Venerdì 21 marzo 2025
Cattedrale – Frosinone
(Efesini 6,10-20)
Fratelli e sorelle, la Parola di Dio è luce in ogni momento della nostra vita, soprattutto nei momenti difficili. Essa ci aiuta, come questa sera, a comprendere noi stessi e il mondo, ci orienta nei pensieri e nei sentimenti. Siamo in tempo di guerra, tempo di dolore, di sofferenza e morte. Ci uniamo per questo alle comunità della nostra Diocesi e del nostro Paese, che oggi si sono unite in preghiera perché torni presto la pace in Ucraina e in Terra Santa. Ricorderemo anche i tanti luoghi del mondo, dove la violenza e la guerra causano distruzione e morte.
Il Signore Gesù ha insegnato ai suoi discepoli a non impugnare la spada, a non opporsi al malvagio con la violenza, persino ad amare il nemico, a vivere come uomini e donne miti. Questa scelta, a cui sono chiamati i discepoli del Signore, che appare a molti ingenua, non è tuttavia una scelta di debolezza, non significa accettare il male, tanto meno sottomettersi ad esso e alla sua forza. L’apostolo Paolo, come abbiamo ascoltato nella lettera agli Efesini, ci chiama ad indossare l’armatura di Dio. Paolo, che vive in un mondo complesso e violento, dove le guerre erano uno strumento normale di rapporto tra i popoli, è consapevole della forza del male. Parla di principati, di potenze, di dominatori di questo mondo di tenebra, di spiriti del male, perché ci rendiamo conto che il male non è solo un fatto, un momento, una disgrazia che capita, ma è una realtà permanente di cui essere coscienti. Ascoltando la parola di Dio ci siamo resi conto anche noi del dominio del male, anche se talvolta ci siamo rassegnati alla sua forza, lo abbiamo lasciato prevalere nel nostro cuore e intorno a noi. Infatti spesso il male appare quasi inevitabile, come a tanti sembra inevitabile la guerra, persino normale. Ma noi, Sorelle e fratelli, non crediamo all’inevitabilità del male, né pensiamo che sia impossibile combatterlo.
Per questo Paolo ci chiede di essere forti, ma non di quella forza che si impone spesso urlando la propria verità, sottomettendo gli altri, distruggendo, eliminando donne e uomini, bambini, vecchi, malati; l’apostolo ch chiede di rivestire l’armatura di Dio per resistere nel giorno malvagio, per combattere il male con il bene. Certo l’armatura di Dio è ben diversa da quella che talvolta anche noi indossiamo, quando ci vogliamo difendere dagli altri, o quando facciamo prevalere in noi parole, gesti, sentimenti di ira, di rancore, di inimicizia. Essa è un dono di Dio, che noi riceviamo ogni volta che ascoltiamo la sua parola con fiducia. Questa sera è come se il Signore ci volesse rivestire della sua armatura, che rende forti per la fede, ci dona come armi la corazza della giustizia, l’elmo della salvezza, la spada della Parola di Dio. Questa spada, sorelle e fratelli, è il Vangelo della pace. E’ la nostra unica armatura, perché la pace si costruisce con un popolo dal cuore disarmato, come Gesù. Essa penetra nel nostro cuore, lo trasforma, ci rende donne e uomini miti, che cambiano il mondo con la misericordia, la compassione, che fa condividere il dolore degli altri liberandoci da quel vittimismo che ci fa sentiore sempre in credito di amore, di attenzione; un popolo che lotta contro il male attraverso le armi dell’amore, dell’amicizia, che diffondono uno spirito di pace, che avvicina agli altri, che insegna la compassione per i poveri, il perdono per coloro che ci hanno offeso, l’amore per il nemico. E’ la nostra audacia.
Ci sentiamo a volte fragili, impauriti, quasi impotenti davanti alla forza del male. Allora ci lasciamo andare, ci rassegniamo e pensiamo: tanto che posso fare io? Ma non è impossibile rivestire questa armatura così particolare. Essa si può ottenere anzitutto con la preghiera. “Pregate incessantemente, con ogni sorta di preghiere e di suppliche nello Spirito”, conclude l’apostolo. La nostra preghiera personale e nella nostra comunità sia incessante. Preghiamo aprendo La Bibbia, leggendola, preghiamo con i fratelli e le sorelle, supplichiamo il Signore perché la pace torni presto in Ucraina, in Terra Santa e in ogni parte del mondo. Coinvolgiamo tutti in questo spirito di preghiera e di pace, dai piccoli, ai giovani, alle famiglie, fino agli anziani. Preghiamo perché noi tutti diveniamo uomini e donne di pace, e comunichiamo agli altri il Vangelo della pace, che il Signore ci ha donato con tanto amore e con grande predilezione. La nostra unica arma sia, sorelle e fratelli, il Vangelo della pace.
– gli interventi e delle omelie del Vescovo Ambrogio
– l’articolo dedicato al 21 marzo 2025: preghiera per le vittime delle guerre in Ucraina e Terra Santa
https://www.diocesifrosinone.it/notizie/ultime/21-marzo-2025-preghiera-per-le-vittime-delle-guerre-in-ucraina-e-terra-santa.html
