)

  • Chiesa comunità al servizio della
    gioia e della speranza di ogni uomo
    (Frosinone
    settembre 2003)

  • Viviamo il giorno del Signore
    (Ferentino, ottobre 2004)

  • Con lo sguardo fisso su Gesù Parola
    di vita
    (Veroli, ottobre 2005)

  • Con lo sguardo fisso su Gesù:
    testimoni di speranza in ascolto della sua parola

    (Frosinone settembre 2006)

 


4
L'Associazione, riconosciuta come
Associazione privata di fedeli nelle Diocesi di Roma e accolta anche in
questa Diocesi è stata fondata da Chiara Amirante nel 1991, quando la stessa
iniziò a recarsi di notte alla stazione Termini di Roma per incontrare i
giovani sbandati e disperati, vittime della droga, dell'alcolismo e delle
diverse devianze. Dopo aver iniziato timidamente l'accoglienza di alcuni di
questi ragazzi, l'Associazione è andata gradualmente crescendo ed ora ha
case in Italia e all'estero dove offre ai tanti ragazzi incontrati per
strada la possibilità di un cammino di rigenerazione umana e spirituale
attraverso la Cristoterapia..

 


5
La maggior parte dei sacerdoti
più giovani hanno conseguito, o stanno conseguendo, titoli accademici nelle
facoltà teologiche o nelle università statali. I sacerdoti più anziani a
cui, salvo rarissime eccezioni, non veniva concesso dai vescovi il permesso
di perfezionare gli studi, hanno certamente una soda preparazione, frutto di
un costante amore al sapere teologico e all'aggiornamento, preparazione che,
in alcuni casi, nulla ha da invidiare a quella acquisita nelle aule
universitarie.

 


6
Cito il fatto paradigmatico che
oltre 2000 giovani hanno partecipato alla G.M.G. del 2000 a Roma.

 


7

Molto utile sono stati a questo proposito, l'evangelizzazione di strada,
l'approccio diretto e il dialogo personale con tanti dei giovani contattati,
che ha visto impegnata stabilmente in Diocesi la Comunità Nuovi Orizzonti.

 


8
l'Istituto di Scienze Religiose
"Leone XIII" di Frosinone approvato dalla CEI il 15/07/1986 è affililiato
alla Pontificia Università Lateranense di Roma, ospita alunni provenienti
anche dalle Diocesi limitrofe. Il corpo docente risulta altamente
qualificato e annovera tra i suoi membri anche docenti di alcune Università
Pontificie. Attualmente alla luce delle disposizioni della S.Sede, è in fase
di ripensamento sia la sua struttura che la sua esistenza.

 


9
ad esempio: l'Ufficio
Catechistico e l'Ufficio scuola; la Caritas diocesana, la pastorale
familiare, .

 


10
In
collaborazione con le altre Diocesi della provincia,e con una banca locale
ci stiamo impegnando ad arginare il fenomeno attraverso la creazione di un
fondo di solidarietà capace di garantire i prestiti elargiti a basso tasso
di interesse dalla banca stessa.

 


11
Dal luglio del 2006, è ospite in
Diocesi per un periodo di stage pastorale e di aggiornamento culturale l'Abbè
Epimaque Makuza, già parroco di Gisenyi.

 


12
Un cappellano a tempo pieno
nell'Ospedale di Frosinone, tre cappellani a tempo (molto) limitato nei
presidi sanitari di Ceccano, Ceprano e Ferentino.

 


13

www.Diocesifrosinone.com

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