Omelia del Vescovo per l’Ordinazione Sacerdotale di Andrea Viselli e Francesco Paglia

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"L’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori
per mezzo dello Spirito Santo"

Solennità della SS. ma Trinità

Pr 8,22-31
Sal 8
Rm 5,1-5
Gv 16,12-15

 

Cari fratelli e care sorelle, cari Andrea e Francesco, in questa solennità della Santissima Trinità, mentre si sta per concludere l’anno sacerdotale oggi viene a voi conferito l’ordine del presbiterato. Siamo tutti lieti di potervi accompagnare in questa tappa importante della vostra vita al servizio di Dio, della Chiesa e dell’umanità intera. In questo anno straordinario voi avete vissuto il vostro servizio da diaconi, da servi della Parola di Dio e del suo amore universale. Vi siete incontrati con la fame e la sete della Parola di Dio di tanta gente, a cui ciascuno di noi è chiamato a rispondere con attenzione e amore, senza risparmiarsi. So che vi siete impegnati nelle parrocchie a cui vi ho destinato, collaborando con i vostri parroci, don Italo ad Amaseno e don Fabio a Ferentino, che ringrazio per avervi aiutato a crescere in fede, sapienza e umanità. Credo vi siate resi conto che il sacerdote può fare molto per gli altri solo se è un uomo di Dio, quindi innanzitutto uomo di preghiera. Il resto viene dopo. Ce lo ha testimoniato durante quest’anno il santo curato d’Ars, che era innanzitutto uomo di preghiera e uomo della parola di Dio. Il tempo che egli dedicava alla preghiera, alla meditazione delle Sante Scritture e alla preparazione delle omelie ne hanno fatto un sacerdote di rara sapienza e capacità di discernimento. Come ha detto Papa Benedetto all’inizio del Sinodo sulla Parola di Dio, la Parola è "la vera realtà, la roccia su cui fondare la vita cristiana". Il resto cadrà ben presto, se non sarà fondato su di essa, come la casa costruita sulla sabbia.

   Non siamo in un tempo facile. Tante paure e incertezze si annidano nei cuori. Paura del futuro, paura degli altri, soprattutto dei deboli e dei poveri, paura di dare qualcosa di sé, di decidersi e di impegnarsi. La paura accresce l’individualismo, fa chiudere in se stessi e nel proprio piccolo mondo, fosse questo la famiglia, il gruppo, la comunità, la parrocchia, gli amici. Così si vive facilmente in maniera contrapposta, difendendo se stessi e il proprio, invece di essere testimoni di quella unità e universalità a cui il Signore ci chiama. Voi con l’ordinazione sacerdotale entrate a far parte del presbiterio diocesano, che in comunione con il vescovo intende testimoniare al mondo quell’amore universale che soprattutto nella festa di oggi ci viene annunciato. Nel mistero della Trinità contempliamo l’amore di Dio Padre, che dall’eternità non ha voluto essere solo, ma ha scelto di essere in comunione con il Figlio e lo Spirito Santo, tre persone distinte in un’unica natura. La Trinità è comunione di amore. Lo abbiamo ascoltato nel Vangelo: "Egli, lo Spirito Santo, mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio". Lo Spirito Santo, che abbiamo ricevuto nel giorno di Pentecoste, ci condurrà alla verità, perché ci porterà a comprendere e a vivere quanto il Figlio ha ricevuto dal Padre, quella Parola di verità che non si esaurisce, ma rimane in eterno: "Verbum Domini manet in Aeternum".  

