
C are sorelle e cari fratelli, cari giovani che state per ricevere il sacramento della Confermazione. Oggi è il giorno più bello per ricevere questo sacramento, nel quale vi viene donato lo Spirito Santo. Abbiamo ascoltato quanto avvenne quel giorno a Gerusalemme. Gli Apostoli erano riuniti insieme, quando “venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano”. Poi delle lingue di fuoco si posarono su di loro, che cominciarono a parlare e tutti capivano quella parola che veniva dallo Spirito Santo. Non possiamo non rimanere stupiti di quanto avvenne a Gerusalemme: uomini che si erano chiusi tra di loro per paura vengono scossi da una forza che viene da Dio, escono e annunciano il Vangelo di Gesù.
Cari amici, oggi di nuovo si compie questo miracolo tra noi. Chi di noi non ha in se stesso tante paure? Chi di noi non è tentato di chiudersi nelle sue preoccupazioni o nei suoi problemi? Siamo qui insieme come quel giorno a Gerusalemme. Qualcosa ci scuote dentro, nel cuore, ci sveglia dalla paura e dalle preoccupazioni. E’ lo Spirito di Dio, il vento del suo amore, il fuoco del suo amore. Esso si fa parola che ci tocca il cuore, la parola del Vangelo, l’annuncio della Pasqua, della resurrezione di un uomo, Figlio di Dio, che nel suo amore immenso ha dato la vita per noi e per questo ha vinto la morte. La Pentecoste infatti è il compimento della Pasqua, la pienezza della Pasqua. Noi siamo diversi per età, per storia, per abitudini, per carattere, come erano diversi quelle donne e quegli uomini a cui si erano rivolti gli apostoli. Eppure il Vangelo oggi parla a noi tutti, e noi possiamo comp
renderlo e accoglierlo. Il Vangelo non è difficile, non è impossibile. Oggi siete qui per questo. Siete qui perché avete scelto di accogliere l’amicizia di Gesù e la sua parola. Non siete più ragazzi, come la maggior parte di coloro che ricevono la Cresima. Non importa. Gesù vi ha aspettato. Lui sempre aspetta, non manda via nessuno, anche chi forse per un certo tempo non si è ricordato di lui. Ci parla, ma sa che noi siamo lenti ad accogliere la sua parola, il Vangelo, sa che siamo incerti, a volte rimandiamo, aspettiamo, forse non capiamo perché si debbano fare certe cose, come ad esempio andare a Messa la domenica. La Cresima ci è forse parsa una cosa vecchia, di altri tempi, e ci siamo chiesti: a che serve? Che mi aggiunge?
E’ la seconda cosa che vorrei dirvi a partire da questa domanda: a che serve la Cresima? Si dice che è il sacramento della maturità cristiana. Che cosa significa? Perché ne abbiamo bisogno? Siamo tutti uomini e donne fragili e bisognosi di amore. A fatica siamo contenti. Ci sono sempre motivi per lamentarci, per prendercela con gli altri e rattristarci. Oggi Gesù viene in mezzo a noi con la forza del suo amore e ci parla con parole semplici, come parlò ai discepoli. “Pace a voi”, ripete due volte. E’ il suo saluto, un saluto pieno di tenerezza per quei discepoli che nel momento del dolore lo avevano rinnegato, come Pietro, o abbandonato. Eppure Gesù non se la prende con loro. Ne avrebbe avuto motivo, come si fa di solito con chi ci abbandona nel momento del bisogno. Gesù sa che abbiamo bisogno di pace. Lo diciamo proprio oggi, dopo aver ricordato nei giorni scorsi i terribili bombardamenti che hanno fatto tante vittime e provocato tante distruzioni in questa nostra terra. Frosinone distrutta al 90 per cento, come altre città. Due guerre mondiali che nel secolo scorso hanno provocato circa 60 milioni di morti. Che tragedia! E quante guerre ancora nel mondo. Proprio oggi Papa Francesco ha convocato i presidenti israeliano e palestinese per “invocare la pace”, e noi ci uniamo a lui perché ci sia pace in Terra Santa e in Medio Oriente.
“Pace a voi”, dice Gesù. Chi non ha bisogno di queste parole? Chi non ha bisogno di pace, di una vita in pace con gli altri, in un mondo in cui nascono tanti nemici, in cui crescono divisioni, frutto di litigi, di un continuo parlar male e pensar male degli altri? Oggi nessuno di noi è coinvolto in una guerra in cui usano le armi, ma esistono armi leggere, sofisticate, che tutti possono usare, persino i piccoli e i giovani. Oggi basta solo un clic sullo smart phone per eliminare un amico. Cari amici, abbiamo bisogno di pace. La pace nasce da un cuore che vuole bene, che cerca il bene e lo compie ogni giorno, nasce dall’amore. Per questo riceviamo lo Spirito Santo. Ma per vivere la pace occorre ascoltare Gesù, la sua parola. Basta ascoltarla, che già ti aiuta, ti dà pace. Infatti la preghiera e l’ascolto del Vangelo sono una forza di pace.
Allora, cari amici – ed è l’ultima cosa che vorrei dirvi – continuate a partecipare alla vita delle vostre comunità. Partecipate alla Messa della domenica. Fate del bene, aiutando le persone in difficoltà. E, se non sapete come fare o da chi farvi aiutare, scrivetemi, e vi aiuterò io. Sono a vostra disposizione. Ringraziamo il Signore per il dono dello Spirito Santo, che riceverete per l’imposizione delle mani del vescovo e con l’unzione del crisma, l’olio santo, sulla vostra fronte. E preghiamo insieme per la pace nostra, delle nostre famiglie, di questa terra, del mondo intero. Che il Signore vi dia pace! Amen.
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