Omelia Domenica delle Palme 2025

Spreafico Palme 2025

Domenica 12 aprile 2025
Cattedrale 

   Sorelle e fratelli, iniziamo la Settimana Santa insieme seguendo il Signore Gesù che entra a Gerusalemme. Siamo con quella folla numerosa, con i discepoli, le donne che seguivano Gesù, i tanti pellegrini che erano saliti nella città. Siamo il popolo di Gesù, ma non soli. Dobbiamo pensarci nel mondo, circondati da donne e uomini che con noi salgono a Gerusalemme, la città della pace, con sentimenti contrastanti, a volte di inimicizia, rabbia, risentimenti, ma anche alla ricerca di quanto non hanno da soli, quella felicità e salvezza che viene da Dio e dall’essere insieme davanti a lui. Così doveva essere anche quella folla che accompagnava Gesù, inneggiando a lui, ma poi unendosi a quanti lo vollero condannato a morte. Sembra proprio il nostro mondo: parole, sentimenti, decisioni, che cambiamo secondo gli umori e le sensazioni, le esaltazioni e l’arroganza. 

   Sorelle e fratelli, seguiamo Gesù per rivestirci della sua umanità, lui che si è abbassato, umiliato, per essere uno come noi e proporci di essere come lui, mite e umile di cuore, forte non della spada e della violenza, ma dell’unica arma vincente, l’amore gratuito e fedele. All’inizio della via dolorosa ci sono due gesti con i quali il Signore mostra il senso del suo vivere e del nostro essere con lui: la cena pasquale e la preghiera nell’orto degli ulivi. 

   In quella cena, che faceva memoria della liberazione del popolo di Israele dalla schiavitù dell’Egitto, il Signore ci offre la possibilità di sederci tutti con lui, senza esclusione (c’era anche Giuda che lo avrebbe tradito). In essa ci lascia la memoria vivente della sua morte e resurrezione, nella quale nasce la comunità dei discepoli, il popolo santo di Dio. E’ quanto stiamo celebrando e a cui dovremmo prendere parte almeno ogni domenica. Qui infatti lo ascoltiamo, e quella Parola diventa pane di vita eterna, che sazia la nostra fame di vita e di amore. Qui ritroviamo la gioia di essere con gli altri, sorelle e fratelli, amici di Gesù e tra noi. Ma anche in quella cena, invece di gustare la gioia di essere insieme attorno alla stessa tavola, sorse una discussione tra i discepoli su chi fosse il più grande. Gesù offriva la possibilità di essere amici, servi gli uni degli altri, e invece si affermava l’io, la smania del protagonismo, di riuscire, eliminando gli altri. Cari amici, non avevano capito molto. Ma siamo così! Il mondo è così! Lo si insegna fin da piccoli: “Non cedere! Fatti valere! Fai vedere chi sei!” Prima io! Lo dicono i Paesi, lo dicono in molti. Così nasce la violenza, così si moltiplicano le guerre. 

   Eppure, Gesù non cede a questa mentalità, che diventa un modo comune di vivere. Basta vedere quanto avviene nel mondo, ma anche nelle nostre città, dove cresce la violenza e troppi si sentono padroni, sicuri e giusti, incapaci di dialogare e di ammettere i loro errori. Così il Signore si ritira in preghiera, non per fuggire, ma perché nella preghiera si trova la forza per continuare ad amare contro ogni violenza e arroganza, imparando ad essere servi e amici, anche nei momenti di dolore. Così fu Gesù nella sua via dolorosa. La preghiera infatti ci unisce a Dio Padre e ci fa resistere alla forza del male. Per questo la via crucis di Gesù si conclude ancora con la sua preghiera: “Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito”. Sorelle fratelli, poniamo la nostra vita nelle mani di Dio, seguendo il Signore Gesù in questi giorni, da oggi fino alla Pasqua di resurrezione. Lo seguiremo nella via dolorosa, iniziando già mercoledì a Casamari con la Messa del Crisma, dove saranno benedetti gli oli santi, poi giovedì con la celebrazione della Cena del Signore e la preghiera davanti a lui in tutte le chiese, il Venerdì Santo nella memoria della Passione e morte del Signore fino alla Veglia Pasquale. Camminiamo insieme per ritrovare quella forza di amore che viene a noi dall’amore di Dio, che in Gesù si è manifestato nella sua pienezza e oggi viene donato anche a noi tutti. 

+ Ambrogio Vescovo

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Gli interventi e delle omelie del Vescovo Ambrogio si possono consultare a questo link:

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