514-2014
1500° ANNIVERSARIO DELL’ELEZIONE A PAPA
di S. Ormisda Papa e Patrono di Frosinone
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PER L’ANNO GIUBILARE DI SANT’ORMISDA
IL SANTO PADRE FRANCESCO
HA CONCESSO FINO AL 20 GIUGNO 2015
L’INDULGENZA PLENARIA
ALLA CATTEDRALE DI
SANTA MARIA ASSUNTA IN FROSINONE
L’indulgenza Plenaria prevede la possibilità di cancellare la pena temporale di un peccato, ovvero di quelle pene che si dovrebbe scontare in Terra con preghiere e penitenze o, nell’Aldilà, con il Purgatorio.
Potranno ricevere l’indulgenza i fedeli sinceramente pentiti e spinti da carità che visiteranno in pellegrinaggio la Chiesa Cattedrale di Frosinone. Per concessione di Papa Francesco l’indulgenza più essere ricevuta anche dai malati o dagli anziani che a casa pregheranno davanti ad una piccola immagine di S. Ormisda.
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FRANCOBOLLO COMMEMORATIVO E ANNULLO POSTALE
Le Poste Italiane per l’occasione hanno stampato un francobollo commemorativo e organizzato un Annullo Postale che si può trovare applicato alla nuova Cartolina di S.Ormisda.
CARTOLINA-FRANCOBOLLO-ANNULLO POSTALE
possono essere richiesti presso la
CURIA VESCOVILE
DIOCESI DI FROSINONE – VEROLI – FERENTINO
Tel 0775 290973
Via dei Monti Lepini, 73 – 03100 Frosinone (FR)
curia@diocesifrosinone.com
Sono stati presentati nella mattinata di mercoledì scorso, in Episcopio, i prodotti filatelici dedicati al 1500° anniversario dell’elezione al soglio pontificio di Sant’Ormisda, Papa e santo frusinate, che è anche il patrono del capoluogo ciociaro assieme a San Silverio.
”L’annullo postale – ha spiegato il Vescovo rivolgendosi ai giornalisti – si inserisce all’interno delle iniziative per il Giubileo in memoria di Sant’Ormisda Papa, una figura da riscoprire per renderla più popolare” valorizzandone i tratti caratteristici della carità, del lavoro per l’unità nella Chiesa e per la pace che questo Santo ha lasciato alla Chiesa d’Oriente e di Occidente. Con varie iniziative (vedi box a lato) l’obiettivo è far sì che, non soltanto la città di Frosinone ma anche la Diocesi, celebrino Ormisda con vari “momenti culturali e di riflessioni, perchè la fede deve diventare cultura”, come sottolineato da Mons. Spreafico.
Dopo Giovanni XXIII, San Pio X, San Giovanni Paolo II, “il nostro” Sant’Ormisda è il quarto Papa che, in questo 2014, ha avuto il privilegio di un francobollo emesso da Poste Italiane: si tratta di una bella iniziativa che seppure “nella sua semplicità, fa’ sì che informazioni e storia del territorio abbiamo una diffusione nazionale ed internazionale”, ha tenuto a sottolineare la direttrice di Poste Italiane della provincia di Frosinone, Tiziana Gasbarra. Dello stesso avviso anche il primo cittadino del capoluogo, Nicola Ottaviani, poichè “arriverà non soltanto il messaggio di pace e unità di Sant’Ormisda, ma anche il profilo identitario della città di Frosinone”.
Il ricavato della vendita dei vari prodotti filatelici sarà utilizzato per i restauri nella Chiesa Cattedrale ma anche a sostegno della mensa dei poveri che sarà inaugurata nel pomeriggio di domani a Frosinone, all’interno dei locali messi a disposizione dalla ASL di Frosinone presso l’ex Ospedale Civile a viale Mazzini.
Qualche dato tecnico
Sono stati emessi 2 milioni di francobolli (in fogli da 50 esemplari, per un valore di 35 euro), una tessere filatelica con tiratura limitata, una nuova cartolina ed un annullo filatelico (emesso il 20 luglio e ora disponibile soltanto con la cartolina).
Come averli
Per i collezionisti e gli appassionati della filatelia, e per tutti coloro che lo desiderano, la nuova cartolina, il francobollo e l’annullo postale possono essere richiesti ed acquistati presso la Curia Vescovile in Via dei Monti Lepini n. 73 a Frosinone (per informazioni si può telefonare allo 0775.290973 oppure scrivere una email all’indirizzo di posta elettronica curia@diocesifrosinone.com).
