Omelia San Cataldo (2025)

Spreafico Supino 10 05 25

Sabato 10 maggio 2025
Supino

Sorelle e fratelli, celebriamo la festa di San Cataldo in questo giorno speciale, poco dopo l’elezione di Leone XIV a papa della nostra Chiesa. I Padri Cardinali hanno voluto dare in poco tempo continuità alla guida della Chiesa, perché potesse continuare ad essere segno di unità e di universalità. Abbiamo bisogno, non solo noi, ma il mondo intero, di ritrovare quell’unità quasi dimenticata e disprezzata nella frammentazione del mondo, dei poteri, delle guerre, dell’incapacità a dialogare e a vivere insieme.

Ringraziamo il Signore per il dono del nuovo pontefice, che già nel nome scelto indica una strada: essere portatore di quell’umanità evangelica attenta ai bisogni e alle domande della storia in cui siamo. Sappiamo che proprio Leone XIII, nato a Carpineto nella Diocesi di Anagni, fu un uomo di pace, autore della prima enciclica sociale, la Rerum novarum, in un tempo di grandi cambiamenti, l’era industriale, con i problemi connessi della classe operaria e di un mondo che affrontava nuove sfide. Nella sua prima benedizione dopo l’elezione il Santo Padre ha detto: “La pace sia con tutti! Fratelli e sorelle carissimi, questo è il primo saluto del Cristo Risorto, il buon pastore che ha dato la vita per il gregge di Dio. Anch’io vorrei che questo saluto di pace entrasse nel vostro cuore, raggiungesse le vostre famiglie, a tutte le persone, ovunque siano, a tutti i popoli, a tutta la terra. La pace sia con voi! Questa è la pace del Cristo Risorto, una pace disarmata e una pace disarmante, umile e perseverante. Proviene da Dio, Dio che ci ama tutti incondizionatamente. Ancora conserviamo nei nostri orecchi quella voce debole ma sempre coraggiosa di Papa Francesco che benediva Roma!”.

Proprio oggi noi celebriamo la festa di un vescovo, un pastore, uno che è chiamato ad occuparsi del gregge, degli altri. Il modello è Gesù, come abbiamo ascoltato nel Vangelo: “Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la vita per le pecore”. Il buon pastore sa che le pecore sono a volte fragili, malate, e hanno bisogno di essere aiutate, guarite, prese sulle spalle, come spesso viene rappresentato Gesù con un agnello sulle spalle. Non dobbiamo avere paura in un mondo in cui si fatica a vivere, pieno di egoismi, di gente che fa il suo interesse, di corruzione, per cui per il denaro si fa tutto e di più. Lo vediamo molto bene ovunque, mentre c’è gente che non riesce a vivere. Sì, mercenari disposti a tutto, pur di guadagnare per sé, popolano il mondo. Non sono solo quelli delle guerre, sparsi dappertutto e ben pagati pur di distruggere e uccidere. Cari amici, fate attenzione. Non fatevi rubare la vita, la speranza, l’amore.

Il Signore si prende cura di noi, come ci ha detto papa Leone. Gesù, buon pastore, ci conosce, conosce le nostre fatiche, le nostre paure, anche le nostre attese. “Conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore”. Forse dovremmo chiederci qualche volta: ma noi conosciamo l’amore di Gesù per noi? Conoscere non vuol dire solo sapere, ma vuole dire vivere di questo amore, riconoscerlo nella vita degli altri, quando li incontriamo, ci parliamo. Poi Gesù aggiunge: “Ho altre pecore, che non provengono da questo recinto: Anche quelle io devo guidare”. Ci affida un compito: guardare fuori dalle nostre comunità. Ci sono altri, molti altri, che dobbiamo incontrare, con cui parlare, non giudicarli o escluderli. Tutti hanno bisogno di essere aiutati dall’amore di Dio attraverso di noi. San Cataldo lo capì e si mosse dalla sua terra di origine e, mentre tomava dal pellegrinaggio in Terra Santa, subì un naufragio. Non si scoraggiò, non si rassegnò, non si arrese. Ma cercò di annunciare il Vangelo là dove si trovava, a Taranto, dove divenne vescovo, e da lì il suo culto si diffuse fino anche a noi. Che San Cataldo ci aiuti a essere amici di Gesù, a creare unità, amicizia, fraternità, a essere costruttori di pace, lasciando da parte quell’abitudine sciocca al litigio e al giudizio. Così ci ha chiesto papa Leone, così ci chiede oggi anche san Cataldo. E noi tutti ci impegniamo con loro!

+ Ambrogio Vescovo


—-
Gli interventi e le omelie del Vescovo Ambrogio si possono consultare a questo link:

https://www.diocesifrosinone.it/documenti/vescovo-spreafico/ 
Share