Care sorelle e cari fratelli,
E’ Pasqua, passaggio dalla morte alla vita, dagli inferi al Regno di Dio. Gesù sulla croce disse a un malfattore: “Oggi sarai con me in Paradiso”. Quanto poté la preghiera di un condannato a morte! Questa è la Pasqua, cari amici.
Si riapre per tutti noi e per il mondo la porta della misericordia, la porta della bontà e dell’amicizia di Dio per il mondo. Gesù da quella croce ha vinto il male. La sua vittoria sulla morte è nata dalla grandezza del suo amore. Come poteva Dio abbandonare uno che aveva vissuto amando gratuitamente, guarendo, liberando, perdonando? Come può Dio abbandonare il mondo alla violenza? Come può abbandonare i poveri all’indifferenza dei ricchi, gli anziani alla solitudine, i malati nella malattia, i carcerati alla condanna? Come può lasciare noi prigionieri delle nostre abitudini, del piccolo mondo angosciato e impaurito dei nostri egoismi? Pasqua è il passaggio della bontà e dell’amicizia di Dio che ci vuole incontrare e salvare, che vuole salvare il mondo. Per Israele fu il passaggio da una terribile schiavitù alla libertà, descritto da quel racconto del libro dell’Esodo, il passaggio del mare.
Oggi cantiamo questo passaggio nel ribaltamento di quella pietra pesante sulla tomba di Gesù, evento inatteso, a cui le donne erano del tutto impreparate. Chi lo poteva immaginare? Gli uomini ci avevano messo una pietra sopra, come si fa oggi davanti al male, alla morte, alla violenza e alle guerre, alla povertà e alle ingiustizie del nostro mondo, come fa l’Europa di fronte ai profughi. Che ci possiamo fare noi davanti a tutto questo? Non possiamo certo pensare a tutto! Si dice. Quanta rassegnazione, quanta indifferenza, quanta impotenza. Apparvero allora due “uomini in abito sfolgorante”, due angeli, due portatori della parola di Dio: “Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risorto”. E’ una domanda, cari amici. Lasciamoci almeno interrogare dalla parola di Dio. Molte volte cerchiamo la vita nelle cose morte, in ciò che passa, nelle banalità, nella ricchezza, nel benessere, nel nostro io o nelle sicurezze illusorie del nostro piccolo mondo. Per questo a fatica siamo soddisfatti. “Perché cercate tra i morti colui che è vivo?” Care sorelle e cari fratelli, prendiamo sul serio questa domanda. Quante volte il Signore ci ha parlato. Quante volte abbiamo celebrato la Pasqua. Che cosa è cambiato nella nostra vita? Che cosa cambierà da domani nelle nostre abitudini, nei pensieri, nei sentimenti, in ciò che facciamo e scegliamo? Non siamo stati spesso anche noi come quei discepoli a cui il racconto delle donne “parve come un vaneggiamento e non credettero ad esse”. Forse non abbiamo colto che quanto era avvenuto era davvero il ribaltamento non solo di una pietra, ma della vita di ognuno di noi e della storia del mondo. Era l’irruzione della bontà e dell’amicizia di Dio che veniva a salvare il mondo dai tanti inferni di male e di morte.
“O voi tutti assetati, venite all’acqua; voi che non avete denaro, venite… Porgete l’orecchio e venite a me, ascoltate e vivrete”. Così abbiamo ascoltato nel libro di Isaia. Oggi lasciamoci attirare da Gesù, cari amici. Non resistiamo alla sua bontà. Non facciamo finta di niente. Non diciamo: so già tutto, già faccio abbastanza, ho già i miei problemi. Ascoltiamo il suo invito dalla croce: “Quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me”. Andiamo da lui e vivremo, troveremo ristoro e riposo per la nostra vita, pace per il nostro cuore, pace per il nostro mondo. Oggi insieme, ma ognuno personalmente, scelga di lasciarsi attirare da lui. Così saremo il suo popolo, la sua comunità di discepoli umili e poveri insieme. Questa è la Chiesa del risorto, questa è la Pasqua! Uniamoci nella preghiera perché la Pasqua di quest’anno sia per noi e per il mondo l’irrompere della bontà, della misericordia, dell’amicizia di Dio. Che questa Pasqua possa ribaltare la pietra dell’indifferenza e del male perché tutti, attirati da Gesù, vivano e si impegnino per il bene, per la pace, per la vita.
Amen.
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Segue qualche foto dell’evento
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