INCONTRO ECUMENICO GENNAIO 2010 – Intervento della Rev. da Daniela Tralli

Veroli, 20/01/2010
2 Corinzi 4, 5-18
Il discorso dell’apostolo Paolo è complesso, impegnativo ma nello stesso tempo coinvolgente, cioè ci coinvolge tutti perché quello che ci presenta  non è un discorso teorico ma si tratta di cose che riguardano ogni cristiano. Leggendo queste parole siamo partecipi e responsabili dell’insegnamento che Paolo ci rivolge. egli parla direttamente a noi


 

Innanzitutto ci pone di fronte all’oggetto ed allo scopo della predicazione dell’apostolo. Egli non predica se stesso per incrementare la propria reputazione, ma predica Cx Gesù quale Signore insieme agli altri collaboratori. Insieme sono servitori di Cristo ed il loro impegno è far conoscere al mondo il loro maestro come Messia, il Cristo di Dio nella persona di Gesù e lo fanno non per amore di se stessi  o per proprio interesse ma per amore di Cristo, per imitare il suo grande esempio e proclamare la sua gloria.

 E’ vero che ci è stato affidato un messaggio eccellente e glorioso, possediamo un tesoro che è il tesoro della luce dell’evangelo e della grazia, ma è riposto in vasi di terra e quei vasi siamo noi: deboli, fragili, senza valore. Un tesoro di solito viene custodito e posto in un contenitore adeguato per valore e bellezza. Ma qui Dio opera in maniera diversa. Se lo strumento di Dio si fosse fatto notare per brillanti qualità umane, avrebbe attirato l’attenzione su se stesso a scapito del tesoro che doveva presentare. Qui Dio opera diversamente. Fa questo perché la sua potenza possa risaltare e brillare sulla nostra debolezza.

Noi infatti siamo solo strumenti nelle sue mani, disponibili a servire e a fare la volontà sua.

Ma fare la volontà del Signore vuol dire rispondere fedelmente ad una vocazione  e questo comporta momenti di difficoltà e di sofferenza. Paolo era infatti nella tribolazione, nella perplessità, perseguitato. Quelle sofferenze sembrano per noi così lontane, lontane dal nostro modo di concepire il discepolato come impegno per Cristo Gesù.

Quanto spesso, noi diciamo di essere disponibili a seguire e servire il Signore, ma lo facciamo con le riserve, a condizione che il prezzo da pagare non sia troppo alto! Noi siamo cioè bravi a confessare a parole di credere in Cristo  e ci  esprimiamo con disinvoltura, ma spesso le parole pronunciate dalle nostre labbra sono lontane dal nostro cuore.

Viviamo in una società che è sempre più lontana/distaccata dai valori cristiani, sempre più ideologicamente indifferente. Questi sono tempi in cui la decadenza morale e spirituale è all’ordine del giorno è difficile trovare esempi come l’apostolo: sono pochi quelli che come Paolo hanno seguito il Signore non solo in maniera ideale ma concreta come fu concreta la vita di Gesù su questa terra. Paolo, ha sofferto e tribolato in ogni maniera, è stato perseguitato quasi ovunque andava perché cessasse la sua attività di predicazione e di diffusione dell’evangelo di Cristo. Ha subito minacce di morte ma non ha taciuto. Ha perseverato con incredibile determinazione, si è affaticato ma ha continuato a combattere (il buon combattimento) perché ha trovato in Dio la sua forza, e la sua fede ed il suo zelo lo accompagneranno e non verranno mai meno.

Certo noi non siamo come Paolo abbiamo i nostri momenti di perplessità, di scoraggiamento, ma sappiamo anche che Dio è capace di sostenerci e di liberarci e che in Lui possiamo sempre riporre fiducia e speranza, tanto più che Paolo ci parla di "momentanea leggera afflizione" intendendo dirci che le afflizioni che si patiscono a causa di Cristo e dell’evangelo sono sopportabili perché solo temporanee in vista della gloria eterna che il Signore ha promesso per coloro che a Lui si affidano. Abbiamo la certezza di risorgere come Lui e di vivere nella presenza di Dio.

Ci insegna inoltre che nei momenti più oscuri e difficili della vita, brilla luminosa la grazia sovrana di Dio. Noi in questo vogliamo confidare

Il tema della settimana di preghiera per l’unità dei cristiani verte sulla testimonianza (DI QUESTO VOI SIETE TESTIMONI Lc 24,48)

La testimonianza vissuta come singoli credenti e come chiesa non può essere efficace se non poniamo lo sguardo e l’ascolto su quanto accade intorno a noi, soprattutto dobbiamo imparare ad ascoltare maggiormente le sofferenze del mondo. Noi cristiani infatti non possiamo diventare sordi ed indifferenti di fronte alle ingiustizie che riducono interi popoli all’emarginazione ed alla fame. Come cristiani appartenenti a diverse confessioni, il Signore ci chiama a rompere i silenzi e a unire insieme le nostre voci contro le ingiustizie di cui tante creature sono vittime. E ad unire le nostre voci pregando e dando un aiuto concreto alle popolazioni che sono afflitti/ vivono grandi tragedie.

 Cari fratelli care sorelle, vi ringrazio

questa serata è per me (ma penso anche per tutti voi) una occasione di condivisione di confronto e di conoscenza reciproca. Ritengo che conoscere il fratello, la sorella in Cristo appartenente ad un’altra confessione sia importante. E la settimana di preghiera x l’unità dei cristiani ci dà la possibilità di aprirci gli uni agli altri, di ascoltare ciò che gli altri hanno da dirci e di apprezzare delle tradizioni cristiane diverse dalla nostra. Troppo spesso rimaniamo ancora rinchiusi nel nostro mondo religioso, quello che conosciamo e che ci dà sicurezza. A volte abbiamo forse anche paura di aprirci all’altro, perché nella discussione potremmo scoprire che l’altro/a quello che ho sempre pensato diverso da me e che non ho mai conosciuto bene, potrebbe offrirmi spunti di riflessione validi ed una spiritualità profonda. Ma un dialogo autentico può nascere soltanto a partire dall’ascolto dell’altro. Come ha scritto il teologo luterano Dietrich Bonhoeffer, "Il primo servizio che si deve agli altri nella comunione, consiste nel prestare loro ascolto. L’amore per Dio comincia con l’ascolto della sua Parola, e analogamente l’amore per il fratello comincia con l’imparare ad ascoltarlo" (Vita comune)

Questa serata ci dà la possibilità di aprirci gli uni agli altri, ma non vogliamo fermarci a questo incontro.. vogliamo continuare questo cammino ecumenico insieme, vogliamo abbattere anche noi i muri dell’incomprensione e le barriere del silenzio che ancora troppo spesso separano le nostre chiese. Solo in Gesù Cristo, possiamo tutti insieme, trovare la fonte di vera vita, di vera gioia, e di quella vera luce che illumina tutti.    

AMEN

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