S. Ormisda, Papa e Patrono di Frosinone
Celebriamo quest’anno il quindicesimo centenario dell’elevazione al sommo pontificato di S. Ormisda, Papa e Patrono di Frosinone (514-2014). Il nome Ormisda, derivato dal persiano e latinizzato in Hormisdas, significa “buono”, ma sappiamo che fu anche un papa dotato di notevole energia, diplomazia e capacità politica. Il 20 luglio 514, un giorno dopo la morte del suo predecessore, Simmaco, fu proclamato all’unanimità successore di Pietro. In ottimi rapporti con il potente vescovo di Pavia, Ennodio, ebbe sicuramente l’avallo del re ostrogoto Teodorico che allora governava l’Italia. Nativo del capoluogo ciociaro, prima di intraprendere la carriera ecclesiastica si era sposato e, caso unico nella storia, ebbe un figlio, Silverio, che divenne pontefice a sua volta. Una delle sue prime preoccupazioni fu rimuovere gli ultimi focolai dello scisma laurenziano (così chiamato dal nome dell’antipapa Lorenzo) riaccogliendo nella Chiesa coloro che non si erano ancora riconciliati. Gran parte del suo pontificato fu tuttavia rivolto a ricomporre le divisioni dottrinali tra la Chiesa di Roma e quella di Costantinopoli, a cominciare dallo scisma acaciano (dal nome di Acacio, patriarca di Bisanzio) iniziato all’indomani dell’emanazione, nel 482, dell’Henotikon, il famoso editto voluto dall’imperatore Zenone al fine di ristabilire l’unità religiosa dell’Impero tra calcedoniani e monofisiti. Dopo la morte dell’Imperatore Anastasio I, con l’avvento del suo successore, Giustino, la Chiesa romana riuscì a instaurare un nuovo corso con la realtà orientale. Le basi per giungere ad un comune intento, nell’ambito dell’ortodossia teologica, furono gettate durante un importante sinodo tenutosi a Costantinopoli che, riaffermando i canoni dettati nei precedenti Concili ecumenici di Nicea (325) e di Calcedonia (451), si propose di eliminare definitivamente tutte le eresie imperversanti, quali quelle ariane, monofisite, eutichiane e manichee. Lo stesso patriarca di Bisanzio sottoscrisse la cosiddetta “Formula di Ormisda” che si chiudeva con le seguenti parole: “ Sono concorde con il papa e rimprovero tutti quelli che il papa rimprovera”. Utile ricordare che, a tale formula, il Concilio Vaticano I si riferì più volte, soprattutto nelle discussioni a favore dell’infallibilità pontificia. Papa Ormisda cercò anche di mediare nella controversia pelagiana, e nella controversia trinitaria. Ormisda, tra le altre cose, incaricò Dionigi il Piccolo (Il monaco famoso per avere calcolato la data di Nascita di Gesù) di tradurre in lingua latina i canoni della Chiesa orientale, per poi pubblicare una nuova edizione del Decretum de recipiendis Libris di papa Gelasio I. Riguardo alla politica architettonica della città di Roma, Ormisda ristrutturò i presbiteri di tre basiliche patriarcali, San Pietro, San Giovanni in Laterano e San Paolo fuori le Mura, interessandosi pure dei restauri di opere già iniziate durante il precedente pontificato, come la basilica di San Pancrazio sul Gianicolo. Saggio e accorto amministratore della Chiesa, mandò lettere a vari vescovi della Gallia e della Spagna, allora sotto il dominio dei Visigoti ariani, sulle più disparate questioni ecclesiastiche. I suoi rapporti con Teodorico furono amichevoli e il Liber Pontificalis ne è buon testimone, enumerando gli importanti doni a lui elargiti da questo sovrano. Nei suoi ultimi giorni di vita, il papa ricevette la notizia che Trasamondo, il re vandalo dell’Africa del Nord, era morto e che le persecuzioni dei cattolici in quella regione potevano definirsi cessate. Papa santo e pacificatore, Ormisda si spense il 06 agosto del 523, lo stesso giorno e mese del pio transito di un altro grande pontefice, questa volta a noi molto più vicino, Paolo VI.
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In occasione dell’Anno Ormisdiano nel 2015 verranno organizzati della
VICARIA DI FROSINONE:
Il Pellegrinaggio nelle parrocchie di Frosinone delle reliquie del Santo Patrono
Venerdì 23 Gennaio – Preghiera Ecumenica in Cattedrale per l’Unità di Cristiani
Eventi culturali
Convegni storici
