
Natale del Signore – Messa del giorno: Is 52,7-10; Eb 1,1-6; Gv 1,1-18
Care sorelle e cari fratelli, sono davvero lieto di vivere questo Natale con voi. Si manifesta oggi in maniera chiara il mistero dell’amore di Dio, che non ha esitato a inviare Gesù, il figlio, a condividere la nostra condizione umana. "La Parola – il Verbo – si è fatta carne ed è venuta ad abitare in mezzo a noi". Sì, sorelle e fratelli, quella parola che ascoltiamo ogni volta che apriamo la Bibbia o la sentiamo proclamare nella liturgia eucaristica, è venuta in mezzo a noi, ha voluto essere uno di noi come per raggiungerci da vicino, per mostrarci che Dio è in mezzo a noi, che il suo amore è grande e noi, sue creature, non dobbiamo avere paura. Dio per mezzo del Figlio vuole innalzare l’umanità, vuole che diventiamo come il Figlio, ripieni del suo amore e della sua umanità piena di compassione. Oggi la Parola di Dio, come l’angelo apparso ai pastori o la stella che ha guidato i magi da lontano, si fa più vicina. É la sentinella del mattino, di cui ci ha parlato il profeta Isaia, che ci sveglia e ci avverte che il Signore sta per venire. Rallegratevi ed esultate insieme.
Non abbiate paura in questo mondo difficile: il Signore è venuto in mezzo a noi. Ascoltate l’annuncio del Natale, che viene ad illuminare il buio del nostro cuore. In questi giorni tante sono le luci che si sono accese, per le strade, nella case, nei negozi. Tuttavia lo sappiamo, sorelle e fratelli, quelle luci non bastano, se il cuore è nel buio. Il buio è l’incertezza, l’insicurezza del futuro, la paura, l’egoismo che fa chiudere in se stessi, lo spirito di inimicizia che divide, il facile giudizio che allontana, l’abitudine al litigio e al poco rispetto degli altri e della vita. Il buio è anche la guerra, sono la fame e la miseria che imprigionano tanti popoli, sono i bambini che muoiono per le malattie e per lo sfruttamento. Pensate che 10 milioni di bambini (il 13% del totale dei nati) sotto i 5 anni muoiono ogni anno per malattie evitabili e per malnutrizione, e che nel mondo ci sono 300.000 bambini soldato e si stimano 250 milioni di bambini lavoratori, spesso in stato di schiavitù vera e propria. Sì, la vita e il mondo sono spesso dominati dal buio. E non si sa vedere oltre se stessi; gli altri appaiono sfocati, i poveri dimenticati. Nel buio si cammina a tentoni, ci si aggrappa alle cose che capitano, ci si illude di aver trovato qualcosa di solido. Abbiamo ascoltato nel Vangelo di Giovanni: "Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui, eppure il mondo non lo ha riconosciuto. Venne fra i suoi e i suoi non l’hanno accolto". Il bambino di Natale è la luce, sorelle e fratelli. È lui, la Parola del Padre, che viene in mezzo a noi perché noi la ascoltiamo. Ma come a Betlemme si è troppo indaffarati, presi da se stessi, e quella luce non viene accolta neppure dai suoi, da coloro che avrebbero dovuto riconoscerla. L’ingiustizia del mondo, la mancanza di pietà e di amore, l’assenza di pace, il disinteresse per i poveri, l’avidità del guadagno, l’arroganza di chi ricerca solo il proprio interesse sono tanti modi per oscurare la luce di Betlemme.
Eppure oggi, nonostante i nostri limiti, forse nell’indifferenza di tante Betlemmi, Dio manda il suo Figlio in mezzo a noi, si abbassa fino a noi solo per l’amore che nutre per gli uomini. Non vuole lasciare l’umanità nel buio dell’amore per se stessi. Il miracolo del Natale è davvero sorprendente: "A quanti però l’hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio, a quelli che credono nel suo nome, i quali non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati". Nel Natale Dio ci dà il potere di diventare suoi figli, parte della sua famiglia, di cui Gesù è il primogenito. Noi qui siamo la sua famiglia. Ecco il miracolo del Natale: noi possiamo rinascere, cambiare interiormente, essere generati di nuovo. Basta accogliere il dono che ci viene fatto oggi, accogliere Gesù nella nostra vita come fece Maria, cominciando ad ascoltare la sua parola e non noi stessi. Se lo ascoltiamo, possiamo diventare la famiglia di Dio, nella quale, pur nella nostra diversità, siamo stati generati da Dio stesso per essere una comunione di uomini e donne, non estranei, non divisi, non contrapposti, non nemici, come purtroppo avviene nella vita di ogni giorno. Il Natale ci fa rinascere perché ognuno acanto al Signore bambino scopre la sua debolezza, ma non ne ha più paura e non la nasconde, abbandona l’orgoglio e si ritrova con Maria e Giuseppe, con i poveri pastori e i ricchi magi, e con loro si inchina davanti a Gesù, lodando e ringraziando il Signore.
Care sorelle e cari fratelli, abbiamo bisogno di rinascere nello spirito, perché siamo in un mondo dominato dalla carne, dal materialismo, dal denaro, dalla smania di avere, che toglie anima alla vita e amore alle nostre giornate, separa dagli altri e rende tristi e litigiosi. Con umiltà ci inchiniamo davanti al Signore e contempliamo la sua gloria, cioè la bellezza di Dio che si fa uomo, così vicino a tutti noi, a cominciare dai più piccoli e deboli. Il Natale libera dalla tristezza che caratterizza spesso la vita di ogni giorno e ci fa gustare quella gioia profonda di chi scopre la grazia di Dio che è venuto ad abitare in mezzo a noi. Ascoltiamo la voce del Vangelo di Natale! Non abbiamo paura di aprire il cuore! Oggi il Signore ci vuole condurre per mano verso Betlemme, perchè ci uniamo al canto di gioia degli angeli: "Gloria a Dio nel più alto dei cieli, e sulla terra pace agli uomini che egli ama". C’è bisogno di pace. Tanti conflitti segnano ancora molte terre del pianeta, come quello interminabile proprio nella terra di Gesù. Troppi uomini muoiono ancora per la violenza. Ma talvolta anche la vita delle nostre città è caratterizzata da sottili conflitti e inimicizie e i cuori sono dominati da rancori e divisioni. Lasciamoci allargare il cuore dal canto degli angeli per vivere nella misericordia, nella pace e nell’amore. Cominciamo da noi stessi a rinnovarci nel cuore e non pensiamo sempre che tocca innanzitutto agli altri cambiare. Il Signore Gesù viene oggi in mezzo a noi come un bambino per indicarci il segreto della vita, quella di ogni giorno e poi quella eterna: diventare bambini, piccoli, umili, perché solo chi si umilia sarà esaltato e vivrà nella gioia e nella pace, mentre chi esalta sarà umiliato e vivrà nella tristezza. Grazie Signore per il dono del Natale, giorno di gioia e di pace per noi e per il mondo intero! Care sorelle e cari fratelli, questo è il mio augurio: che possiate vivere la gioia e la pace del Natale ogni giorno, non cedendo all’egoismo e alle divisioni. Portate questo augurio alle vostre famiglie, soprattutto ai bambini, agli anziani e ai malati. E insieme accogliamo con gioia Gesù come un dono prezioso per la nostra vita.
Amen.
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