Saluto del sindaco di Veroli Giuseppe D’Onorio per la giornata sul giubileo della donna

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Veroli
19 settembre 2010


Eccellenza
rev.ma, oggi 19, settembre 2010, Lei come nostro pastore ci ha chiamati qui a
Veroli per celebrare il Giubileo della donna, nell’ambito delle celebrazioni
commemorative per gli ottocento anni dal ritrovamento del corpo di Santa Maria
Salome, compatrona della diocesi di Frosinone Veroli Ferentino.

Il
primo atto che sento di manifestare è di porgere a Lei, alle autorità presenti,
ai presbiteri della diocesi, ai suoi più stretti collaboratori, ai suoi ospiti
e a tutti i presenti presso questo centro polivalente, il mio saluto cordiale, quello
dell’amministrazione comunale e dell’intera città di Veroli, che ho l’onore di
rappresentare.

Il
secondo sentimento che vorrei esternare e rivolgere direttamente a Lei, eccellenza,
è la gratitudine per questa giornata sulla donna che ci ha voluto offrire. Un
incontro questo che, certamente, vuole testimoniare un riconoscimento, una
dichiarazione di stima, di apprezzamento nei confronti delle donne che nelle
varie epoche storiche, e ricoprendo ruoli diversi in vari ambiti, hanno
lasciato e continuano a lasciare il segno come ambasciatrici del senso più
profondo e dell’essenza stessa della vita.

Una
riflessione complessa quella che Lei ci propone, e che potrebbe farci cadere in
argomentazioni consunte. Ma nel breve tempo che Lei ha trascorso nella nostra
terra come pastore diocesano, abbiamo imparato a conoscerLa, e abbiamo compreso
ed apprezzato che ogni sua iniziativa non è fine a se stessa, ma è un continuo invito
rivolto a noi tutti, a riflettere, ad interrogarsi, a prendere coscienza del nostro
agire, sia come cristiani sia come responsabili della gestione pubblica, di
fronte ai grandi problemi che caratterizzano il nostro tempo. 

Eccellenza,
Lei certamente svilupperà tematica della donna portandoci indietro nel tempo
per riscoprire insieme il seme evangelico che Salome ha gettato quando,
accompagnata dai suoi compagni di viaggio Biagio e Demetrio, arrivò nella città
di Veroli e dove successivamente chiuse la sua esistenza terrena.

Ci soffermeremo
anche a ricordare quel 25 maggio del 1209 giorno in cui Tommaso rinvenne il
corpo della madre degli apostoli Giacomo e Giovanni e in onore di Lei la comunità
verolana innalzò quel monumento di fede e di arte che è la basilica a Lei
dedicata in questa città ernica.

Oggi
certamente faremo tutto ciò, ma come lei ci ha insegnato, andremo oltre,
cogliendo gli aspetti veri, salienti di quegli eventi che la nostra storia ci
ha consegnato.

A
nessuno sfugge la portata religiosa e storica del culto di Santa Maria Salome
nella nostra città e diocesi.

Mi
consenta, però, eccellenza di mettere in evidenza un aspetto di carattere
socio-culturale.

Nel
primo secolo dopo Cristo, in tempi non certo facili, già allora i verolani seppero
mostrare una grande apertura culturale nell’accogliere una donna, una donna straniera,
una donna sconosciuta, una donna ebrea, una donna diversa, una donna
"extra-comunitaria" (così oggi la chiameremmo). E la città lo fece,
in quei giorni a noi così lontani, senza chiudersi in sé, senza aver paura del
diverso, aprendo i propri orizzonti culturali e accogliendo, con Salome, il
messaggio evangelico e di pace che arrivava in questa terra.

È una
bella pagina di storia non solo agiografica, ma politica, sociale e principalmente
umana! 

Anche
i tempi dell’invenzione del corpo della Santa ci sollecitano delle brevi
considerazioni. Si era nel 1209, nel Medioevo, periodo che molti storici, superficialmente,
hanno definito dei "secoli bui" per l’umanità. Eppure una donna, una
straniera venne proclamata patrona della città e della diocesi.

Ci
viene spontaneo chiederci se erano quelli i secoli bui, quando c’era la cultura
dell’ospitalità, dell’accoglienza, dell’accettazione della diversità oppure se
siano ‘bui’ i nostri tempi che ci vedono ancora chiudere le porte agli
stranieri, a scacciarli con la forza, a deportarli da un luogo all’altro come
oggetti, evitando di confrontarci con culture diverse, quando ancora la dignità
di alcune persone viene calpestata, offesa, distrutta con raccapriccianti
sentenze di morte. E allora, quali sono i veri ‘anni bui?’

Su
quei valori che hanno accolto la presenza di S. Maria Salome tra noi e che la
nostra storia ci ha consegnato integralmente, la città di Veroli vuole ancora distinguersi
senza farsi irretire da logiche egoistiche e da chiusure culturali sulla
diversità di sesso, di razza, di religione.

Eccell.za,
su questa strada che da tempo Lei ci sta indicando, noi la seguiremo e la
seguiremo convintamente. 

Seguendo
così l’insegnamento della nostra patrona Salome, madre di questa civiltà, donna
della speranza e donna dall’esistenza non fine a se stessa.

Per gentile concessione di © http://www.comune.veroli.fr.it/veroli/

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