Ricordate che le guerre nascono nei cuori

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“Ricordate che le guerre nascono nei cuori” e ancora “quando si inizia a pensar male e a parlar male di qualcuno, si instaura la divisione. E questo è un peccato che va confessato”.
Sono alcuni dei passaggi con i quali mons. Spreafico si è rivolto durante l’omelia alle famiglie e ai giovani riuniti al pianoro di Prato di Campoli sabato 28 giugno per la Festa diocesana dal tema “Il creato in festa”.



Il vescovo ha parlato della guerra nella ricorrenza del 100° anniversario dell’attentato di Sarajevo; da quel gesto, ha detto mons. Spreafico, scaturirono due guerre mondiali, le dittature del ‘900, l’orrore dei lager e dei gulag, decine di milioni di morti segnarono per sempre la storia dell’Europa.

Dobbiamo però capire che l’unico grande baluardo contro il ripetersi di tali drammatiche esperienze sta nei nostri cuori, nella capacità di ciascuno di noi di entrare in sintonia con l’altro, di essere cordiale amico degli altri, di guardare al mondo con un po’ di fiducia, di allontanarsi dal male.
In questa maniera, ha continuato il presule, avremo gli anticorpi necessari a non cadere nelle trappole dei nazionalismi e dei predicatori di violenza. Mons. Spreafico ha fatto anche riferimento alle situazioni concrete con cui i cristiani devono confrontarsi anche a partire dalla vita in parrocchia: litigare in parrocchia e fra parrocchie è peccato, ritenere la parrocchia una cosa propria è peccato, pensare e parlar male delle persone è peccato: frasi lapidarie ma molto efficaci che hanno colpito i presenti saliti a Prato di Campoli quasi in mille. “Chiediamo a Maria – ha concluso il Vescovo – di donarci un cuore capace di guardare agli altri con occhi diversi: i cristiani hanno una grande forza di cambiamento che rivoluziona il mondo: è la forza che ci viene dal Vangelo”.

Prima della Celebrazione Eucaristica – cui hanno preso parte anche i sindaci di Veroli e Villa Santo Stefano, Cretaro e Iori – i giovani avevano ragionato sulla bellezza del creato, riempiendo di messaggi visivi un lungo striscione, mentre le famiglie si erano confrontate sugli stili educativi dei cristiani.

Fotogallery Prato di Campoli 2014

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