
23 gennaio 2009 – Parrocchia di San Paolo
Giovanni 17,8-11
Care sorelle e cari fratelli,
"com’è bello e com’è dolce che i fratelli vivano insieme", recita il Salmo 133. È bello stare insieme soprattutto nella preghiera di questa sera, nella quale sentiamo la comunione che ci lega a tanti uomini e donne che si professano discepoli di Cristo morto e risorto. Ringrazio il vescovo Gennadios del Patriarcato Greco Ortodosso di Alessandria e di tutta l’Africa per avere accettato il nostro invito. La Chiesa da cui egli proviene ci riporta alle origini cristiane e ci fa ricordare quel Vangelo che dalla terra di Gesù ha raggiunto popoli e culture diverse senza perdere la sua forza di rinnovamento.
Nel nostro essere qui scopriamo innanzitutto il segreto della preghiera, che rende possibile l’impossibile. È Gesù che prega per noi, che siamo stati affidati a lui dal Padre. Prima della nostra preghiera c’è la sua. Potremmo dire che lui che si unisce a noi e con noi si rivolge al Padre perché ci custodisca nell’unità. Davvero nella preghiera si può compiere il miracolo dell’unità. Ma è possibile questo miracolo? Se guardiamo al mondo in cui viviamo ci verrebbe da dire di no. Pensiamo solo alle 34 guerre in atto nel pianeta. Si può ritrovare la pace per conflitti che appaiono senza soluzione, come quello che lacera la Terra Santa o il nord Kivu nella Repubblica Democratica del Congo? Cari fratelli, le divisioni non sono solo tra i popoli. Esse percorrono la vita quotidiana di ognuno di noi, entrano là dove viviamo, nelle famiglie, al lavoro, nella scuola, nella vita sociale e politica, persino nella vita delle nostre realtà ecclesiali, quando un singolo o un gruppo vogliono far prevalere il loro interesse invece di ricercare quello di tutti. Sembra quasi diventato impossibile lavorare insieme per il bene degli altri. Ognuno, come direbbe l’apostolo Paolo, cerca il proprio interesse e non quello degli altri, difende se stesso e le proprie ragioni in maniera contrapposta e litigiosa, si adopera per il proprio benessere e il proprio tornaconto, talvolta senza curarsi di chi soffre e vive nel bisogno. La smania del possesso e del potere logorano gli animi e rendono la vita più difficile.
Ma noi cristiani possiamo accettare questa logica del vivere? Il Signore ci chiama all’unità, prega per l’unità dei discepoli, perché siano una cosa sola come il Padre e il Figlio. Sì, questa è la nostra vocazione nella vita complicata di oggi: essere segno di unità in un mondo diviso. Rinunciamo alla prepotente dittatura del nostro io, al calcolo, all’insensibilità… Rinunciamo all’ignoranza dell’altro: a vivere senza amore. Dobbiamo tutti convertirci all’amore, spogliandoci di questo mondo vecchio e consolidato dentro di noi, di questa corazza che allontana e ferisce. Siamo chiamati tutti a risanare le grandi fratture del mondo, della vita quotidiana, dei nostri ambienti: quelle che dividono simpatici e antipatici, ricchi e poveri, colti e ignoranti, uomini da donne, etnia da etnia, gruppo da gruppo, il mio dal loro, i miei dai suoi, cristiani da cristiani, cristiani da ebrei, cristiani da musulmani… La via su cui camminiamo è piena di queste fratture. La nostra casa ha queste fratture. Il nostro luogo di lavoro ha queste fratture. Siamo chiamati a risanarle con l’amore. Non facciamo la guerra a nessuno con le nostre armi, in questo tempo di guerra per il mondo.
Le parole di Gesù in questo capitolo diciassettesimo del Vangelo di Giovanni sono come un testamento e insieme un appello accorato ai discepoli: essere una cosa sola. Cari fratelli, vorrei che queste parole di Gesù e la preghiera di questa sera raggiungano ognuno di noi nel profondo del cuore e rimangano come una domanda di conversione all’unità, che è possibile solo nell’amore per gli altri. E infine chiediamo che la preghiera del Signore si realizzi anche tra i suoi discepoli nel mondo, perchè siano una cosa sola. Le divisioni che ancora permangono numerose tra i cristiani siano per tutti una ferita aperta, che noi preghiamo possa essere guarita dalla preghiera e dall’amore paziente di Dio. Che il Signore ci aiuti a trovare nella forza della preghiera e dell’amorela via dell’unità!
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