Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani Preghiera ecumenica 25 gennaio 2013

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   Care sorelle e cari fratelli, è sempre un grande momento di gioia essere insieme in questa settimana di preghiera per l’unità dei cristiani tra donne e uomini di diverse Chiese e comunità cristiane. Ringrazio per la loro presenza P. Ciprian della Chiesa ortodossa romena, i pastori Lino Gabbiano della comunità Battista di Sant’Angelo in Villa e Hiltrud Stahlberger della comunità valdese di Ferentino e Colleferro. Davanti al Signore Gesù, che ci parla e che ci ha preceduto pregando lui per primo per l’unità dei suoi discepoli, noi innanzitutto confessiamo il peccato della divisione che ha segnato e continua a segnare la storia dei cristiani. Sì, la divisione ancora ci appartiene e ci rende talvolta lontani non solo nella fede, ma soprattutto nell’amore e nella costruzione di un mondo più umano, più giusto e pacifico.

La divisione tocca la vita di ogni giorno

   Ma la divisione non riguarda solo le diverse confessioni cristiane, essa tocca la vita di ogni giorno. Lo spirito di divisione, il “diavolo”, che è esattamente l’opposto di quanto Dio vuole per il mondo, si è insinuato nella storia, spesso anche nelle nostre stesse comunità, allontanandoci gli uni dagli altri, ergendo ognuno a maestro e giudice malevolo, lasciando crescere sentimenti di inimicizia, rancori e rivalità, suscitando litigi e rabbie. Cari fratelli, le divisioni sono nel nostro cuore. Siamo spesso anche noi attori della divisione, dell’insensibilità, dell’incomprensione! Oggi siamo chiamati a rispondere alla preghiera di Gesù perché possiamo essere una sola cosa. Siamo chiamati a rispondere nella nostra vita, ogni giorno. Ma come? 

Protagonisti di unità

   Rinunciamo alla prepotente dittatura del nostro io, al calcolo, all’insensibilità… Rinunciamo all’ignoranza dell’altro: a vivere senza amore. Dobbiamo tutti convertirci all’amore, spogliandoci di questo mondo vecchio e consolidato dentro di noi, di questa corazza che allontana e ferisce. Dobbiamo tutti convertirci con una preghiera forte a Gesù, Signore nostro, che ci ha amati e ci apre la via dell’amore. Si legge nella prima lettera di Giovanni:
“Chiunque riconosce che Gesù è Figlio di Dio, Dio dimora in lui ed egli in Dio. Noi abbiamo riconosciuto e creduto all’amore che Dio ha per noi. Dio è amore; chi sta nell’amore dimora in Dio e Dio dimora in lui.” (1 Gv 4, 15-16) Noi che lo riconosciamo nello spezzare il pane, perché non ci riconosciamo fratelli intorno al suo altare e nella vita di ogni giorno?

   Siamo chiamati tutti a risanare le grandi fratture del mondo, della vita quotidiana, dei nostri ambienti: quelle che dividono simpatici e antipatici, ricchi e poveri, colti e ignoranti, uomini da donne, etnia da etnia, gruppo da gruppo, il mio dal loro, i miei dai suoi, cristiani da cristiani, cristiani da ebrei, cristiani da musulmani… La via su cui camminiamo è piena di queste fratture. La nostra casa ha queste fratture. Il nostro luogo di lavoro e di studio ha queste fratture. Siamo chiamati a risanarle con l’amore. Non facciamo la guerra a nessuno con le nostre armi, in questo tempo di guerra per il mondo.

   In questo mondo difficile, vinciamo il male con il bene: con il bene dell’amore, con il bene della preghiera, con il bene della speranza, quella speranza nel Signore Gesù che sempre ci ascolta, che verrà presto e che ci donerà pace. Siamo una cosa sola nell’amore: facciamo l’un l’altro un patto ’amore. Diversi nelle storie, nelle spiritualità, nelle abitudini, nell’aspetto… Siamo una sola cosa nell’amore tra noi credenti. Siamo una cosa sola tra cristiani e l’odio e la guerra saranno vinti dall’amore.

La Domenica giorno dell’unità

   Cari fratelli e sorelle, lasciamoci convertire all’amore dalla parola di Dio e dalla preghiera, per essere trasformati in uomini e donne che costruiscono unità dove vi è divisione, comunione dove ci sono liti e dissidi, amicizia dove vi è disprezzo, rivalità, contrasto, prepotenza. Oggi il Signore Gesù viene in mezzo a noi, mentre come i due di Emmaus camminiamo forse delusi e tristi per fatti nostri, con l’idea che tanto niente potrà cambiare. Gesù ci ascolta e ci parla, poi si siede a mensa con noi e ci fa partecipi del suo pane di vita eterna. Lì, nel suo Giorno, nella Domenica, noi ritroviamo il pane che ci sazia e quell’unità che a fatica riusciamo a conservare nella vita di ogni giorno. Comunichiamo agli altri la gioia di questo incontro e la forza che ci viene dal Signore, perché lui solo ha parole di vita eterna. Amiamoci l’un l’altro, come Lui ha amato noi.

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