
Care sorelle e cari fratelli,
è sempre una grande gioia e commozione trovarci insieme in questi giorni, soprattutto oggi quando celebriamo la solennità del nostro martire Ambrogio. Ogni anno lui ci aiuta a comprendere un po’ di più quale è il segreto della vita, perché talvolta noi ne perdiamo il senso profondo, pur avendo le nostre convinzioni e ragioni. Innanzitutto ci pone una domanda: siamo suoi veri devoti? Un vero devoto si chiede: cosa posso fare perché l’entusiasmo e la commozione di questi giorni diventino la mia vita?
Il Vangelo che abbiamo ascoltato ci aiuta a trovare una risposta. Dice Gesù: Se il chicco di grano caduto in terra non muore rimane solo, se invece muore produce molto frutto, chi ama la sua vita la perde e chi odia la vita in questo mondo la conserverà per la vita eterna. Ci sembrano parole difficili, quasi impossibili da vivere. Eppure sono semplici. Gesù parla di cose che ogni giorno diciamo e viviamo: amore e odio. Talvolta si accettano l’odio, il rancore, l’inimicizia, la rivalità, come modi normali di vivere. Così si rimane tutti più tristi e arrabbiati, pronti a scagliarsi contro gli altri o a lamentarsi, poco capaci di perdono e di misericordia. Il martire Ambrogio ci insegna che si può vivere amando gli altri, addirittura fino al dono della vita. Questo è il vero senso della vita: amare donando.
Amare donando
Il senso della vita infatti, care sorelle e cari fratelli, sta nel dono, nella capacità di dare, non di possedere, di avere, come ci abitua questo nostro mondo. Quanta tristezza nell’avarizia, nel possesso, nella smania di avere sempre di più e nel non essere mai soddisfatti. II dono è il segreto della vita!
Donare che cosa? Non viviamo tempi difficili e di crisi? Quante cose si possono donare con gratuità anche nella difficoltà. Pensate alla vita di ogni giorno. Pensate agli incontri che ognuno di voi ha con gli altri. Invece di presentarsi con la faccia arrabbiata, donate simpatia. Invece di pronunciare parole urlate contro gli altri, come avviene talvolta nelle nostre strade e nelle nostre piazze, doniamo parole buone, cortesi! Invece di arrabbiarsi istintivamente, siate cortesi anche con chi vi offende. La rabbia rende solo la vita più complicata. Quando vedete una persona bisognosa – e quanti sono in questo tempo difficile – non fate finta di niente. Forse non potrete aiutarlo economicamente. Non importa; potrete dargli un sostegno, una parola di amicizia, potrete occuparvi di lui, potrete ascoltarlo, ascoltare le sue difficoltà, i suoi problemi. Questo avviene ogni giorno nei centri di ascolto della Caritas diocesana e parrocchiale. Fatelo anche voi. Se potete, date anche voi una mano. E non dite che non c’è tempo! Perché tempo ne abbiamo tutti; basta prenderlo il tempo, anche perché ciascuno è maestro per trovarlo per sé!
La vita è dono, misericordi, perdono
Donare; ecco il segreto della vita e della gioia. La vita è un dono! Cari fratelli e care sorelle, è un dono innanzitutto perché la vita l’abbiamo ricevuta! Nessuno di noi è nato per sua volontà. Senza l’amore di Dio, senza l’amore di un uomo e di una donna, nessuno di noi sarebbe venuto al mondo! Gli uomini potranno inventarsi qualsiasi cosa, ma ci vorranno sempre un uomo e una donna per dare la vita! Sempre! E la vita è un dono. Non dovremmo almeno un po’ ricambiare questo dono? Perché non proviamo nella nostra vita a dare di più agli altri, a dare affetto, simpatia, amicizia, parole buone? Perché non vivere quella compassione che fa la vita del cristiano, quella misericordia, quella capacità di perdonare su cui tante volte Papa Francesco insiste! La pazienza del perdono!
