
Sedici settembre 2001: il mondo è annichilito e tremendamente impaurito dall’attacco alle Torri Gemelle di New York, appena cinque giorni prima. Si temono altri attentati, soprattutto contro i “grandi” della Terra. Tra le tante indiscrezioni, quella spesso ricorrente (ma a quei tempi ancor di più) di un attacco contro Roma e il Vaticano. Peggio: contro Giovanni Paolo II, leader solamente spirituale, ma da alcuni visto anche come un “potente”, perché aveva contribuito a buttar giù il muro di Berlino e l’impero sovietico, denunciando le nefandezze del comunismo.
Il 16 settembre Giovanni Paolo II ha in programma una visita pastorale a Frosinone, messa in agenda e preparata da mesi. Ma tutti sconsigliano di andare: è la sua prima uscita e potrebbe diventare bersaglio fin troppo facile. La Gendarmeria vaticana ai primi del mese aveva compiuto sopralluoghi a Frosinone, abbastanza di routine, catalogando la visita come “semplice”, senza rischi. Ma questo prima dell’11 settembre. Poi anche da lì scatta l’allarme, si contattano le autorità italiane, anche quelle di sicurezza, e tutti ribadiscono: meglio evitare questa uscita da Roma.
L’ultimo tentativo lo fa in extremis, il giorno prima della visita e come da indiscrezione esclusiva che abbiamo poi raccolto, don Stanisław Dziwisz, il Segretario particolare del Papa: “Santità, non vada a Frosinone per ora. Rimandiamo la visita alla prossima primavera”. Ma Giovanni Paolo II, già minato nel corpo ma non nello spirito, risponde perentorio: «No, io vado: l’ho promesso a don Salvatore” (Salvatore Boccaccio, vescovo di Frosinone dell’epoca, ndr).
La visita dunque si svolge, seppure tra imponenti misure di sicurezza: nella spianata dei Cavoni, dove ora sorge la chiesa di San Paolo e un intero quartiere. Chi scrive queste note, e allora presente da cronista di un quotidiano locale, ricorda bene i primi fedeli arrivati all’alba. E i cecchini appostati sugli unici palazzi allora già edificati. La voce di Giovanni Paolo II nell’omelia è tremolante, ma la legge fino all’ultimo, con un richiamo alle radici spirituali della Ciociaria, ai suoi papi. Ed un abbraccio ai giovani presenti, quel gruppo cresciuto attorno al vescovo Boccaccio, invitandoli a “prendere il largo”. Loro cantano e Giovanni Paolo II ticchetta sulla sedia, tenendo il ritmo. E soprattutto, fa un richiamo al perdono, come cifra di risposta all’attentato di 5 giorni prima. Gli uomini della sicurezza lo invitano a far presto, ma il Papa non li ascolta e ci tiene a salutare una ad una le persone invitate a salire sul palco dopo la Messa.
La giornata si trasforma in qualcosa di epocale, per quanti hanno Fede e anche per i cosiddetti “lontani”, che accolgono comunque come un dono quella visita pastorale.
IL PROGRAMMA DELLE CELEBRAZIONI
Un avvenimento che adesso, a 25 anni di distanza, viene opportunamente ricordato, in testa ad una serie di eventi – con il programma varato dalle diocesi di Frosinone e Anagni-Alatri, che riguarderanno però tutti gli incontri di San Giovanni Paolo II in Ciociaria, sia pubblici che privati.
Si comincia ovviamente da mercoledì 16 settembre, con l’inaugurazione alle 18, presso la parrocchia di San Paolo (quella chiesa la cui prima pietra venne benedetta proprio dal pontefice polacco e che non a caso più di qualcuno ora vorrebbe dedicata anche a San Giovanni Paolo II) di una mostra fotografica, dei ricordi e dei video della visita a Frosinone.
Domenica 20 settembre, sempre presso la chiesa di San Paolo ma alle 10, una mostra filatelica e fotografica, cartoline ricordo e un apposito annullo postale.
Sabato 3 ottobre, un momento di preghiera e di riflessione al santuario diocesano della Santissima Trinità di Vallepietra, alle 11, laddove il Papa si recò in visita privata, come fatto nelle settimane scorse da Papa Leone, che infatti si è soffermato a lungo proprio sulle foto di quella visita di Wojtyla.
Giovedì 15 ottobre, nella chiesa di Santa Maggiore ad Alatri, alle 18.30, concerto del coro polifonico, con letture, immagini e video della visita del Papa, che in quell’occasione fece tappa anche nel monastero di clausura delle Benedettine.
Venerdì 16 ottobre, ad Anagni (ore 17) visita speciale alla cripta di San Magno sulle parole di San Giovanni Paolo II e mostra fotografica sulla visita alla Città dei Papi.
Sabato 17 ottobre, alle 10, camminata e riflessioni sul sentiero di Giovanni Paolo II a Piglio, laddove il Papa amava rifugiarsi in segreto per qualche ora, staccando dagli impegni vaticani.
Domenica 18 ottobre (Collegiata di Carpineto) un’altra mostra fotografica, questa volta sulla visita a Carpineto Romano, dove il Papa onorò la figura di Leone XIII.
Il denso programma si chiuderà giovedì 22 ottobre, alle 18.30, con la concelebrazione eucaristica presieduta dall’Arcivescovo Santo Marcianò nella chiesa di San Paolo a Frosinone.
di Igor Traboni




