Siamo chiamati a rendere possibile la convivenza, cercando di favorire l’integrazione

Imam Vescovo

Il Vescovo Spreafico e l’Imam di Frosinone Omar El Jaouzi, dinanzi ad una bella riproduzione di Papa Francesco, hanno incontrato i giornalisti della testate giornalistiche e delle emittenti radiotelevisive della nostra Provincia.

Nella mattinata di sabato 17 gennaio, infatti, alla vigilia della Giornata del Migrante, si intrattenuti con i giornalisti assieme a don Giorgio Ferretti, incaricato diocesano per il dialogo interreligioso e Marco Toti, direttore della Caritas diocesana.
L’incontro si è svolto presso la Curia Vescovile ed è voluto essere una testimonianza di amicizia e convivenza, per lanciare un messaggio chiaro: «la diversità è ricchezza» e «il male si combatte con il dialogo».
Partendo dall’analisi dei dati statistici aggiornati al 31 dicembre 2013 sulla popolazione residente che vedono la nostra Provincia come “ultima” tra quelle del Lazio relativamente alla presenza degli immigrati: è nella città di Frosinone che si registra il maggior numero, 2.900 unità, ma comunque si tratta soltanto del 6,24% della popolazione; quanto ai Paesi di origine, nel nostro territorio i cittadini stranieri provengono in maggioranza da Romania, Albania, Maghreb.Incontro vescovo imam 17 01 2015
Finora mai ci sono stati problemi di convivenza, nè dal punto di vista religioso nè culturale e le comunità cristiana, ortodossa e musulmana convivono assieme da anni.
Come ha sottolineato mons. Spreafico «siamo chiamati a rendere possibile la convivenza, cercando di favorire l’integrazione». Per renderlo possibile è necessario che si sia “aperti” nei confronti degli altri: a partire dall’ascolto, che vuol dire avere la pazienza (e il coraggio) di ascoltare l’altro, pur nelle differenze culturali e religiose. Ecco, allora, che l’ascolto e la diversità offriranno un arricchimento per ciascuno. Inoltre, «accoglienza ed integrazione – ha ricordato il Vescovo – significa anche creare un ambiente umano, conviviale, per vivere bene insieme».
Poi, sulla scia degli avvenimenti di carattere internazionale che in queste ultime settimane hanno coinvolto la Francia e continuano in Nigeria, c’è stata una ferma condanna al terrorismo. «La comunità musulmana – ha dichiarato la guida della comunità frusinate – condanna fortemente senza nessuna riserva i fatti di Parigi, non si può uccidere per nessuna  ragione al nome di Dio, al contrario innome di Dio si deve aiutare la vita». All’incontro con i giornalisti era presente anche Nadia, figlia di El Jaouzi, la quale ha voluto prendere la parola ribadendo che per convivere con culture, religioni ed etnie diverse bisogna avere soprattutto grande rispetto. «Io non mi sognerei mai di disegnare in una vignetta Gesù, ma condanno fortemente quello che è accaduto in Francia».
L’iniziativa dell’altro sabato non è una tantum nella nostra terra: in passato ci sono già stati incontri tra cristiani e musulmani. Inoltre, è già stata fissata una visita del nostro Vescovo alla comunità islamica di Frosinone che, tra le altre cose, lo scorso anno aprì le porte della moschea a quanti volevano condividere la fine del digiuno.

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