La pazienza del perdono è una grande medicina, invece di legarsi al dito i torti subiti. Perdonate! State attenti, perché se continuate a legarvi al dito i torti subiti, ad un certo punto perderete il dito! E perderete anche la testa! Soprattutto perderete il cuore! Perderete l’anima! E allora doniamo. La vita è un dono, care sorelle e cari fratelli, è un dono. Bisogna smettere di parlar male degli altri, di pensar male agli altri, di dire: ah! guarda quello che ha fatto, quell’altro che non ha fatto. Basta! Sant’Ambrogio ci dice che bisogna amarsi l’un l’altro, amarsi! E l’amore è costruzione! L’amore è interesse per gli altri, l’amore è amicizia. L’amore non è un sentimento, si costruisce con pazienza. Come una madre e un padre quando hanno un bambino, per amarlo, devono essere attenti a ogni piccola cosa! Nell’amore tutte le cose, tutti i gesti, le parole, anche piccole, hanno un valore.
L’amore cambia il mondo
Così anche noi nella vita, impegniamoci tutti, chiediamo a Sant’Ambrogio di intenerirci il cuore, di rendercelo più morbido quando è duro, di rendere le nostre parole più amabili, quando istintivamente dovrebbero essere parole dure o prepotenti, di rendere i nostri occhi capaci di vedere gli uomini e le donne che hanno bisogno e soffrono, di prenderci cura degli anziani abbandonati a se stessi e soli a casa o in istituto. Ricordiamoci una cosa: quando uno è amico dei poveri e dei bisognosi diventa migliore e anche più contento. Infatti molte volte siamo tristi perché siamo egoisti. Se pensassimo un po’ agli altri, saremmo tutti più felici, ci saluteremmo quando ci incontriamo, ci guarderemmo con simpatia, la smetteremo di prendere a urli gli altri, la smetteremmo di arrabbiarci e di litigare, andremmo un po’ meno dall’avvocato e dai giudici di pace. Cerchiamo l’accordo nella vita, perché accordo è comunione, è vita! L’accordo e la comunione cambiano il mondo!
Per questo ci sono i cristiani! I cristiani sono uomini e donne che cercano accordo, che cercano comunione, che cercano unità, che vanno al di la delle divisioni, dell’inimicizia, dei rancori. Questo ci dice Sant’Ambrogio! E allora non siamo qui solo per ripetere un rito, perché nel mondo di riti ce ne sono migliaia. Anche i pagani hanno i loro riti e le loro devozioni. Noi siamo qui perché siamo cristiani e vogliamo che il nostro martire ci insegni a essere cristiani veri! E i cristiani veri amano al di la delle divisioni e sanno vivere donando qualcosa al prossimo. I cristiani veri donano quello che hanno, tempo, amore, simpatia, solidarietà, amore per i poveri, amore per la Chiesa, amore per gli alti, amore per tutti. Questi sono i cristiani!
Io ve lo auguro, ma vi chiedo anche di impegnarvi personalmente, smettendo di credere che tocca agli altri impegnarsi per cambiare il mondo. Siamo noi che dobbiamo cambiare, e allora vivremo in un mondo migliore tutti quanti. Tutti ci prendiamo lo stesso impegno, nel nostro ambito, nel nostro lavoro, nella nostra professione, con il nostro tempo.
L’impegno è l’amore, è dono nell’amore. Ricordiamolo! E io sono certo che il martire Ambrogio, il nostro martire, ci aiuterà, perché abbiamo bisogno di un mondo più umano e più giusto, un mondo migliore. Questo mondo non ci sarà se noi rimarremo a guardare dalla finestra giudicando gli altri , lamentandoci, parlando male. Se stiamo al balcone, il mondo ci sembrerà sempre uguale. Scendiamo per strada, incontriamo gli altri, aiutiamoci, vogliamoci bene e vedrete allora che il mondo e questa città non solo ci appariranno più belli, ma saranno più belli, migliori, luoghi di vita e di amore, perché saranno riempiti dell’amore di Dio, quello che i martiri ci invitano a vivere ogni giorno.
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