
Cari amici, è bello essere qui insieme.
Siamo in tanti, molti di più di quella sera nel Cenacolo a Gerusalemme quando lo Spirito Santo scese sugli apostoli nel giorno di Pentecoste. Ringrazio tutti coloro che hanno reso possibile un’altra volta questa bella celebrazione, direi questa festa insieme dove alcuni di voi, giovani e adulti, riceveranno il saramento della Cresima.
Ringrazio i vostri parroci, i catechisti, le vostre famiglie, i padrini e le madrine, per essere insieme a voi, per aver voluto e accolto questo momento di festa. Ringrazio tutti coloro che hanno reso bello luogo dove siamo, che ci vede raccolti attorno a questo altare che rappresenta la ricchezza della diversità unita dallo Spirito Santo.
Abbiamo bisogno di trovarci insieme, di momenti di ascolto e di festa.
Quanto è diventato difficile ascoltarci!
Il mondo è come Babele Vedete, nella vita spesso ci si divide, ognuno va per conto suo, si fa fatica ad ascoltarsi, a capirsi, ad aiutarsi, come abbiamo ascoltato nella prima lettura, che ci ha parlato della torre di Babele, la citta della confusione e della rivalità, causate dalla prepotenza e dall’orgoglio umano.
Non è anche il nostro mondo un po’ come Babele?
Persino la rete, che dovrebbe avvicinarci, a volte ci allontana, crea solitudine.
Con un clic ti fai nemico uno che prima era amico, e così lo elimini. A volte su facebook o su whatsapp scrivi contro qualcuno o lo giudichi con frasi offensive, senza pensare alle conseguenze delle tue parole.
Magari non lo fai con cattiveria, ma ti unisci al giudizio di altri. Si creano inimicizie che poi non è facile cambiare.
E’ Babele, la città della confusione, dove non ci si capisce più, dove ognuno parla la sua lingua e non capisce quella degli altri, perché ognuno parla di se stesso, afferma le sue idee, esprime le sue sensazioni, i suoi piccoli drammi, ma non si sforza di capire le parole e i problemi degli altri.
I nostri sembrano sempre più grandi! Il dono e la forza dello Spirito Oggi Gesù viene in mezzo a noi. Ci vuole offrire un’occasione preziosa, inaspettata. A voi che ricevete la cresima, ed insieme anche a noi in questa Veglia di Pentecoste, viene donato lo Spirito Santo, la forza dell’amore di Dio.
Ci si potrebbe chiedere: abbiamo proprio bisogno di questa forza? Il mondo ha proprio bisogno dello Spirito Santo? Pensiamo alle nostre giornate. Quante volte ci sentiamo fragili, tristi, insoddisfatti. Ci sembra a volte che ci manchi qualcosa. Magari siamo tristi perché non ci sentiamo amati a sufficienza o perché siamo preoccupati per i nostri problemi o per il nostro futuro, a volte forse per cose meno importanti, un esame, una brutta figura, il giudizio degli altri. L’insoddisfazione crea tante solitudini ed anche molte inimicizie. Pensiamo anche al mondo. Quante ingiustizie, quante guerre che causano distruzione e povertà, lasciano tanta gente senza più nulla, come in Siria, dove circa 10 milioni di persone hanno dovuto lasciare le loro case. Dalla scorsa settimana abbiamo accolto una famiglia di cristiani provenienti dalla Siria grazie all’iniziativa dei “Corridoi umanitari”. Siamo contenti di questo gesto di amicizia reso possibile per la solidarietà di studenti e insegnanti del liceo Severi e della caritas diocesana. La lingua dello Spirito Oggi forse capiamo meglio perché abbiamo bisogno dello Spirito Santo, quel vento dell’amore di Dio, che scuote le coscienze, i cuori, le menti, perché usciamo da noi stessi, dagli egoismi di ognuno, dal piccolo mondo che ci costruiamo per conto nostro, senza confrontarci con nessuno, senza metterci in discussione.

Lo Spirito di Dio faccia crollare i muri che si costruiscono contro i poveri e i profughi, i muri che dividono nelle guerre. Sgretoli anche i muri delle nostre paure che fanno chiudere in se stessi e impediscono l’incontro, l’ascolto, l’amore reciproco.
A Gerusalemme nel giorno di Pentecoste gli apostoli stavano chiusi nel cenacolo pieni di paura. Venne lo Spirito Santo, si posò su di loro e non ebbero più paura. Uscirono e cominciarono a parlare un’unica lingua: quella del Vangelo, quella di Gesù, della sua amicizia per tutti, la lingua della misericordia di Dio. Questa è la Pentecoste, cari amici. Lo Spirito Santo ci insegna la bella lingua dell’amicizia, dell’incontro, del perdono. Tutti possono capire questa lingua perché tutti ne hanno bisogno. Vorrei chiedere a voi che ricevete la cresima, ma anche a tutti coloro che vi accompagnano: imparate l’alfabeto di questa lingua.
Qualcuno potrebbe dire: già faccio fatica a imparare le lingue straniere a scuola, mo’ pure questa! Ma questa lingua è facile: basta innanzitutto non dimenticare che oggi ti viene regalata gratuitamente.

Basta che ascolti il Vangelo, Gesù che ti parla, e la imparerai. L’unico testo e anche l’unico dizionario è il Vangelo. Ascoltalo la Domenica durante la Messa, leggilo, e imparerai la sua lingua. Fai del bene, aiuta chi ha bisogno, va a trovare un anziano, diventa amico di un povero e la imparerai. Sii rispettoso degli altri e dell’ambiente in cui vivi, aiuta i tuoi familiari, riconciliati con chi ti ha offeso, usa sempre misericordia e la imparerai. Questa è la Pentecoste, questa è la lingua della Pentecoste, è la forza della Pentecoste che viene donata a ognuno di noi. La forza dei cristiani, cari amici, non è infatti nel denaro, nel successo, nel potere, come ci vorrebbe far credere il mondo. La lingua della Pentecoste vuole essere la nostra forza e anche la nostra gioia. Essa è infatti la “gioia del Vangelo”, come ci ha detto papa Francesco.
E noi non vogliamo tirarci indietro, ma insieme diciamo: voglio imparare questa lingua!
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Qui una fotogallery più ampia del Solenne e gioioso evento.
Fotogallery Solennità di Pentecoste 2016
