“Beato il popolo che ti sa acclamare:
camminerà, Signore, alla luce del tuo volto;
esulta tutto il giorno nel tuo nome” (Sl. 88)
Is 9,1-6;
Tt 2,11-14;
Lc 2,1-14
Care sorelle e cari fratelli,
“il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce, su coloro che abitavano nelle tenebre una luce rifulse. Ha moltiplicato la gioia, ha aumentato la letizia”, così proclama la parola di Dio in questa notte di Natale. Sì, oggi ci è dato un bambino, il Figlio di Dio è nato per noi, Gesù. Il suo nome è un nome di pace, la sua presenza è luce che illumina i tempi bui e difficili che viviamo, la sua nascita è gioia e letizia per coloro che sono abitati dalla tristezza. Egli è venuto a cercare un posto tra noi uomini e donne di questo tempo. E’ piccolo, bambino, fragile, povero.
A Betlemme la sua famiglia non ha trovato che una grotta dove deporlo. Chi si sarebbe accorto di lui nel grande impero romano? Eppure a Betlemme erano tanti in quei giorni del censimento. Certamente ci saranno stati anche i parenti di Giuseppe, che apparteneva alla famiglia di Davide. Ma non ci fu posto per loro nelle case di quella città. Tutti erano presi da se stessi.
Cari fratelli, Gesù troverà oggi tra noi un posto? Lo troverà nei nostri cuori, nella nostra vita? Lo troverà nella fretta e nelle preoccupazioni delle nostre giornate? Siamo tanti questa notte ad accoglierlo. Siamo qui per fargli posto. Non vuole tutto lo spazio. Si accontenta di una mangiatoia, luogo dove vivevano gli animali nelle case di quel tempo. Già allora gli uomini e le donne non lo accolsero. Ma Gesù viene lo stesso, ritorna, vuole stare con noi. Egli è l’Emmanuele, il Dio con noi. Non vuole stare senza di noi. Cerca qualcuno che lo accolga, che gli faccia spazio dentro il suo cuore, nella sua vita. Questa notte vogliamo essere la sua mangiatoia. Non avere paura di fargli un po’ di posto, non avere paura di lui, di aprirgli un po’ il cuore. Non dire: ho tanto da fare, non ho tempo, sono occupato, ho tanti pensieri e preoccupazioni, devo pensare a me stesso, anch’io ho bisogno di un posto e devo impegnarmi a cercarlo. Fai posto a Gesù, accoglilo. Lui non è ingombrante. E’ solo un bambino, ma è anche il dono di Dio, del suo amore. Che cosa poteva darci il Signore di più prezioso se non suo Figlio! Fai posto a Gesù nella tua vita, accogliendo i suoi amici privilegiati, i poveri: i deboli, gli anziani, i malati, le donne e gli uomini disprezzati o in difficoltà. Essi sono come lui. Spesso non hanno posto nelle case degli uomini e neppure nelle nostre. Sii tu la loro mangiatoia, il luogo dove possono trovare amore e accoglienza.
Qualcuno quella notte non dormiva. C’erano dei pastori che vegliavano il loro gregge. Un angelo del Signore “si presentò loro e la gloria del Signore li avvolse di luce … e disse loro: “Non temete; ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore”. La luce del Signore a volte sembra abbagliarci, quasi infastidirci, perché ci fa vedere cose che non vediamo e non capiamo da soli. Allora ci prende la paura, vorremmo come nasconderci, scappare. “Non temere”, ci dice l’angelo di Dio, il messaggero della sua parola. Non temere, viene annunciata una grande gioia per te e per tutto il popolo. Non è solo una gioia per te, da godere da solo, non è la soddisfazione o il piacere di un momento. E’ una gioia per il popolo. E’ la gioia di ha accolto Gesù nei piccoli e nei poveri. Ecco il Natale! Quanto abbiamo bisogno di una gioia che coinvolga tutto il popolo, una gioia che ci unisca agli altri, che ci renda un popolo, quel popolo che non cammina più nelle tenebre, perché ha visto una grande luce.
Cara sorella, caro fratello, tu oggi sei in questo popolo. E’ il popolo di Dio, quello che comincia a nascere a Natale a Betlemme, quando a una giovane madre, la Vergine Maria, e a Giuseppe, si uniscono dei poveri pastori e poi dei ricchi e sapienti Magi di Oriente. Sono i primi discepoli di quel bambino, coloro che hanno lasciato le loro occupazioni per andare da lui e prostrarsi davanti a lui. Poveri e umili, di questi è formato il popolo di Dio, la famiglia di Gesù. Noi oggi riscopriamo la gioia e la bellezza di farne parte. Gesù è venuto tra noi per questo, per renderci parte di quel popolo che con lui nasce a Betlemme e si compirà sotto la croce, quando egli affiderà il discepolo alla madre e la madre al discepolo. Egli è venuto per ricordarci che siamo tutti figli di Dio e fratelli tra noi.
Ringraziamo il Signore per questo dono, il dono di Natale, il dono di suo Figlio. Grazie, Signore per essere tornato in mezzo a noi, nonostante molte volte siamo stati come gli abitanti di Betlemme e non ti abbiamo accolto, perché indaffarati e presi da noi stessi. Oggi vogliamo fare posto a te, accoglierti piccolo e povero, come sei, perché tu ci porti la gioia del cielo, la gioia di essere figli di Dio, un popolo di fratelli e sorelle, la tua famiglia. Ci uniamo al coro degli angeli e cantiamo anche noi. “Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini che egli ama”. Grazie, Signore Gesù. Amen.
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qui una piccola fotogallery della Santa Messa di mezzanotte
