Dai Santuari: Mons. Ambrogio Spreafico a Casamari

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Grande risonanza ha suscitato la presenza di  mons. Ambrogio Spreafico, vescovo coadiutore  di mons. Salvatore Boccaccio, nell’abbazia  di Casamari.
La gradita visita è stata  caratterizzata dalla solenne celebrazione eucaristica,  animata dalla schola cantorum della  parrocchia, magistralmente diretta da Fabio  Stirpe. 
Al cordiale e fraterno saluto del P. Abate  Silvestro Buttarazzi, ha fatto eco la risposta  del presule che ha individuato nella preghiera,  nel lavoro e nell’amore per gli altri, le costanti  di una vita monastica votata alla ricerca  continua e appassionata di "Colui che ci  ha amati per primo".


 Il Signore, infatti, assicura  ai discepoli di S. Benedetto una umanità  ricca e vigorosa capace di irradiare  ovunque luce, gioia e tenerezza.  Nell’omelia, mons. Spreafico, ha messo  in evidenza l’innato bisogno di cercare il Signore,  per vivere in maniera diversa quella  che si vive ogni giorno: per gli altri, senza  violenza, amando senza misura. È questo il  messaggio che i monaci si impegnano ad attingere  ogni giorno dalle fonti genuine della  spiritualità, per una testimonianza sempre  più radicale.  Il monastero diventa luogo privilegiato di  incontro per tutti, centro di santità e cultura.  Il canto stesso – con particolare attenzione  al gregoriano – praticato dai monaci nell’Azione  liturgica e nell’Ufficio divino, con i  suoi richiami spiritualmente e artisticamente  validi, oltre ad essere componente necessaria  e integrante in quanto interpreta ed  esalta il mistero che si celebra, diventa anche  una fondamentale e irrinunciabile esigenza  psicologica della persona, nell’esprimere  i momenti più forti del suo itinerario  esistenziale.  A conclusione dell’Eucaristia, il parroco  Ildebrando ha rivolto un ulteriore ringraziamento  al vescovo Ambrogio anche a nome  dei vicari parrocchiali p. Loreto e p. Domenico,  dei confratelli e dei fedeli laici, con  l’augurio che – nel 60° anniversario della  parrocchia – la parola saggia e illuminata del  Pastore, accompagni tutti ad essere "servi e  apostoli di Cristo Gesù" e figli devoti della  Vergine "la vivente arca dell’alleanza".
Da Avvenire Lazio 7 28 settembre part1

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