Seconda Domenica di Avvento – Anno A

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SECONDA DI AVVENTO

VANGELO
+ Matteo 3,1-12
In quei giorni venne Giovanni  il Battista e predicava nel deserto della Giudea dicendo:”Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!”Egli infatti è colui del quale aveva parlato il profeta Isaia quando disse: Voce di uno che grida nel deserto; Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!………

Messaggio
CONVERTIRSI PER ACCOGLIERE GESU’

Come vivo  il messaggio evangelico?
Mi impegno a




 

II Domenica di Avvento


Liturgia della Parola
Is 11,1-10;   Sal 71;  Rom 15,4-9;
Mt 3,1-12

LA PAROLA DEL SIGNORE

…È ASCOLTATA

In quei giorni venne Giovanni il Battista e predicava nel deserto della Giudea dicendo: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!». Egli infatti è colui del quale aveva parlato il profeta Isaia quando disse: Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri! E lui, Giovanni, portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano cavallette e miele selvatico. Allora Gerusalemme, tutta la Giudea e tutta la zona lungo il Giordano accorrevano a lui e si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. Vedendo molti farisei e sadducei venire al suo battesimo, disse loro: «Razza di vipere! Chi vi ha fatto credere di poter sfuggire all’ira imminente? Fate dunque un frutto degno della conversione, e non crediate di poter dire dentro di voi: “Abbiamo Abramo per padre!”. Perché io vi dico che da queste pietre Dio può suscitare figli ad Abramo. Già la scure è posta alla radice degli alberi; perciò ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Io vi battezzo nell’acqua per la conversione; ma colui che viene dopo di me è più forte di me e io non sono degno di portargli i sandali; egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala e pulirà la sua aia e raccoglierà il suo frumento nel granaio, ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».


…È MEDITATA

La liturgia della Parola di questa seconda domenica di Avvento è caratterizzata da Giovanni Battista, un profeta esigente e provocatore, più eloquente per quello che è che non per quello che dice.
Il suo compito è di “preparare la via al Signore”, annunciandone la venuta imminente. Si presenta come un asceta del deserto con indosso ruvide vesti e una cintura di pelle attorno ai fianchi. Ma non invita gli uomini a divenire asceti come lui. Preparare la strada al Signore è altra cosa. Ecco come il Battista la esprime " Convertitevi perché il regno dei cieli è vicino!”; “Non crediate di poter dire fra voi: abbiamo Abramo per padre. Vi dico che Dio può far sorgere figli di Abramo anche da queste pietre. La scure è posta alla radice degli alberi: ogni albero che non produce frutti buoni viene tagliato”. Dunque, due sono soprattutto le cose che Giovanni ritiene urgenti: convertirsi e non cullarsi in una illusoria sicurezza. Convertirsi è una parola che dice il cambiamento della mente e del comportamento. Non soltanto un cambiamento morale nei comportamenti, ma un cambiamento teologico, un modo nuovo di pensare Dio. Le caratteristiche che accompagnano sempre la conversione evangelica, sono almeno tre.
 La prima è la radicalità. La conversione non è un cambiamento esteriore, ma un riorientamento di tutto l’essere dell’uomo. Per Gesù si tratta di un vero e proprio passaggio talmente rinnovatore da essere incompatibile con le vecchie strutture (mentali, religiose e sociali) come il vino nuovo non si pone nelle vecchie botti.
Una seconda caratteristica della conversione evangelica è la religiosità: non è confrontandosi con se stesso che l’uomo scopre la misura e la direzione del proprio mutamento, bensì riferendosi al progetto di Dio. E il primo movimento non è quello dell’uomo verso Dio, bensì quello di Dio verso l’uomo: è un movimento di grazia che rende possibile il cambiamento dell’uomo e ne offre il modello.
La terza caratteristica è la profonda umanità della conversione evangelica: convertirsi significa tornare a casa, un recupero di umanità, un ritrovare la propria identità. Convertendosi l’uomo non si perde, ma si ritrova, liberandosi dalle alienazioni che lo distruggono. Questa è la conversione più radicale: è la rinuncia al padre di tutti gli idoli, il nostro Io, per fare posto a Dio: è “allontanarsi dagli idoli per servire Dio vivo e vero” (cfr. 1Ts 1, 9b).


…È PREGATA

O Signore, Tu che conosci le attese di ciascuno di noi, fa’ nascere nel cuore di tutti gli uomini della terra un solo raggio della tua infinita carità e della tua bontà illimitata. Amen.


…MI IMPEGNA

Siate l’anima del mondo, se volete cambiarlo. Assimilati agli uomini di oggi nel cibo, nel vestito, nelle usanze, come lo fu l’uomo Gesù: ma portatori trasparenti della verità che Gesù ha predicato e realizzato.


Sussidio seconda domenica di Avvento Anno A per ragazzi
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