L'incontro

L’Amore è tutto: l’Azione Cattolica tra preghiera e impegno associativo

Domenica 22 febbraio 2026, l’Azione Cattolica Diocesana di Frosinone-Veroli-Ferentino si è riunita presso il Santuario di Santa Liberata in Boville Ernica per vivere una giornata intensa di corresponsabilità ecclesiale e di spiritualità quaresimale. Un appuntamento che ha intrecciato il momento istituzionale del Consiglio diocesano con un ritiro dedicato alla meditazione del brano evangelico delle tentazioni e al Messaggio di Quaresima dell’arcivescovo Santo Marcianò.

Il Consiglio: numeri che raccontano vita

La riunione si è aperta con il saluto del presidente diocesano, Giovanni Vasta, che ha introdotto i lavori presentando i punti all’ordine del giorno. Subito dopo, ha invitato i consiglieri a condividere una parola capace di raccontare l’esperienza associativa. Ne è nato un mosaico ricco e intenso: accoglienza, corresponsabilità, fraternità, inclusione, libertà, formazione, famiglia senza confini. Parole semplici ma dense, che hanno restituito l’immagine di un’associazione vissuta come “focolare domestico”: uno spazio in cui si può essere sé stessi senza maschere, un luogo che accompagna nelle diverse stagioni della vita e custodisce relazioni autentiche.

A partire da questa condivisione, il presidente ha richiamato con forza la vocazione primaria dei laici di Azione Cattolica: la formazione personale e comunitaria. Una formazione integrale, spirituale e culturale, che affonda le radici nel Progetto Formativo e nello Statuto dell’Azione Cattolica Italiana, dove si ricorda che l’associazione ha come fine la formazione di laici maturi nella fede, corresponsabili nella missione della Chiesa e capaci di abitare cristianamente la storia. Non si tratta di un accessorio, ma dell’anima stessa dell’Ac. Per questo – è stato sottolineato – la formazione deve essere anche concreta e competente, capace di sostenere educatori e animatori nel servizio quotidiano alle parrocchie. “Dobbiamo diventare megafoni di vocazioni educative”, è stato l’invito, annunciando una giornata formativa per educatori e animatori fissata per il 10 maggio 2026.

L’approvazione dei bilanci ha rappresentato un altro momento centrale dell’incontro. I numeri – è stato evidenziato – non sono semplici cifre: raccontano la vita associativa, le attività svolte, le scelte compiute, gli investimenti educativi fatti nel corso dell’anno. In un tempo storico in cui molte regole e riferimenti sembrano vacillare, l’Azione Cattolica continua a darsi criteri chiari e a verificarli con serietà. Anche questo è un gesto educativo: una forma concreta di “catechesi esperienziale”, che educa alla responsabilità, alla trasparenza e alla fedeltà, dentro una Chiesa che cammina nella storia con consapevolezza e speranza.

Il saluto del Vescovo: comunione e maturità ecclesiale

Nel corso della giornata sono stati letti i saluti dell’arcivescovo Santo Marcianò, che ha indicato giornate come quella vissuta dall’Azione Cattolica come autentici «tempi di discernimento ecclesiale e gesti di amore alla Chiesa». Non semplici appuntamenti organizzativi, ma occasioni in cui l’associazione rinnova la coscienza della propria vocazione e la fedeltà alla Chiesa. L’Azione Cattolica – ha ricordato – non è un gruppo autoreferenziale, bensì una realtà storica profondamente radicata nella vita della Chiesa italiana, chiamata a condividere in modo diretto la sollecitudine pastorale del Vescovo e a sostenerne il cammino con una presenza stabile, formata e corresponsabile nelle parrocchie.

Richiamando il decreto conciliare Apostolicam Actuositatem, l’arcivescovo ha sottolineato le quattro note caratteristiche dell’Ac: il fine apostolico della Chiesa, la responsabilità dei laici, la collaborazione organica con la gerarchia, il servizio alla comunità ecclesiale.                                                                                    

Un passaggio significativo del messaggio dell’arcivescovo è stato dedicato al cammino comune delle diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino e Anagni-Alatri, unite in persona Episcopi: un tempo storico – ha sottolineato l’Arcivescovo – che chiede maturità, fiducia e disponibilità a superare abitudini e particolarismi. La comunione, ha ricordato ancora l’Arcivescovo, non è uniformità ma armonia, non perdita di identità ma crescita condivisa.

L’Arcivescovo ha quindi consegnato all’associazione alcuni inviti concreti: custodire una formazione seria e sistematica, investire con coraggio sui giovani, essere presenza discreta ma luminosa nelle parrocchie. Parole che hanno trovato profonda eco nelle riflessioni del Consiglio e nel clima di responsabilità e speranza che ha segnato l’intera giornata.

Il ritiro di Quaresima: “L’Amore è tutto”

Nel pomeriggio l’associazione ha vissuto un intenso momento di ritiro quaresimale, guidato dall’assistente unitario, don Giovanni Ferrarelli. I soci hanno meditato il brano evangelico delle tentazioni, rileggendolo alla luce del messaggio di quaresima dell’arcivescovo, intitolato “L’Amore è tutto… è il cuore della conversione”.

La conversione – è stato ricordato – non è anzitutto cambiamento di comportamenti, ma ritorno a una Persona: Dio. Amare Lui e, in Lui, i fratelli. Tre le parole consegnate per il cammino: ascoltare, digiunare, insieme.

Ascoltare la Parola di Dio, scegliendo ogni giorno uno spazio, anche breve, di silenzio e profondità; ascoltare il grido dei fratelli, soprattutto di chi soffre. Digiunare, non solo dal cibo ma da ciò che appesantisce il cuore: eccesso di social, parole che feriscono, ritmi disordinati. Insieme, riscoprendo la dimensione comunitaria della conversione, curando le relazioni familiari, lavorative ed ecclesiali.

Una giornata che ha mostrato un’associazione viva, capace di unire organizzazione e spiritualità, numeri e volti, programmazione e preghiera. Segno di una Chiesa che, anche in un tempo complesso, continua a formare laici maturi, corresponsabili e innamorati del Vangelo.

 

  di Andrea Palombi

Segretario diocesano di Ac 

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