Una Chiesa viva, piena di volti giovani e di domande profonde. È questo il clima che si è respirato nella serata di venerdì 20 marzo nella chiesa parrocchiale di Laguccio di Alatri, dove numerosi ragazzi provenienti dalle diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino e Anagni-Alatri si sono ritrovati per un incontro quaresimale con il vescovo Santo Marcianò, incentrato sul tema della “rivoluzione dell’amore”, e organizzato dalle Pastorali giovanili e vocazionali delle due diocesi. 
L’incontro si è aperto con un momento intenso di preghiera: un’invocazione allo Spirito Santo affinché accompagni i giovani nel loro cammino, nei desideri e nelle scelte quotidiane. Da lì ha preso avvio una riflessione profonda e concreta su una parola tanto utilizzata quanto spesso svuotata: l’amore. Il Vescovo ha invitato i presenti a riscoprirne il significato autentico, mettendo in guardia da una cultura che rischia di banalizzarlo. 
«Dire “amore” vuol dire tutto», ha ricordato, sottolineando come questa parola non è un semplice sentimento, ma una realtà che coinvolge tutta la vita. E ancora: «L’amore non è un’idea astratta: è concreto, è fatica, è lavoro», richiamando i giovani alla responsabilità e alla verità delle relazioni. Al centro dell’annuncio, una certezza fondamentale: l’amore nasce da Dio. «Siamo nati da un “ti amo” di Dio» e, proprio per questo, «noi possiamo amare perché siamo amati». 
Parole che hanno toccato il cuore dei presenti, chiamati a riconoscere la propria dignità e il proprio valore a partire da questo amore originario. Non è mancato uno sguardo attento alle sfide del presente: dalle relazioni fragili alla difficoltà di riconoscere i veri maestri dell’amore, fino al rischio di ridurre il corpo e la sessualità a oggetto. In questo contesto, il Vescovo ha ribadito con forza che la sessualità è un dono di Dio, da vivere con responsabilità e rispetto, denunciando ciò che ne svuota il significato, come la pornografia, definita con parole incisive «il cimitero dell’intimità». 
Ampio spazio è stato dedicato anche al valore dell’amicizia, presentata come dono prezioso e luogo in cui si sperimenta concretamente l’amore di Dio, soprattutto nei momenti di difficoltà. Un invito chiaro è risuonato tra i giovani: non chiudersi nelle proprie fatiche, ma avere il coraggio di parlare e di chiedere aiuto. Infine, uno sguardo al futuro e alla vocazione all’amore: in un tempo segnato da relazioni spesso superficiali, è stato rilanciato il grande sogno di un amore fedele, capace di durare, come quello del matrimonio, sostenuto dalla presenza di Dio anche nelle tempeste. 
A conclusione dell’incontro, il Vescovo ha rinnovato ai giovani un invito deciso: essere protagonisti di questa rivoluzione dell’amore, un amore vero, sano, capace di donarsi. Un messaggio che si inserisce pienamente nel cammino quaresimale e che trova il suo compimento nella Pasqua ormai vicina: l’amore di Dio non è solo annunciato, ma donato fino in fondo, un amore che salva, che rialza e che apre alla vita nuova. 
La serata si è poi conclusa con un profondo momento di preghiera, grazie all’Adorazione Eucaristica molto partecipata, e con una cena condivisa e un momento di convivialità, segno concreto di quell’amore vissuto che, da parola, diventa esperienza.
di Andrea Pesillici
(foto tratte dai social della Pastorale giovanile Anagni-Alatri)
