Preghiera Ecumenica per la Pace nel XXV Anniversario dell’Incontro Ecumenico ed Interreligioso ad Assisi

VATICANO-ASSISI SPIRITO

In occasione del XXV dell’incontro Ecumenico ed Interreligioso di Assisi e in comunione con la visita del Santo Padre sempre ad Assisi in occasione dell’anniversario,
si svolgerà, venerdì prossimo, 25 ottobre, presso la Chiesa di S. Paolo Apostolo a Frosinone, alle ore 20:45,
la Preghiera Ecumenica presieduta da S. Ecc. za Mons. Ambrogio Spreafico Vescovo della Diocesi.

A seguire, in piazza, un incontro di Pace con la Comunità Islamica di Frosinone.

Di seguito il PDF della locandina
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Anche a Frosinone soffia lo «Spirito di Assisi»

Incontro di preghiera a 25 anni dall’incontro voluto da Giovanni Paolo II

  «Mi recherò pellegrino nella città di San Francesco, invitando ad unirsi a questo cammino i fratelli cristiani delle diverse confessioni, gli esponenti delle tradizioni religiose del mondo e, idealmente, tutti gli uomini di buona volontà, allo scopo di fare memoria di quel gesto storico voluto dal mio Predecessore e di rinnovare solennemente l’impegno dei credenti di ogni religione di vivere la propria fede religiosa come servizio per la causa della pace». Con queste parole il 1° gennaio 2011, Benedetto XVI ha annunciato il pellegrinaggio ad Assisi per il 25° anniversario della Giornata Mondiale di Preghiera per la Pace, promossa da Giovanni Paolo II nell’ottobre del 1986.

Sono passati venticinque anni dal quella ventosa e piovosa giornata di Assisi che però si concluse con un arcobaleno che attraversava il cielo sopra la città del Poverello. Lì il beato Giovanni Paolo II convocò idealmente tutte le religioni che si riunirono per pregare per la pace, senza confusione e commistione. Infatti ognuno poté pregare in un proprio luogo in accordo con il suo credo e la sua fede. Non si pregò “insieme”, ma gli uni accanto agli altri, per radunarsi poi alla fine delle diverse preghiere sul piazzale sottostante la basilica di San Francesco e formare quella indimenticabile icona fatta di uomini vestiti di tanti colori che rappresentavano tutte le religioni e in ultima analisi l’umanità intera.

Questo evento, nuovo e originale, frutto di una intuizione spirituale di Giovanni Paolo II, ha però radici chiare nel Concilio Vaticano II e in particolare nella Nostra Aetate. Non che nei testi conciliari ci fossero indicazioni concrete per immaginare quanto è avvenuto ad Assisi. Ma senza il Concilio non sarebbe stato neppure immaginabile quanto è avvenuto quel giorno nella città di San Francesco. Si può dire che nella pagine conciliari vi era come deposto il «sogno» di Dio sul mondo, presente sin dalla creazione: ossia l’unità della famiglia umana. E la Chiesa ne è il sacramento.

   L’eco che ebbe quella giornata mostrò la forza spirituale che ne sarebbe potuta scaturire. Mai prima di allora cristiani, ebrei, musulmani e leader di tutte le religioni si erano riuniti per invocare la pace, mostrando così plasticamente come essa è nel cuore di ogni religione e prezioso «seme del Verbo», come bene è enunciato nella Nostra Aetate.

In questi 25 anni molto è cambiato nel mondo. Non dimentichiamo che quella preghiera si svolgeva in un mondo diviso in due blocchi contrapposti, e la minaccia di una guerra nucleare aleggiava sul mondo.

Tanti hanno lavorato per portare avanti quello che verrà poi chiamato «Lo spirito di Assisi», cioè l’arte dell’incontro e del dialogo con l’altro, nella certezza che nel cuore di ognuno è celato un anelito alla pace.

Le Giornate di Preghiera per la Pace che per venticinque anni si sono svolte ogni anno in una città diversa del mondo, promosse dalla Comunità di Sant’Egidio, sono in particolare da menzionare tra quelle che in modo più significativo hanno raccolto l’eredità dello Spirito di Assisi, portandolo in un ideale pellegrinaggio di pace in tanti paesi del mondo. Giovanni Paolo II e Benedetto XVI le hanno seguite sempre da vicino, inviando ogni volta un loro messaggio.

Non è folclore il ritrovarsi gli uni accanto gli altri, uomini diversi, di religioni diverse, per pregare, per dialogare. Non si sottovaluti, ha scritto più volte papa Wojtyla, la forza di una preghiera che è invocazione di pace e che si eleva a Dio dalla bocca di tutti i suoi figli. Quanto questa preghiera ha protetto il mondo dalle guerre in questi anni? Quanto lo ha volto a sentimenti di pace? Se sono queste domande a cui è difficile dare risposta, certo è invece ben valutabile la condanna della «guerra di religione» predicata da alcuni e esecrata da parte di tutti i grandi leader religiosi, in particolare dopo l’11 settembre.

A 25 anni di quello storico giorno, Benedetto XVI sarà nuovamente ad Assisi al fianco di tanti uomini di religione. Tra gli invitati c’è anche il nostro vescovo Mons. Spreafico, che già fu presente nel 1986, e che ha voluto proporre anche alla nostra Diocesi un gesto simile, proprio in questa circostanza.

Per questo il 28 ottobre nella chiesa di San Paolo Apostolo ai Cavoni si terrà una preghiera ecumenica, partecipata dalla diverse denominazioni cristiane presenti in Diocesi: Ortodossi e Protestanti. Ma non a caso è stato scelto come giorno di questa preghiera per la pace un venerdì.

Infatti la comunità Islamica di Frosinone che si riunisce il venerdì in preghiera nella piccola moschea della città, al termine del rito si recherà guidata dal suo Iman al quartiere Cavoni, dove verrà accolta dalla nostra Caritas Diocesana e al termine della preghiera dei cristiani si incontrerà in piazza con il vescovo Spreafico e con i fedeli presenti per un gesto di amicizia e di pace.

Oggi, come in quel lontano 1986 c’è bisogno che i credenti invochino la pace e si uniscano insieme agli uomini di buona volontà per un futuro di pace e convivenza in un tempo ancora segnato dalla guerra e da una violenza diffusa anche nel nostro paese. Per questo siamo contenti che anche a Frosinone soffi lo Spirito di Assisi.

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