
Sabato 9 agosto 2025
Sorelle e fratelli, ritrovarci oggi insieme è sempre un dono, una grazia che il Signore ci fa, per rinnovare con noi quel patto d’amore che ci rende popolo, comunità, donne e uomini che alla tavola della Parola di Dio che si fa cibo nell’Eucaristia ritrovano la gioia e la bellezza di essere sorelle e fratelli. A volte diamo questo per scontato, lo ripetiamo con abitudine, come quelle cose che si fanno ogni anno e poi passano. Pensate invece alla vita di ogni giorno e al mondo in cui siamo. Quanto è difficile stare insieme come amici, come sorelle e fratelli, volersi bene, aiutarsi, condividere la ricchezza di cui ognuno è portatore. Lo ha ripetuto papa Leone ai giovani della GMG quando ha parlato dell’amicizia e della relazione come impegno da vivere, radicati nell’amicizia con Gesù. Spesso ci si giudica, si guardano gli altri in modo scontato, con tanti pregiudizi che non cambiano mai, così si finisce nel litigio, nella prepotenza di chi afferma se stesso, di chi si esibisce per contare, per farsi dire quanto sei bravo o, al contrario, per umiliare gli altri o lasciandoli soli. O beata umiltà, virtù cosi dimenticata! Ma l’umiltà si impara quando si vuole bene agli altri, ci si pone al loro servizio, ci si aiuta, si dà una mano a chi ha bisogno senza disprezzare nessuno. Così fece il nostro martire Lorenzo, ponendosi al servizio dei poveri di Roma con dedizione, sapendo che questo avrebbe dato senso alla sua vita, felicità, perché la felicità viene dal dare più che da ricevere. Chi oggi direbbe a uno che gli chiede quanto di più prezioso ha: i poveri sono il mio tesoro prezioso. Eppure, ricordatevelo sempre: essi sono i privilegiati di Dio, gli amici di Gesù, coloro in cui Gesù si è identificato.
“Chi ama la sua vita la perde, e chi odia la sua vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna”, ci dice Gesù. Cari amici, queste parole ci sembrano esagerate. Chi le potrà mai mettere in pratica? Pensiamoci! Vediamo quanto essere troppo attaccati a se stessi, non saper rinunciare a niente, non renda felici. A volte siamo ossessionati dal nostro benessere, dall’idea di star bene. E che m’importa degli altri. Importante che sto bene io! E ancora: che posso fare io per gli altri? Cresce l’irrilevanza e anche l’indifferenza, l’idea che non tocca a me cambiare le cose. Ci pensino quelli che hanno responsabilità. Abbiamo bisogno di capire che il benessere non salva, non mette al sicuro, non ripara dalle tempeste della vita. Conviene amare di più, perché questo dà senso, dà felicità, ci prepara a quella vita eterna, che non finirà, ma che già comincia in questa vita quando viviamo la responsabilità di contribuire a un mondo più fraterno, più pacifico, più giusto e umano, cominciando da noi stessi, volendoci bene, aiutandoci, pregando e amando senza troppe misure.
E poi alziamo lo sguardo verso il mondo, verso quel potere della forza e del denaro che annienta la gente, distrugge terre, uccide senza compassione. Gaza, l’Ucraina, il Sudan, Haiti, dove proprio nei giorni scorsi una delle tante bande armate ha fatto irruzione in un orfanotrofio rapendo 9 persone, tra cui Gena, la responsabile, che nonostante il pericolo e le minacce era rimasta li per i bambini. Pregate anche per loro! Manca spesso la compassione, sorelle e fratelli. Manca quel di più di amore che ti fa guardare al dolore degli altri, non ti fa scappare, ti aiuta a prenderti cura di qualcuno. E chi di noi non ha qualcuno di cui prendersi cura, cominciando dai vicini fino a chi è più lontano. Ricordati: solo così sarai felice e renderai felici gli altri. “Dio ama chi dona con gioia”, ci dice l’Apostolo Paolo, perché l’amore viene sempre da Dio. Ma si deve imparare la generosità, perché “chi semina scarsamente, scarsamente raccoglierà, e chi semina con larghezza, con larghezza raccoglierà”. Credo che ognuno di noi lo abbia esperimentato, quando ha dato agli altri con generosità, quando non si è messo sempre a calcolare, come si fa di solito. Tutto calcolo: lui mi ha dato, io gli do, mi ha fatto un regalo, così farò anch’io, mi vuole bene, gliene vorrò anch’io. Cari amici, chi vive ogni giorno con la bilancia del dare e dell’avere, non sarò mai felice, avrà sempre motivo per lamentarsi, per giudicare, per essere insoddisfatto. Insomma, non conviene vivere così.
+ Ambrogio Vescovo
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Gli interventi e le omelie del Vescovo Ambrogio si possono consultare a questo link
https://www.diocesifrosinone.it/documenti/vescovo-spreafico
