
Care sorelle e cari fratelli, cari amici,
sono contento di essere qui con voi questa sera per celebrare la giornata del malato. Qui davanti a noi abbiamo la statua della vergine Maria di Lourdes, a cui voi siete particolarmente legati. Così ci ha ricordato papa Francesco nel messaggio per questa giornata: “Come Santa Bernardette siamo sotto lo sguardo di Maria, che guardava quella povera ragazza come si guarda una persona… Bernardette, povera, analfabeta e malata si sente guardata da Maria come una persona”.
Questo dava a lei e a noi dignità, anche a chi tra noi è malato o debole nel corpo o nello spirito, una grande dignità. Quello sguardo non è di compatimento, dietro cui si nasconde a volte un giudizio e una presa di distanza, ma di compassione e tenerezza, ben altra cosa. La tenerezza e la compassione sono lo sguardo di Gesù per i malati, i poveri, gli scartati. Per Lui sono i privilegiati, i primi di cui si prende cura.
Cari amici, in un mondo che allontana chi soffre, che ha paura della debolezza e della fragilità, che abbandona gli anziani, noi oggi vogliamo dire con forza che Gesù ha voluto la Chiesa proprio perché tutti costoro trovassero una casa e un popolo in cui essere accolti, amati e curati. Proprio per questo ogni comunità cristiana si differenzia dal resto della società. Una comunità che non vive questo amore privilegiato, che non manifesta con gesti e parole la tenerezza di Dio non è tale, diventa un’associazione qualsiasi, non la comunità di Gesù. Per questo noi siamo qui davanti al Signore, ed è bene che ce lo ricordiamo tutti. Le associazioni che voi rappresentate, pur nella loro diversità, o vivono questo amore evangelico gratuito, oppure non hanno motivo di esistere. Questo amore nasce e cresce con la preghiera e nella familiarità con la Parola di Dio, che si esprimono ogni giorno in parole e gesti di tenerezza e compassione.
Cari amici, non intristiamo e non umiliamo questo modo di vivere in uno spirito di inimicizia, di ira, di rancore, di contrapposizioni, alla ricerca di un ruolo e di un consenso. Gesù ci dice con chiarezza che dire “stupido” o “pazzo” a un altro porta piano piano alla sua eliminazione dalla nostra vita. Facciamo quindi attenzione, perché il litigio, l’ira, la prepotenza, il giudizio malevolo, il facile sparlare, l’insulto, sono tutte parole e azioni che portano ad eliminare l’altro. Quante volte lo facciamo magari anche solo con un clic sul cellulare o con una frase postata su facebook, oppure con un atto di prepotenza o di stupido interesse personale. E se veniamo all’altare con sentimenti di inimicizia nel cuore, ricordiamoci che Gesù ci chiede di riconciliarci anche se avessimo ragione. Per Gesù l’unica legge è la gratuità dell’amore. Questo ci chiede oggi: nella nostra vita assumiamo lo stesso sguardo che la Vergine Maria ebbe per l’umile Bernardette. Esso ci renderà felici, ma soprattutto ci renderà un popolo unito, in comunione e in amicizia con gli altri. Il mondo, che ancora tanto soffre per le guerre, il terrorismo, le ingiustizie, ha bisogno di donne e uomini che vivano insieme in pace, senza litigare, senza prepotenza, senza cercare il proprio interesse, diffondendo la tenerezza e l’amore di Dio. Cari amici, oggi lo chiedo a tutti voi: siate segno della tenerezza di Dio verso tutti, soprattutto verso chi soffre più di voi. Insieme lo chiediamo al Signore Gesù per intercessione della Vergine Maria di Lourdes. A Lei, Regina della pace, chiediamo anche che interceda presso il Figlio perché cessino le guerre, il terrorismo, ogni violenza, e venga presto la pace in tutto il mondo.
+ Ambrogio Spreafico
Segue piccola gallery dell’evento
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