
Una delegazione di docenti, ricercatori, dottorandi e studenti della Scuola Normale Superiore di Pisa è stata ospitata nei giorni scorsi dall’Archivio Storico diocesano e dalla Biblioteca Giovardiana di Veroli, ente della diocesi. Nel corso della visita, i partecipanti hanno avuto l’opportunità di visionare il Manoscritto 10, considerato un autentico monumento paleografico di straordinario valore storico e artistico.
Iniziative come queste ricordano il ruolo che la Giovardiana ha per la conservazione e la valorizzazione del suo inestimabile patrimonio librario e manoscritto La Giovardiana, istituita nel 1773, è stata la prima biblioteca di uso pubblico del Lazio meridionale. Il nome lo si deve al suo fondatore, l’ecclesiastico Vittorio Giovardi, decano del tribunale della Segnatura apostolica, fin dagli anni giovanili appassionato letterato, storiografo e bibliofilo.
La biblioteca comprende attualmente: 310 codici, tra latini, greci, siriaci, etiopici e in volgare, dei secoli XII-XIX; 250 manoscritti musicali dei secoli XVIII – XX, a prevalente interesse locale;37 incunaboli;1466 cinquecentine; oltre 22.000 stampati dei secoli XVII-XXI. La Giovardiana offre servizi di consultazione in sede, ma per statuto di fondazione, non può essere praticato il prestito. All’interno della biblioteca è consentito l’uso di pc e tablet.
