Lettera Pastorale Quaresima 2007 anno liturgico C di mons. Salvatore Boccaccio
vescovo di Frosinone – Veroli – Ferentino
Cuore a cuore, siamo figli di Dio nostro Padre
Amatissimi fratelli e sorelle della diocesi di Frosinone – Veroli – Ferentino, Dio vi benedica!
Con il Mercoledì delle Ceneri, inizia per i cristiani un periodo di forte riflessione e un cammino autentico di fede per gustare la gioia e la bellezza della Pasqua di Resurrezione.
Nelle nostre Chiese, i parroci, imponendo le ceneri, dicono: "convertiti e credi al Vangelo". Una celebrazione, questa, che risale alle esperienze dei primi cristiani e che indica già l’itinerario del cammino di fede.
Convèrtiti! Vuol dire, semplicemente: riporta ogni giorno, ogni momento il cuore di figlio a Dio nostro Padre. Cuore a cuore.
Pensateci bene, questo è il punto, presi come siamo dalla frenesia del possedere (anche se poco), dalla smania di apparire, farsi notare, dalla preoccupazione per un futuro che è incerto ed insicuro.
La Pasqua ci apre invece il cuore e la mente all’abbandono fiducioso nelle braccia di Dio.
Viviamo, perciò, serenamente l’oggi quotidiano, fidandoci dell’amore di Dio.
Credi al Vangelo!
Già nella Lettera Pastorale "Chi è Gesù per te" al n. 9 vi avevo scritto: per convertirci dobbiamo crescere nella Parola. Lo sguardo fisso su Gesù indica nell’ascolto della Parola la via da seguire.
La Diocesi offre, durante la Quaresima, catechesi per giovani e adulti. momenti di ascolto della Parola di Dio, da cui trarre gli insegnamenti che il Vangelo ci offre.
Sant’Ambrogio di Milano ai suoi fedeli, gente semplice come noi, in un periodo altrettanto tempestoso, diceva:
La legge del nostro Dio sia nel nostro cuore (cfr. Sal 36, 30). Per questo la Scrittura ci dice: «Parlerai di queste quando sarai seduto in casa tua, quando camminerai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai» (Dt 6, 7). Parliamo dunque del Signore Gesù, perché egli è la Sapienza, egli è la Parola, è la Parola di Dio. Infatti è stato scritto anche questo: Apri la tua bocca alla parola di Dio. Perciò medita sempre, parla sempre delle cose di Dio, «quando sarai seduto in casa tua» (Dt 6, 7).
Per casa possiamo intendere la chiesa, possiamo intendere il nostro intimo, per parlare all’interno di noi stessi. Quando stai seduto parla con te stesso, quasi come dovessi giudicarti. Parla per strada, per non essere mai ozioso. Tu parli per strada, se parli secondo Cristo, perché Cristo è la via.
In cammino, parla a te stesso, parla a Cristo. Senti come devi parlargli: parla, o uomo, quando ti corichi affinché non ti sorprenda il sonno di morte. Senti come potrai parlare sul punto di addormentarti: «Non concederò sonno ai miei occhi né riposo alle mie palpebre, finché non trovi una sede per il Signore, una dimora per il Potente di Giacobbe» (Sal 131, 4-5). Quando ti alzi, parlagli per eseguire ciò che ti è comandato. L’amore è Cristo".
È un itinerario ben preciso che personalmente possiamo seguire, con lo sguardo fisso su Gesù.
Annunciare Cristo nel mondo
Sempre nella Lettera pastorale, a pag. 25, c’è l’indicazione delle vie della evangelizzazione: la Parola ascoltata converte il cuore e ci invia per evangelizzare.
In un mondo lacerato da discordie, percorso da culture e proposte sempre più lontane dalla dottrina e dagli insegnamenti del Vangelo, annunciare e comunicare il pensiero di Gesù diventa sempre più difficile per tutti, sacerdoti e vescovi compresi.
Mi riferisco all’ultimo dibattito che, prendendo distanze sempre più vistose dalla dottrina e dalla cultura cristiana in Italia, dice chiaramente quanto oggi la Chiesa di Gesù sia una minorità: non minoranza, ma impossibilità di esprimere la chiara dottrina cristiana sul matrimonio, sulla famiglia, sulla vita affettiva, sulla procreazione secondo la natura umana dei figli.
Tutto ciò è gravissimo: tutti sembrano essere liberi di esprimere il proprio punto di vista anche offendendo e ridicolizzando il Santo Padre, i Vescovi e i cristiani, soltanto ai discepoli di Cristo non viene consentito senza gravi conseguenze.
Ho l’impressione che, di fronte all’intimidazione mediatica, ci sia una pericolosa latitanza di noi cristiani, lasciando al solo Santo Padre l’onere della testimonianza della Verità.
Compete a ciascun battezzato il compito di proporre e sostenere la propria fede senza paura: anche a costo del martirio.
Non ci si improvvisa testimoni ("martiri") senza un adeguato percorso formativo e un cammino di fede autentico.
Vi accompagno con la preghiera e vi benedico,
+ Salvatore, Vescovo. 21 febbraio 2007, Mercoledì delle Ceneri.
