SINTESI DELLE RELAZIONI DEGLI ORGANISMI ECCLESIALI 1999-2005


SINTESI DELLE
RELAZIONI DEGLI ORGANISMI ECCLESIALI


CIRCA LA VERIFICA DEL
CAMMINO PASTORALE ( 1999/2005 )


DELLA DIOCESI DI
FROSINONE-VEROLI-FERENTINO.


 

Nota introduttiva di
metodo.

 

         Le relazioni dei
vari organismi ecclesiali della Diocesi ( CPD, CPV, CPP, CISM, CONSULTA
DELLE AGGREGAZIONI LAICALI ) suggeriscono un metodo di lavoro particolare
per non tralasciare o sottovalutare nessuna delle osservazioni emerse.

         Perciò ho inteso
raggrupparle in quattro punti:

1)           
Aspetti
positivi del cammino pastorale.

2)           
Aspetti da
migliorare.

3)           
La
Formazione.

4)           
Le
prospettive.

 

         E' chiaro che la
sintesi riguarda i quattro ambiti della pastorale diocesana
(Evangelizzazione, Santificazione e Liturgia, Testimonianza della Carità,
Pastorale familiare).

 

 

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1)           

ASPETTI POSITIVI

 

         Nell'impostazione
pastorale della Diocesi "c'è stato un cambiamento epocale" (sic!) dovuto
alla:

·               
Considerazione della Chiesa come Comunità.

·               
Pratica
costante della " Lectio Divina" sulla Parola di Dio e sui Documenti Eccl.

·               
Formazione
permanente dei sacerdoti, dei laici e dei consacrati in stato di
conversione.

·               
Riscoperta e
valorizzazione del laicato.

·               
Presenza
continua ed incisiva del Vescovo.

 

         Essendo presenti
in tutte le relazioni, con variegati toni e sfumature tali considerazioni,
il cammino pastorale degli ultimi 5 anni si può ritenere,
complessivamente, positivo anche se ancora lungo ed arduo.


 

2)     
ASPETTI DA MIGLIORARE.


 

         Emerge chiara e
nitida la necessità di un maggiore coordinamento e di una
fattiva collaborazione ( nelle fasi di analisi,
programmazione, attuazione e verifica) ad ogni livello.

·               
A livello
parrocchiale: tra gruppi della stessa parrocchia e tra parrocchie della
stessa città per arrivare al coinvolgimento delle parrocchie della stessa
Vicaria.

·               
A livello
diocesano: per evitare la frammentazione la dispersione e la
sovrapposizione di iniziative (calendario!).

 

         Riporto un brano
di una relazione

         " A volte mi
sembra che molti lavorino bene, ma ognuno per sé: i vari centri pensano e
portano avanti le loro iniziative quasi la pastorale
diocesana fosse fatta da compartimenti stagni; ogni responsabile dei vari
uffici sembra che debba far vedere che sta facendo qualcosa e quindi
spesso c'è una sovrapposizione di iniziative, di corsi; ognuno cerca di
crearsi una rete di collaboratori, ma spesso capita che le persone che
danno la propria disponibilità e si lasciano coinvolgere sono le stesse
che si trovano in altri ambiti … a livello della parrocchia avviene un po'
la stessa cosa …"

 

         Meno male che si
dice "a volte mi sembra".

 

         Certamente una
metodologia più organica ed unitaria eviterebbe maggiore dispendio e
produrrebbe maggiori risultati. Il metodo, però, si perfeziona strada
facendo purchè ci sia umiltà e volontà di migliorare. Come anche una
pastorale  parrocchiale incisiva e non dispersiva esige la presenza
operativa di un Consiglio Pastorale (in  molte parrocchie manca!).

 

3)           
La
Formazione.

 

         Costituisce il
substrato di qualsiasi pastorale e risulta indispensabile per essere
credibili.

         Si è trattato di
un atto coraggioso ed ormai ineludibile aver iniziato il cammino di
formazione permanente a carattere sistematico e ciò è altamente positivo.

         Però, alla luce
dell'esperienza, è necessario aggiustare il tiro.

         Un brano di una
relazione dice:

         "Bene il primo
anno, meno bene il secondo con poca presenza e soprattutto con le stesse
persone che frequentano i corsi. Alla fine il coinvolgimento è solo delle
persone del "giro" della Parrocchia".

         Si tratta di una
fotografia realistica, ma credo circoscritta e forse un po' pessimistica,
perché dalle altre relazioni risulta che la partecipazione sia stata
discreta e stabilizzata. E' piuttosto la formazione degli adulti a livello
parrocchiale, ad eccezione di qualche realtà, che non ha trovato onorevole
accoglienza in molte parrocchie.

 

 

FORMZIONE PASTORALE
FAMILIARE.

 

         Sistematicamente
ha iniziato il suo cammino da due anni. Si riscontra difficoltà a
coinvolgere altre coppie di giovani sposi, come animatori.

 

FORMAZIONE DEI
GIOVANI.

 

         Solamente due
relazioni parlano esplicitamente dei giovani minacciati dal relativismo,
dalla secolarizzazione. In una si fa notare che " i giovani, che
frequentano la Chiesa, sono sempre meno".

 

4)           
LE
PROSPETTIVE.

 

         Il cammino
pastorale diocesano è ancora lungo ed arduo.

         La NUOVA
EVANGELIZZAZIONE dovrà essere incentrata sull'esperienza di Gesù Cristo
Salvatore. L'annuncio solo orale e la catechesi solo verbale includono il
grosso rischio della separazione con gli altri aspetti della pastorale.

         Quello che conta,
e ciò viene affermato da tutte le relazioni, è
fare  esperienza singolarmente e comunitariamente di Cristo che
evangelizza, che prega e che serve.

 


        
La prospettiva,
quindi, che s'impone è:  RIPARTIRE DA CRISTO.

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