
Il 10 settembre scorso presso l’Episcopio di Frosinone si è svolto il secondo incontro della Commissione ecumenica del Frusinate. Vi hanno preso parte alcuni dei membri degli uffici ecumenici delle diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino e Anagni-Alatri, i rappresentanti della Chiesa valdese, della diocesi Ortodossa romena d’Italia presente ad Alatri e della Chiesa neoapostolica in Roma per esaminare il Patto tra Chiese Cristiane in Italia sottoscritto a Bari il 23 gennaio 2026 tra la Conferenza Episcopale Italiana e
– Sacra Diocesi Ortodossa d’Italia
– Diocesi Ortodossa Romena
– Chiesa Evangelica Luterana in Italia
– Chiesa Ortodossa Bulgara
-Chiesa Evangelica Valdese
-Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia
– Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia
– Chiesa Evangelica della Riconciliazione
-Chiesa Apostolica Armena d’Italia
– Amministrazione delle parrocchie del Patriarcato di Mosca in Italia
-The Church of England
– Chiesa Serbo Ortodossa
– Esercito della Salvezza
– Chiesa Copta di Milano
– The Church of Scotland
– Opera per le Chiese Evangeliche Metodiste in Italia
– Comunione Chiese Libere.
Con questo documento le Chiese firmatarie del Patto, nel riconoscere «che la nostra unità ha la sua sorgente in Cristo Gesù unico Signore e Salvatore e che lo Spirito Santo ci guida a costruire relazioni di comunione autentica” e nel confessare “che ogni divisione e incomprensione tra le nostre Chiese è una ferita al Corpo di Cristo e manifesta il peccato delle Chiese”, si sono impegnate
- a riconoscersi e rispettarsi vicendevolmente come comunità cristiane animate dal medesimo Spirito, evitando ogni forma di competizione, proselitismo o prevaricazione. Per questo la scelta del dialogo è una scelta da percorrere con determinazione anche quando le posizioni divergono e quando le pressioni interne o esterne alimentano fratture e dissidi;
- a cooperare in favore della giustizia, della pace e della solidarietà tra gli uomini e le donne del nostro tempo con particolare riferimento alla tutela della dignità di ogni persona creata a immagine di Dio, alla promozione della pace e del dialogo tra popoli, culture e religioni, all’accoglienza dei poveri, dei migranti, degli emarginati e di quanti soffrono, alla custodia del creato come dono affidato alla nostra responsabilità comune, alla lotta contro l’antisemitismo, l’islamofobia e ogni altra forma di discriminazione religiosa;
ad assumere una presenza pubblica della Chiesa rispettosa della laicità e in dialogo con la società, a promuovere la libertà e la pari dignità di ogni confessione cristiana e religione di fronte allo Stato attraverso un dialogo critico e costruttivo sul rapporto tra religione, laicità e politica nel contesto italiano, al rispetto della libertà di coscienza di ogni persona e a perseguire la libertà religiosa per ogni persona
- a mantenere un dialogo costante e fraterno attraverso incontri periodici di preghiera e di discernimento e di collaborazione concreta. A tal fine ogni Chiesa si farà promotrice, al proprio interno, di iniziative che favoriscano la conoscenza e la stima reciproca tra i fedeli delle diverse confessioni cristiane.
Il dibattito è stato molto costruttivo e alla fine i partecipanti hanno preso l’impegno di far conoscere il Patto nelle proprie Chiese con una serie di iniziative, dandosi un anno di tempo con la verifica nel prossimo mese di febbraio. Intanto è stato fissato un incontro per il 10 novembre, alle 10, in Episcopio per preparare la celebrazione ecumenica per la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani che si terrà il 21 gennaio 2027 alle ore 19,00.
L’arcivescovo Santo Marciano ha salutato i partecipanti e li ha ringraziati per il loro impegno e disponibilità. Ha racchiuso in tre verbi l’impegno comune: incontrarci, dialogare, operare. Tutto parte dall’ascolto e incontrarsi nell’ambito territoriale è più importante degli incontri celebrativi. Alla fine alcuni dei partecipanti hanno condiviso il pranzo come segno di comunione.
di Gianni Musella, Valdese
