
«Cristo Risorto vi vuole bene!
Per dirvi questo sono venuto qui oggi e anche per la gioia di passare il giorno di Pasqua con voi».
Con queste parole Mons. Spreafico si è rivolto agli anziani di una casa di riposo sita nei pressi di Ferentino, dove nel pomeriggio di domenica ha voluto recarsi per celebrare l’eucaristia di Resurrezione. «Dio infatti – ha continuato il vescovo – non ama quelli che pensano per se stessi, quelli che lasciano soli gli altri, ma ama coloro che si trovano nel bisogno, nella difficoltà».
La condizione degli anziani nella nostra terra è un tema che con molta evidenza è presente nel cuore del vescovo di Frosinone. Questo perché tanti sono gli anziani che vivono nella nostra provincia e tra questi tanti sono quelli soli. Molti vivono con difficoltà nelle case, spesso nell’impossibilità di affrontare le difficoltà del quotidiano, i problemi economici, o molto più banalmente come accade nelle nei nostri centri storici, magari solo i piccoli problemi logistici, come la mancanza dell’ascensore. Infatti un anziano che ha difficoltà a camminare è che abita al terzo piano di uno stabile senza ascensore non può più nemmeno uscire per fare spesa e mangiare. Questi e altri motivi sono all’origine della scelta dell’istituzionalizzazione. Il ricovero in una casa di riposo pare in principio la soluzione facile ai problemi, ma spesso si rivela essere l’inizio della fine; perché anche se trattati bene, in istituto gli anziani si lasciano andare ad una vita triste, principalmente proprio perché non sono più a casa loro, dove per altro ciascuno vorrebbe vivere gli ultimi anni della sua vita.
Nella lettera pastorale consegnata nello scorso Natale alla diocesi, Mons. Spreafico ha chiesto con forza e chiarezza ai membri delle diverse realtà diocesane di prendersi cura dei loro anziani. Ha chiesto che le parrocchie mettano questa tra le priorità della loro vita. Una famiglia deve prendersi cura dei propri anziani, anche nelle difficoltà e questo vale anche per le parrocchie che devono avere al centro delle loro preoccupazione anche i loro vecchi.
Per vivere questo in prima persona, il vescovo ha trascorso il pomeriggio di Pasqua nella casa di riposo dove da circa un anno i volontari della Comunità di Sant’Egidio si recano ogni sabato per condividere, in uno spirito di amicizia, la preghiera e la festa con gli anziani lì ricoverati.
In questo ultimo anno infatti nella nostra diocesi diverse iniziative sono nate e si sono moltiplicate in questo senso. Varie parrocchie hanno con più forza deciso di avere gruppi che visitano gli anziani e in particolare li aiutano a partecipare alla messa domenicale, centro della vita comunitaria.
Anche questo è un chiaro segno distintivo della vita cristiana. Così infatti concludeva Mons. Spreafico la sua omelia di domenica pomeriggio rivolgendosi agli anziani e ai volontari presenti: «L’amicizia con chi è nel bisogno è il più chiaro segno della Resurrezione del Signore Gesù».
Segue una breve fotogallery
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