
Care sorelle e cari fratelli,
“come è bello e come dà gioia che i fratelli stiano insieme”, recita il Salmo. Sì, è bello oggi ritrovarci insieme in questa festa della Presentazione di Gesù al tempio, giornata della vita Consacrata, per celebrare con voi, consacrate e consacrati, il Giubileo della Misericordia.
Abbiamo acceso le nostre luci e siamo passati sotto la porta santa della Misericordia della nostra Cattedrale. Siete diversi per storia, per carisma, per il vostro servizio nella Chiesa al mondo, ma non siete isole.
Siete parte di uno stesso popolo, il popolo santo di Dio che vive in questa terra. E qui voi siete chiamati a dare la vostra testimonianza evangelica, siete chiamati ad essere luce per gli altri, per chi non conosce la luce di Dio perché avvolto dal buio dell’egoismo, del benessere o delle difficoltà. Quanto buio nel mondo! Donne e uomini in guerra, altri che muoiono per la miseria e per cercare un futuro migliore, come i 3200 profughi morti nel Mediterraneo lo scorso anno tra cui 700 bambini (e nel solo mese di quest’anno sono già 244 i morti). Ma il buio è a volte anche dentro di noi e nelle nostre comunità, quando ci chiudiamo con paura e rassegnazione dentro noi stessi, ignari del mondo e della sofferenza di tanti, angosciati per la diminuzione delle vocazioni ma con poche domande sul come rendere la nostra testimonianza più profetica ed evangelica.
Papa Francesco ha detto a 120 superiori religiosi il 29 novembre 2013: “Il carisma della profezia è quella di essere lievito: la profezia annuncia lo spirito del Vangelo. …. Il carisma non è una bottiglia di acqua distillata. Bisogna viverlo con energia, rileggendolo anche culturalmente. Ma così c’è il rischio di sbagliare, direte, di commettere errori. E’ rischioso. Certo, certo: faremo sempre degli errori, non ci sono dubbi. Ma questo non deve frenarci, perché c’è il rischio di fare errori maggiori. Infatti dobbiamo sempre chiedere perdono e guardare con molta vergogna agli insuccessi apostolici che sono stati causati dalla mancanza di coraggio”. Il rischio della vita consacrata è difendere quello che si ha, chiudersi nel “si è sempre fatto così”, nel dire che questo o quell’altro è la “nostra tradizione”. Ma, cari amici, la tradizione si rinnova ascoltando il Vangelo nella storia delle donne e degli uomini del nostro tempo, non nella ripetizione stanca e impaurita delle nostre abitudini. “La Chiesa cresce per attrazione”, ha scritto papa Francesco. Anche la vostra vita crescerà per attrazione e non perché vi accontentate di ripetere voi stessi. Voi avete molto da dare, perché molto avete ricevuto. E noi tutti abbiamo bisogno della vostra testimonianza.
Vorrei dirvi: vivete il carisma riscoprendo la forza e la luce della misericordia. Ci chiediamo allora: siamo consapevoli della Misericordia che continuamente riceviamo dal Signore? Rileggiamo la nostra vita personale e comune alla luce della misericordia, per vincere quella rassegnazione e quella tristezza con le quali alle volte ci guardiamo. Il Salmo 136, salmo della misericordia divina nella creazione e nella storia, insieme alla parabola del Padre Misericordioso, vi aiuti in questa nuova comprensione di voi stessi. Come Simeone e Anna nella vecchiaia non si lasciarono imprigionare dalla rassegnazione, ma nella preghiera seppero vivere l’attesa dell’incontro con Gesù, così siate voi: donne e uomini di preghiera, donne e uomini dell’attesa, portatori della luce della misericordia di Dio. E poi: riversiamo misericordia nella vita degli altri. Molti di voi si dedicano all’educazione dei piccoli e dei ragazzi. Altri sono impegnati nella vita parrocchiale. Si uniscono oggi a noi nella preghiera anche i tre monasteri di clausura della nostra Diocesi. Guardate gli altri con misericordia. Tutti hanno bisogno della misericordia, che si vive nell’incontro, nella pazienza dell’ascolto e della comprensione degli altri, nel contrastare le inutili chiacchiere, nel superamento delle incomprensioni e dei litigi, nel perdono e nell’attenzione al dolore e alla fragilità della vita di tanti, soprattutto dei poveri.
Cari amici, siete una risorsa preziosa in questa terra avvelenata dall’egoismo e dagli interessi personali. Siate luce di misericordia. Siate donne e uomini buoni, generosi nel dare, amici di chi soffre, fratelli e sorelle tra voi. Aiutate gli altri a vivere nello spirito di questo anno santo a cominciare dalla pratica delle opere di misericordia, che vi chiedo di vivere scegliendone una ogni mese e chiedendo a chi incontrate di viverla con voi. Il Signore che oggi vi ha accolto in questo luogo segno di unità del suo popolo, vi sostenga nelle fatiche della vita, vi aiuti nella vecchiaia, vi renda profeti di misericordia per tutti, perché la vostra presenza arricchisca coloro che vi incontrano ed essi possano trovare in voi la tenerezza materna di Dio. La Madre della Misericordia, la Vergine Santa, protegga voi e le vostre comunità e stenda il manto della misericordia su tutti voi. Amen.
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