
Nel primo pomeriggio di giovedì 5 marzo, il vescovo Santo Marcianò ha fatto visita alla Schietroma Trasporti, azienda leader nel settore della distribuzione e trasporti dei refrigerati, ubicata nella zona industriale di Frosinone-Ferentino
Accolto dal titolare Sandro Schietroma con la sua famiglia, è stata la figlia Angelica (con accanto la sorella Adelaide) a porgere il benvenuto al vescovo: niente parole scontate, ma una calorosa accoglienza per dar conto del… calore con cui si fa azienda e soprattutto famiglia, mentre nel grande piazzale rombano altri mezzi pesanti pronti a solcare autostrade italiane ed estere. Tutto è iniziato proprio da Sandro Schietroma che, a soli 14 anni, ha dovuto rimboccarsi le maniche per affrontare la vita da solo, e lo ha fatto costruendo, passo dopo passo e iniziando con appena 2-3 persone, una azienda che oggi dà lavoro a ben 125 dipendenti. E questo senza mai dimenticare le proprie radici, con un senso di comunità spiccato «e sentendoci sempre una famiglia con i nostri dipendenti, perché è così che intendiamo il lavoro, che per noi non è solo fare impresa», ha rimarcato Angelica Schietroma, accompagnando le parole con il dono di una conca ciociara, anche questa simbolo di famiglia e radici, al vescovo.
Nel suo indirizzo di saluto ai titolari e ai dipendenti della Schietroma Trasporti, monsignor Marcianò, mostrandosi commosso per l’accoglienza, ha voluto riprendere proprio alcuni dei concetti espressi poco prima: «Grazie per quello che fate, per mettere la persona al centro della vostra impresa: si lavora per le persone, per far star bene gli altri, perché la vita si possa vivere nel migliore dei modi. Il fine primario del lavoro non è mai l’utile, ma l’utile vero che è il bene della persona. E qui non parlate solo di persona, ma di famiglia. Quando il lavoro si vive in un contesto di famiglia, vuol dire che ci si vuole bene e si vuole il bene di ogni lavoratore», ha rimarcato il presule raccogliendo l’applauso sentito e spontaneo dei presenti, per poi aggiungere: «E dove c’è questo bel clima, non c’è sfruttamento, non c’è illegalità, perché in famiglia ognuno custodisce l’altro. In questo clima, inoltre, si rende il massimo e sempre di più, perché tu lavori per la tua famiglia e pensi: io ci tengo alla mia azienda così come tengo alla mia famiglia. E allora, l’azienda diventa famiglia di famiglie».
Il vescovo Marcianò ha quindi ricordato i sacrifici di Sandro Schietroma fin da ragazzino «e una persona che soffre, che viene dal basso, sa cos’è il lavoro, giorno per giorno, con fatica, perché ha una coscienza retta e, mi permetto di aggiungere, anche cristiana, perché la fede è un valore aggiunto, perché chi crede lo fa nel nome del Signore, che ha dato la sua vita per noi: il criterio è sempre quello dell’amore. E quando si ama si vive e si vive bene. E voi nel vostro lavoro in qualche modo date la vita per gli altri».
Ma c’è un altro tassello che inserisce questa azienda in un mosaico che non è solo impresa: fare qualcosa di bello e di buono per gli altri, come rimarcato da Angelica Schietroma nel saluto iniziale. Ed ecco allora il servizio reso alla Caritas proprio con i trasporti, ad esempio, ma non solo, perché questa azienda «ha una sensibilità particolare per la povertà di quei ragazzi che escono dal carcere e che qui trovano una opportunità di lavoro e di reinserimento», ha detto don Onofrio Cannato, direttore sia della Caritas interdiocesana che responsabile della Pastorale carceraria, presente alla visita. E allora, le parole di Gesù “Ero carcerato e mi avete visitato”, ha chiosato il vescovo Marcianò, qui diventano Vangelo di vita vissuta.
di Igor Traboni


Alcuni momenti della visita di monsignor Marcianò, che ha ricevuto in dono una conca ciociara – simbolo anche di famiglia e radici – e ha donato ai titolari della Schietroma Trasporti un artistico Crocifisso di San Damiano e un Rosario benedetto ad ogni dipendente
