
La chiesa del Sacratissimo Cuore di Gesù a Frosinone è stata il centro di una funzione liturgica particolarmente emozionante che, per volere dell’Arcivescovo Santo Marcianò, ha riunito, come in un abbraccio paterno, le diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino e Anagni-Alatri, la cui “unione” è ormai sempre più solida e strutturata. L’Arcivescovo Marcianò ha scelto la II domenica di Quaresima, legata al Vangelo della Trasfigurazione, per rinnovare il mandato ai Ministri straordinari della Comunione di entrambe le realtà diocesane: un esercito pacifico di oltre 400 cristiani ha così aderito a questa chiamata, manifestando pubblicamente la volontà di prestare questo servizio speciale: «Grazie per la vostra presenza così numerosa – ha affermato il presule – e ricordate sempre a quale servizio siete stati chiamati, quale responsabilità comporta avere Cristo tra le vostre mani per portarlo agli ammalati, agli anziani, ai sofferenti. La vostra presenza è di supporto al parroco, ma non limitatevi a fare i distributori: dovete avere cura di chi servite, facendo attenzione anche ai bisogni spirituali suggerendo e favorendo l’incontro con il sacerdote, soprattutto per la confessione. Il vostro servizio è straordinario perché sorge quando vi è necessità, nel momento del bisogno. Non dovete dimenticare Chi portate con voi, sostenete il vostro impegno con la preghiera, affinché si dica di voi ciò che si diceva di San Francesco: è un uomo che è diventato preghiera. Pregate incessantemente, perché chi vi vede, dica: “ecco un uomo di preghiera!”. e non semplicemente: “ecco un uomo che prega”. Siamo nel mondo per essere preghiera, non restiamo chiusi nel nostro cuore, scendiamo dal monte della Trasfigurazione per portare Gesù al mondo».
I Ministri straordinari che hanno scelto di proseguire il loro servizio sono stati ricevuti da Maria Angela Campioni, direttrice dell’Ufficio Catechistico di Frosinone-Veroli-Ferentino, e presentati all’Arcivescovo da don Piotr Jura, direttore dell’Ufficio Liturgico di Frosinone, con accanto monsignor Bruno Durante, direttore dello stesso Ufficio per la diocesi di Anagni-Alatri. Ad ogni domanda imposta dal rito, è riecheggiato solenne quel “Sì, lo voglio”, che ripetuto con forza e ad una sola voce ha fatto tremare l’aria, suscitando commozione negli altri fedeli presenti, i quali hanno accolto il rinnovo di questa adesione con un applauso spontaneo.
di Lidia Frangione

