INCONTRO ECUMENICO PER LA SETTIMANA DI PREGHIERA PER L’UNITÀ DEI CRISTIANI

 

Veroli, Duomo S. Andrea, 20 gennaio 2010

Il Vangelo di Giovanni apre il suo racconto con il bellissimo e profondo inno al Verbo incarnata, rivelando il mistero della volontà del Padre: " dare il potere di diventare figli di Dio" (Gv 1, 12). Il grande gesto della incarnazione lascia anche noi oggi a bocca aperta di fronte a questo evento salvifico concreto. "Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo" (Gv 1,9).


 

L ‘umanità immersa nelle tenebre ha visto una grande luce! La notte delmondo brilla della luce divina e i nostri occhi contemplano il Verbo della vita, Dio amore.

L ‘evangelista Giovanni incastona il resto del capitolo all’interno di una settimana, dove progressivamente Gesù viene indicato e accolto come l’Agnello di Dio, il Messia. Progressivamente si coglie il crescendo di questa rivelazione che porta all’incontro personale dei primi discepoli che stavano con Giovanni tra questi c’era Andrea. A loro Gesù tocca il cuore in profondità e risponde alla loro domanda di senso: "Che cercate?". Subito rispondono: "Maestro, dove abiti?" ."Venite e vedrete" .È questo caldo invito che permette a loro di cogliere la vera identità di Gesù di Nazareth.

Oggi noi cristiani qui riuniti siamo invitati a lasciarci guidare da questo appello di Gesù: "Che cercate?". È un appello che nel corso della storia della Chiesa tante volte Gesù ci ha rivolto. Cercare Gesù e vedere dove abita è per noi il gesto più importante per la testimonianza di vita cristiana autentica. A tutti noi qui riuniti, fratelli in Cristo, spetta questo compito, per assaporare la gioia di aver trovato finalmente insieme la strada che porta a Gesù e condurci così altri nostri fratelli.

Ancora Gesù continua a chiamare per far sperimentare la gioia di una comunione di vita con lui, questo è il valore del seguimi che rivolge a Filippo. Ed anche per lui questa esperienza del Cristo rimane affascinante. Corre da Natalnaele, che deve ricredersi: Gesù è veramente il Figlio di Dio.

Pregare insieme oggi, cari fratelli in Cristo, è un dovere grandissimo, a cui non possiamo venire mai più meno. Le nostre parole sono spesso inutili, se non facciamo guidare le nostre azioni dalla possente mano di Dio, che indica a tutti noi la strada da seguire, quella che lui ha tracciato: la strada dell’amore. È questo che oggi come cristiani ci rende credibili, è questo che il mondo ci chiede, è questo quello che Gesù ci ha comandato. Il Che tutti siano una cosa sola" (Gv 17, 21}, non perchè debbano essere annullate le nostre peculiarità e tradizioni, ma perchè l’insieme delle nostre diversità permetta di mostrare all’umanità il volto pieno di colori di chi è discepolo del Signore. Paolo VI ci ha lasciato come esempio e testamento un gesto e una affermazione: inginocchiarsi di fronte al fratello, come ha fatto con il Metropolita Melitone, rappresentante del Patriarca Dimitrios l nella Cappelle Sistina il 14 dicembre 1975, e l’amore per la Chiesa: tutta la nostra vita per la Chiesa.

All termine di questo incontro questa sera sia il Signore ad invitarci a stare con lui per poi inviarci a raccontare ai nostri fratelli la gioia di questa esperienza. Facciamo in modo tale che il nostro incontrarci diventi sempre più frequente e periodico, per lasciarci guidare e illuminare dalla Parola di Dio. Doniamo al mondo di oggi la gioia di vedere come i fratelli vogliono vivere insieme tra loro e con Gesù loro Maestro e Signore.

Mons. Giovanni Di Stefano

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