   Voi diventate sacerdoti in una bella terra e in una diocesi ricca di testimonianze di martiri e di santi. I nostri patroni, Maria Salome e Ambrogio martire, vi aiuteranno a rimanere fedeli alle origini della nostra fede. Maria Salome, donna che nell’umiltà della sua condizione femminile ha saputo seguire Gesù fin sotto la croce per essere tra le prime a ricevere l’annuncio della resurrezione. Il martire Ambrogio, che non rinunciò alla sua fede neppure davanti alle lusinghe del potere imperiale, vi insegni a non seguire facili illusioni e a non lasciarvi ingannare dalla tentazione del denaro e del potere. Ricordatevi che rimanete sempre diaconi, cioè servi dell’amore di Dio, soprattutto verso i più poveri, come ci testimonia il diacono Lorenzo, che ricordiamo ad Amaseno in quella reliquia prodigiosa del suo sangue, che si scioglie ogni anno durante la sua festa. Imparate anche a voi a sciogliere le durezze del vostro cuore nell’amore per i deboli e i poveri, come fece Lorenzo, il quale alla richiesta che venissero consegnati i tesori della Chiesa rispose volgendosi ai poveri che lo circondavano e che egli aiutava: "Ecco il tesoro della Chiesa che tu richiedi; le mani dei poveri le hanno trasformate in tesori celesti". Ma come non ricordare le tante donne che in tempi più recenti, tra l’800 e il ‘900 hanno allargato il cuore di questa terra verso il cielo e verso il mondo: Santa Maria de Mattias, che comprese il valore dell’educazione dei piccoli e la Beata Maria Caterina Troiani, che lo fece in terra lontana, in Egitto, cominciando a preoccuparsi delle bambine schiave. Dall’amore per i poveri fece rinascere un istituto religioso che a Ferentino si stava estinguendo. O la Beata Maria Fortunata Viti, che nel nascondimento del monastero benedettino di Veroli fu donna di preghiera, umile, povera, attenta al dolore degli altri. Il Signore vi aiuti a vivere nello spirito di questi uomini e donne per fecondare anche la nostra terra dell’amore di Dio. Siate come loro uomini di Dio, con il suo cuore, liberi dall’amore per voi stessi, pronti come il Buon Samaritano a fermarvi accanto all’uomo sofferente del nostro tempo. Benedetto XVI così parlava del sacerdote nella messa crismale di quest’anno spiegando l’unzione con il crisma: "…nei vari Sacramenti, l’olio consacrato è sempre segno della misericordia di Dio. L’unzione per il sacerdozio significa pertanto sempre anche l’incarico di portare la misericordia di Dio agli uomini. Nella lampada della nostra vita non dovrebbe mai venir a mancare l’olio della misericordia. Procuriamocelo sempre in tempo presso il Signore – nell’incontro con la sua Parola, nel ricevere i Sacramenti, nel trattenerci in preghiera presso di Lui".

   Cari Andrea e Francesco, da oggi voi salirete l’altare del Signore per celebrare la Divina Eucaristia. Rendete bella la vostra celebrazione. Fuggite i facili protagonismi, che vorrebbero che voi foste il centro di quanto celebrate. Non siamo chiamati a inventare nulla di estroso o di originale per rendere bella la Santa Liturgia. E’ sufficiente celebrarla bene e curarne la partecipazione di tutti. Il Sacerdote è solo un ministro dell’altare, perché il Signore è la vittima e il Sacerdote che si sacrifica per noi. E’ lui il centro a cui dobbiamo tutti volgere lo sguardo. Siamo chiamati a conformarci a lui, per imparare a spezzare il pane della sua parola perché giunga al cuore dei fedeli e li prepari a riceverlo nella Santa Eucaristia. Attraverso i sacramenti voi avvicinate gli altri al Signore, elargendo la sua grazia e il perdono di Dio. Siate sempre ricolmi di gratitudine al Signore per il dono straordinario che vi ha fatto: poter divenire ministri dell’altare, dispensatori della grazia e del perdono. La gratitudine, che nasce da una preghiera assidua, libera il cuore dall’ansia per se stessi e dalla necessità di ricevere approvazioni o complimenti dagli altri. Non mancheranno infatti momenti difficili, nei quali solo la fede e il legame fraterno nel presbiterio vi aiuteranno a rimanere fedeli alla vocazione che avete ricevuto. Vivete in uno spirito di collaborazione e di fraterna amicizia con i laici, parte preziosissima ed essenziale del nostro servizio pastorale. Animati da quella fede che abbiamo ereditato da tante generazioni di cristiani, che in questa terra ci uniscono attraverso Santa Maria Salome all’età apostolica, ci stringiamo a voi nella preghiera allo Spirito Santo perché vi guidi ogni giorno sulla via della santità. La Vergine Santa, a cui in questo mese di maggio particolarmente ci rivolgiamo, vi aiuti ad essere sempre discepoli del Figlio Gesù, ascoltatori attenti e pronti della sua Parola di salvezza.

Amen.

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Di seguito il video dell’Omelia del Vescovo all’Ordinazione di Francesco Paglia e Andrea Viselli presso la Chiesa Abaziale di Casamari il 30 maggio 2010



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Nella sezione massmedia la disponibilità del video a maggiore risoluzione e possibilità del download
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