Omelia Festa di Sant’Arduino (2021)

Ceprano
28 luglio 2021

Celebriamo come ogni anno la festa di Sant’Arduino sacerdote, vissuto tra il VI e il VII secolo in Gran Bretagna, proprio nei primi secoli dalla predicazione del Vangelo da parte dei missionari benedettini inviati da san Gregorio Magno. Come sapete fu pellegrino in Terra Santa con altri suoi compagni: Gerardo, Folco e Bernardo, venerati anch’essi Santi vicino a noi. Vorrei riproporvi tre aspetti della sua testimonianza evangelica di santità.

Fu pellegrino.

Questa è il primo aspetto che vorrei sottolineare. Siamo davanti a un uomo che lascia il suo mondo, la sua terra per andare altrove, in Terra Santa, a cercare le tracce di Gesù. Il cristiano è un uomo, una donna che cerca, che non si limita a stare dove è, a vivere secondo quello che già sa. La chiamata di Dio è sempre a non vivere nel chiuso del proprio mondo, delle proprie certezze, dei propri riti, anche se giusti. Lo abbiamo ascoltato anche nel libro della Genesi, che ci parla di Abramo. Abramo andò, lasciò la sua terra, non sapeva dove sarebbe arrivato, ma si fidò di Dio, che ci porta sempre sulla via giusta, quella che ti riempie il cuore e ti realizza, molto meglio delle strade che a volte noi scegliamo pensando siano quelle giuste, quando crediamo troppo in noi stessi e non ascoltiamo il Signore che ci parla.
Ci potremmo chiedere: come vivere la fiducia in Dio ogni giorno? Che cosa possiamo fare?

Abbiamo bisogno di trasformare la fiducia in Dio in amore gratuito. Il secondo aspetto che voglio sottolineare è proprio questo: Sant’Arduino fu un uomo di carità. Che cosa sia vivere la carità lo ha spiegato in modo chiaro e semplice San Paolo E come in un mondo a volte pieno di egoismi e prepotenza? Dice Paolo: “La carità è magnanima, benevola è la carità; non è invidiosa, non si vanta, non si gonfia di orgoglio, non manca di rispetto, non cerca il proprio interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia ma si rallegra della verità. Tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta”. Portiamo nel cuore queste parole e saremo felici. Sant’Arduino lo aveva capito. Per questo si fermò a Ceprano a soccorrere i malati a causa della peste, per questo è per noi un modello da imitare, un modello di amore gratuito, unica risposta al dolore e al male che proprio in questo tempo affligge il mondo, unico rimedio che guarisce e salva. Impariamo da Sant’Arduino a prenderci cura degli altri, chiunque essi siano, dagli anziani ai malati, dai poveri agli stranieri, come egli fece a Ceprano, dove era arrivato per caso, lui che era straniero in questa terra.

Infine il terzo aspetto: il Vangelo, che è la luce e il sale che rende bella e umana la nostra vita. Ma solo chi vive l’amore gratuito, la carità, può essere sale e luce per gli altri, una donna e un uomo che comunica il Vangelo che unisce e rende figli di Dio e fratelli e sorelle fra noi e con tutti. E’ infatti la Parola di Dio la roccia su cui costruire la nostra vita, perché resista alle tempeste del male dei tempi difficili, come quello che stiamo attraversando. Infatti essa può dare senso alla vita, al mondo, a chi soffre, a chi è malato, anziano, fragile, bisognoso di aiuto, di speranza. Sì, cari amici: auguro a tutti voi ciò che Gesù disse ai suoi discepoli: “Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli”. Siate luce di bontà non per essere ammirati, ma perché gli altri credano e rendano gloria non a noi, come qualche volta vorremmo, ma al Padre celeste. Così vivremo felici e uniti e saremo Santi.

+ Ambrogio Vescovo 

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