
A Monte San Giovanni nei giorni scorsi
Ratzinger: la fede, dono prezioso per il nostro tempo
A colloquio con il Decano dei Cardinali
E’ stata indubbiamente una presenza rilevante per gli annuali festeggiamenti patronali di Monte San Giovanni in onore della Madonna del Suffragio. Il cardinale Joseph Ratzinger, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, è arrivato nella cittadina monticiana sabato 17 aprile nel pomeriggio, accolto molto calorosamente dalla gente. Insieme a lui hanno concelebrato il vescovo Salvatore, il parroco don Gianni Bekiaris e diversi sacerdoti. Ratzinger ha quindi presenziato alla caratteristica "discesa" dell’immagine della Madonna del Suffragio. L’ultima tappa della sua visita, da insigne teologo qual è, è stata la cappella di S. Tommaso d’Aquino, nel Castello del paese. Prima di lasciare Monte San Giovanni, il porporato ha rilasciato delle dichiarazioni alla stampa locale: c’eravamo anche noi di "Avvenire-Lazio Sette".
Eminenza, quali sono, secondo Lei, le insidie che incontra la Fede nel nostro tempo?
"L’insidia primaria è il materialismo: si vive di apparenze, Dio appare così lontano, si confida nella scienza, pensando che Dio non si può trovare. Più profondamente, direi che una delle insidie per la Fede oggi è il relativismo religioso, pensare cioè che tutte le religioni siano uguali: noi cristiani ne abbiamo una, gli altri hanno la propria. Così si perde il senso della Verità; non bisogna considerare la religione solo come frutto di una data tradizione, perché poi si pensa che le tradizioni sono anche belle ma non possono incidere nella mia vita".
In questi momenti così tristi per le vicende internazionali, il Santo Padre nel messaggio "Urbi et Orbi" di Pasqua ha invitato le religioni ad essere unite contro il terrorismo. Lei Eminenza come vede il dialogo interreligioso ed in particolare con l’Islam?
"Come dicevo la nostra posizione è contro il relativismo, come se tutto fosse uguale. Dall’altra parte ciò implica il rispetto per le altre religioni e il comune impegno per la pace. Questo è importante: Dio non può dividere, Dio non può legittimare il rancore e l’odio. Dio è il Creatore di tutti e, seppur con le differenze delle religioni, tutti dobbiamo rendere lode a Dio con il comune impegno e la responsabilità per la dignità umana. Il Dio vero non può essere una realtà che ci separa. Il Dio vero non può essere promotore di odio, il Dio vero deve essere di pace. Siamo sulla strada verso Dio soltanto se ci impegniamo per la pace, per il rispetto reciproco."
Eminenza, Lei conosce da vicino il Santo Padre. Cosa ha donato al mondo questo lungo pontificato?
"Ha donato il senso di Dio: Dio è vicino e vince ogni paura. Non posso dimenticare mai il primo suo discorso in piazza S. Pietro, Aprite le porte a Cristo, non abbiate paura del Signore. Cristo non toglie niente, Cristo è pienezza della vita. Ma il Santo Padre ha donato al mondo anche la speranza che la vita non è vuota, che impegnarsi per i valori grandi dell’umanità è una cosa non solo necessaria ma che dà pienezza alla nostra vita. L’apertura a Dio, questa sua vicinanza al Signore lo ha aiutato poi nell’impegno per la pace. E’ importante sapere che egli è un uomo di profonda fede, un uomo di preghiera: chi ha partecipato alle sue Sante Messe, ha visto come egli è immerso in Dio. Un uomo che conosce Cristo da vicino, di prima mano, che ama moltissimo la Madre del Signore. Un uomo fedelissimo ai Sacramenti, ai grandi doni della nostra Fede. Con questa profonda fedeltà, è così aperto agli altri, perchè chi è vicino a Gesù non è contrario agli altri, ma trova l’apertura con tutti".
Eminenza, anche nel suo ultimo libro, "In cammino verso Gesù Cristo", lei invita a riscoprire l’identità dell’essere cristiani: non era da dare per scontata la centralità di Cristo nella Fede? Come mai questa sua scelta?
"Penso sia importante ritrovare la centralità di Cristo. Quanto più siamo vicini a Cristo, tanto più siamo vicini all’amore di Dio e capaci di essere pacificatori nel mondo. Esiste quasi una fobia di Cristo a volte, perchè si pensa che Lui ci possa separare dai musulmani, dai buddisti e dagli altri, ma è un grande errore. Perdere il centro della nostra Fede, perdere questo Volto di Dio nel cuore trafitto di Cristo ci allontana da Dio, ci allontana dai fondamenti della nostra Speranza e non ci aiuta nell’impegno per l’umanità e la pacificazione."
( a cura di Augusto Cinelli).
Dall’81 a Roma
Il card. Ratzinger, 77 anni lo scorso 16 aprile, tedesco, celebre teologo, è dal 1982 Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, che si occupa di promuovere e difendere l’ortodossia della fede cattolica. Sacerdote dal ’51, è stato consacrato vescovo nel ’77 e creato cardinale da Paolo VI nello stesso anno. E’ il Decano del Collegio Cardinalizio. Tra i suoi ultimi libri "Fede, verità, tolleranza" (Cantagalli), "La comunione nella Chiesa" (San Paolo), "In cammino verso Gesù Cristo" (San Paolo). Molto noto il libro intervista con lui pubblicato da Vittorio Messori all’inizio degli anni Ottanta, "Rapporto sulla fede" (San Paolo).
