Introduzione di S. Em. Rev. ma Card. Agostino Vallini
Fratelli e Sorelle,
ogni volta che celebriamo l’Eucarestia, noi celebriamo la vita, che Cristo risorto ci ha donato e che, dopo la nostra morte, sarà iena e definitiva nella beatitudine eterna in Dio.
Siamo qui convenuti per celebrare l’Eucarestia in suffragio dell’anima di Mons. Salvatore Boccaccio, e accompagnare nella fede il vostro amato pastore e nostro caro confratello nel servizio episcopale alla vita eterna.
Don Salvatore, come amava farsi chiamare,era nato a Roma il 18 giugno 1938 e dopo aver compiuto l’itinerario di formazione al sacerdozio nel Seminario Romano, fu ordinato sacerdote nel 1963. Come prete romano, per quasi venticinque anni ha esercitato generosamente il ministero presbiterale, prima come vice-parroco in diverse parrocchie e come insegnante di religione e poi dal 1983 come parroco della parrocchia di S. Brigida e successivamente della grande parrocchia di S. Luca al Prenestino. Eletto vescovo Ausiliare di Roma, fu consacrato il 7 dicembre 1987 nella Basilica di San Giovanni in Laterano e nel 1992 fu nominato Vescovo Coadiutore e poi Vescovo diocesano della Chiesa di Sabina-Poggio Mirteto dal Servo di Dio Giovanni Paolo II, che il 9 luglio 1999 lo volle vostro Vescovo di questa Chiesa di Frosinone-Veroli-Ferentino.
Il compianto Presule, fin da giovane sacerdote, ha coltivato due grandi amori: la comunione presbiterale espressa nell’amicizia e nella fraternità tra i sacerdoti, quale sostegno vicendevole e segno credibile del ministero, aiutato in questo anche dal suo carattere aperto e cordiale, sempre amabile con tutti; ed una profonda e tenera devozione alla Madonna, venerata soprattutto sotto il titolo di Madonna della Fiducia.
Fedele al suo motto episcopale: "In manus tua – nelle tue mani", Mons. Boccaccio si è speso senza riserve, compromettendo la sua stessa salute. Egli era profondamente convinto che chi si affida totalmente a Dio, anche nelle prove più dolorose, riceve l’aiuto necessario per seguire Cristo lungo la via della croce e poi della gloria.
Visitandolo in ospedale qualche tempo fa, mi confidò di essere sereno e abbandonato alla volontà di Dio, nella quale voleva giungere alla santità. Per questo scelse fin da giovane di appartenere al movimen-to "Pro sanctitate", come membro dell’Istituto secolare degli "Apostolici Sodales", fondato da Mons. Giaquinta.
In questa Cattedrale, dove Egli ha celebrato tante volte l’Eucaristia, oggi lo accompagniamo con la nostra preghiera all’incontro definitivo con il Signore, perché Gesù Sommo ed Eterno Sacerdote lo introduca nel possesso della vita eterna, promessa ai suoi servi buoni e fedeli.
Per lui ora celebriamo i divini misteri, chiedendo anzitutto al Signore perdono per i nostri peccati.
Cattedrale di Frosinone, 21 ottobre 2008
