
Chiesa del Sacratissimo Cuore di Gesù – Frosinone
Venerdì 25 luglio 2025
Cari fratelli e sorelle, caro Federico,
lo Spirito ci raduna come Popolo di Dio dalla dispersione della vita per manifestare quella forza generatrice per cui sarai costituito sacerdote, custode e dispensatore dei divini misteri. Il nostro essere qui insieme ci rende consapevoli che il sacerdote non è ordinato per se stesso, ma all’interno di un presbiterio che vive in un’unità e comunione con il Vescovo di quella porzione di Chiesa a lui affidata, oggi da me rappresentata, ma tra poco da un nuovo vescovo, che ti saluta con affetto. Questa comunione ti renderà libero da ogni falso e inutile protagonismo, ricordandoti sempre di essere parte di un popolo, di cui sei reso ministro e servo. Ringrazio il Rettore e i formatori del Leoniano e chi nella Diocesi in vario modo ti è stato vicino in questi anni; saluto i sacerdoti e tuoi familiari e amici che sono qui con noi.
Il Vangelo che abbiamo ascoltato e che ci unisce a tutta la Chiesa nella festa dell’Apostolo Giacomo è un bel programma di vita. Ci dice anzitutto che l’unico primato per i discepoli di Gesù è il servizio. Non cercare mai altra grandezza, come molti fanno, né nel tuo essere sacerdote né nei doni che hai ricevuto e che sono parte della tua umanità. Se vuoi diventare grande, sii un umile servitore. Se vorrai essere il primo sii schiavo, cioè colui che deve sempre essere pronto ad apparecchiare la tavola per il suo Signore e Maestro e per l’umanità bisognosa di amore e salvezza. Purtroppo, vedi, caro Federico, nel mondo e anche nella nostra vita, a volte si cercano altri primati, che si propongono con arroganza agli altri, creando divisioni, inimicizie, e tanta malevolenza. È triste costatare questo a volte anche nelle nostre comunità. Ciascuno si interroghi per sé, perché il Figlio dell’uomo è venuto per servire e non per essere servito.
Da questo primato nascono molte conseguenze e scelte quotidiane. Ce lo indicano le letture che abbiamo ascoltato. La lettura del Libro di Isaia lo afferma con chiarezza: “Sei consacrato per portare il lieto annuncio (il Vangelo) ai miseri, … fasciare le piaghe dei cuori spezzati”, prendendoti cura di chi ha bisogno. I poveri, i soli, i malati, gli afflitti, gli smarriti, ti chiederanno di chinarti su di loro come il Buon Pastore, piegando l’istintivo orgoglio presente in ognuno, e ti faranno incontrare con Gesù, perché nel povero e nel bisognoso Egli si è identificato. E poi l’Apostolo Paolo traccia una via, che è all’origine del nostro vivere i Cristo, quando dice: “L’amore del Cristo ci possiede … Egli è morto per tutti perché quelli che vivono non vivano più per se stessi … Cosicché non guardiamo più nessuno alla maniera umana”. Tu sei inviato a tutti, non solo a quelli che frequentano abitualmente la Chiesa. Per questo c’è bisogno di uno sguardo nuovo che non guarda più nessuno alla maniera umana, ma con lo sguardo di Dio e di Gesù, uno sguardo che non giudica e non esclude, ma si prende cura di tutti perché tutti possano gustare il ministero della riconciliazione che ti è affidato. Questo ministero va ben oltre la confessione sacramentale, pur così essenziale per la nostra vita. È un modo di vivere nel mondo, soprattutto in questo tempo che sembra abbia scelto piuttosto la via dell’inimicizia, della divisione, della violenza e della guerra. E dove c’è divisione c’è sempre all’opera il diavolo, che ne è l’artefice.
Lasciamoci allora, sorelle e fratelli, riconciliare con Dio per costruire un mondo fraterno ovunque, anche nei luoghi dove viviamo. La tavola dell’Eucarestia, dove consacrerai il pane e il vino perché siano cibo e bevanda di salvezza, sia sempre bella, curata, perché tutti possano gioire della presenza amorevole di Gesù. E quando amministrerai i sacramenti, vivi sempre la consapevolezza della grazia che hai ricevuto e di cui sei ministro e servo. Ascoltando il Signore, vivi nella sincerità e nella verità, perché la menzogna è la prima arma del maligno, che ci inganna mentre noi inganniamo gli altri, magari con quella brutta abitudine al giudizio e alle chiacchiere che fanno sempre male, assolvendoci dalla responsabilità di dire quello che pensiamo e desideriamo.
+ Ambrogio Vescovo
—-
Il video:
—-
Gli interventi e le omelie del Vescovo Ambrogio si possono consultare a questo link
https://www.diocesifrosinone.it/documenti/vescovo-spreafico
